mercoledì, Febbraio 8, 2023
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7 prigionieri impiccati in massa in Iran 

CNRI – Secondo alcune notizie giunte dall’Iran, il regime dei mullah giovedì ha impiccato cinque uomini e due donne in una prigione di Birjand, Iran nord-orientale.

Due delle vittime sono state identificate come Mohammad Niazi e Moheb Rahmati. I nomi degli altri prigionieri sono sono stati forniti. Erano tutti accusati di reati legati alla droga.

Questa impiccagione ha portato a 24 il numero delle persone giustiziate in Iran solo la scorsa settimana, quando i rappresentanti europei si trovavano in visita a Tehran. Tra i giustiziati c’erano tre donne.

Il regime fondamentalista iraniano sabato ha impiccato tre prigionieri in un carcere di Rasht, Iran settentrionale, mentre la responsabile della politica estera dell’Unione Europea Federica Mogherini si trovava a Tehran per stabilire importanti legami commerciali tra l’UE e il regime.

Il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI) ha detto in un comunicato mercoledì che la crescita del trend delle esecuzioni “che mira ad intensificare il clima di terrore per impedire l’espandersi delle proteste delle varie fasce della società, specialmente in un periodo di visite di alti rappresentanti europei, dimostra che le pretese di moderazione non sono altro che un’illusione per questo regime medievale”.

Federica Mogherini, Alto Rappresentante per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza dell’UE, è arrivata a Tehran sabato insieme ad altri sette commissari dell’UE per discutere con gli esponenti del regime di rapporti commerciali ed altri ambiti di collaborazione.

Questo viaggio è stato duramente criticato da Mohammad Mohaddessin, Presidente del Comitato Affari Esteri del CNRI, che ha detto: “Questo viaggio, che si svolge nel pieno di un’ondata di esecuzioni di massa, di brutali violazioni dei diritti umani e delle sfrenate attività guerrafondaie del regime nella regione, calpesta i valori sui è stata fondata l’UE e che la Mogherini dovrebbe difendere e promuovere”.

Amnesty International, nel suo Rapporto Annuale sulla Pena di Morte pubblicato il 6 Aprile e che riguarda il 2015, scrive: “L’Iran ha messo a morte almeno 977 persone nel 2015, rispetto alle 743 dell’anno precedente”.

“Solamente in Iran è avvenuto l’82% di tute le esecuzioni registrate in Medio Oriente e Nord Africa”, ha detto questa organizzazione per i diritti umani.

Ci sono state più di 2300 esecuzioni durante la presidenza di Hassan Rouhani. L’Inviato Speciale delle Nazioni Unite sulla Situazione dei Diritti Umani in Iran, a Marzo ha annunciato che il numero delle esecuzioni avvenute in Iran nel 2015 è stato più alto che in qualsiasi altro degli ultimi 25 anni. Rouhani ha esplicitamente appoggiato la pratica delle esecuzioni quali esempi dei “comandamenti di Dio” e delle “leggi del parlamento che appartiene al popolo”.

 

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