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Il Comitato delle Donne del CNRI chiede il ritiro della nomina del regime iraniano a sede del Campionato Mondiale Femminile di Scacchi 2017

Il Comitato delle Donne del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana condanna con fermezza la nomina della dittatura religiosa dei mullah iraniani a sede del Campionato Mondiale Femminile di Scacchi 2017. Il Comitato delle Donne del CNRI esorta la FIDE ad annullare la sua decisione.

I misogini fondamentalisti al potere in Iran non dovranno mai godere di nessuna opportunità di legittimarsi, dato che approfittano dell’apartheid sessuale per opprimere la società iraniana attanagliata dalla crisi e che hanno una storia vergognosa e sanguinaria di repressione delle donne.

Al contrario a questo regime deve essere chiesto di promettere di rispettare i diritti più fondamentali del popolo iraniano, ed in particolare quelli delle donne, come primo passo e prima condizione in qualunque rapporto con gli altri paesi. Questo è un regime che non permette alle donne neanche di entrare negli stadi.

La repressione delle donne in Iran ha raggiunto dimensioni più ampie da quando il cosiddetto “moderato” Rouhani ha assunto la sua carica. Il numero delle donne giustiziate solo durante la presidenza Rouhani, è arrivato a 71. Nei suoi ultimi provvedimenti, il governo Rouhani ha ordinato alle università di stabilire regole per l’altezza dei tacchi, delle unghie e per il colore e il tipo di abbigliamento delle donne, e le studentesse devono promettere di osservare queste regole prima dell’iscrizione.

Scegliere il regime teocratico iraniano come sede del Campionato Mondiale Femminile di Scacchi, equivale ad avallare ed accettare la repressione delle donne iraniane, soprattutto perché, oltre che le giocatrici di scacchi iraniane, i governanti fondamentalisti iraniani costringono anche le giocatrici di altri paesi ad indossare l’hijab.

Il Comitato delle Donne del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana chiede a tutte le giocatrici di scacchi di protestare contro la decisione della FIDE, al fianco di altri campioni che hanno boicottato i giochi e dichiarato il loro rifiuto a prendere parte a questo evento a Teheran, per protestare contro il velo obbligatorio e la repressione delle donne in Iran.

Comitato delle Donne del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

3 Ottobre 2016

 

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