mercoledì, Novembre 30, 2022
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Il braccio della Forza Quds ( Pasdaran Iraniano ) in Iraq: il “Quartier generale per la ricostruzione dei santuari”

Rapporto speciale

Le cerimonie religiose di Arbaeen utilizzate come copertura per vasti interventi iraniani in Iraq
Il regime dei mullah usa organizzazioni e istituzioni umanitarie o di beneficenza, oltre alle sue organizzazioni ufficiali come ambasciate e consolati, come copertura per la forza terroristica Quds per intervenire nei Paesi vicini.

I mullah hanno sistematicamente usato queste organizzazioni per occupare segretamente l’Iraq in particolare.

Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) ha istituzionalizzato la propria presenza in Iraq attraverso il “Quartier generale per la ricostruzione dei santuari”, che ufficialmente lavora per ricostruire i santuari degli storici capi sciiti in Iran, Iraq e Siria. I più importanti di tali santuari in Iraq sono particolarmente sfruttati dall’organizzazione durante le importanti cerimonie religiose di “Ashura” e “Arbaeen”. Il “Quartier generale per la ricostruzione” è una delle molte organizzazioni di copertura che vengono utilizzate per far avanzare l’obiettivo della Forza Quds dell’IRGC in Iraq e altrove.
Il maggior generale Qassem Soleimani, comandante della forza terroristica Quds, nomina o revoca i dirigenti di tale “Quartier generale”, e molti funzionari chiave di questa istituzione “senza scopo di lucro” sono comandanti dell’IRGC.
Si dice che l’istituzione abbia tremila iraniani che lavorano ai suoi progetti in Iraq.

Recentemente l’entità si è concentrata maggiormente sull’uso dell’Iraq per eludere le sanzioni contro il regime dei mullah.
Questa organizzazione affiliata alla Forza Quds è attiva in città irachene come Najaf, Karbala, Kazemein, Koufah, Samarra, Mosaib e Shahr-ol Balad presso Samarra. Ha anche iniziato ad operare in Siria nel 2014 e ora ha un ufficio indipendente in Siria, attivo con il pretesto della ricostruzione dei santuari. Il “Quartier generale della ricostruzione dei santuari” ha creato una buona copertura per la presenza della Forza Quds in Siria nel periodo post-bellico.
L’organizzazione è impegnata anche a sfruttare le cerimonie religiose di Arbaeen di venerdì 18 ottobre: uno degli eventi sciiti più importanti, con milioni di partecipanti.

Qassem Soleimani nomina i responsabili del “Quartier generale per la ricostruzione dei santuari” e per Arbaeen.
Qassem Soleimani ha effettuato personalmente le ultime nomine il 12 luglio 2019. Tra queste vi era la promozione del generale di brigata dell’IRGC Hassan Polarak da presidente del Quartier generale per la ricostruzione a consigliere speciale dell’ufficio del comandante della Forza Quds. Dopo la promozione, Polarak è stato anche incaricato di supervisionare le attività del quartier generale. Con lo stesso decreto, Soleimani ha assegnato a Polarak l’autorità per migliorare le cerimonie di Arbaeen e aggirare le sanzioni.

Soleimani ha nominato Mohammad Jalal Maab come presidente esecutivo del Quartier generale per la ricostruzione, in sostituzione di Hassan Polarak.
Di seguito la copia delle due nomine effettuate da Qassem Soleimani in luglio.

Trascrizione della lettera di Soleimani con la nomina di Hassan Polarak
Luogotenente generale di brigata, fratello Hassan Polarak,
Saluti.
Poiché hai terminato una parte importante dei piani che avevi in mano, e sono stati stabiliti altri complessi cruciali, mentre esprimo la mia gratitudine per il tuo prezioso lavoro jihadista – che possano Dio e Ahl-ol Beyt [la famiglia del profeta dell’Islam, in particolare i capi sciiti] accettarlo – ti nomino consigliere speciale dell’ufficio di comando della Forza Quds sulle seguenti questioni.

1. Supervisione del Quartier generale per la ricostruzione dei santuari, senza entrare in questioni esecutive. Primo: riconoscere priorità ed esigenze. Secondo: valutare i problemi tra il quartier generale e le autorità irachene e riferirli alla Forza Quds; contribuire a risolvere i loro problemi e il coordinamento tra di loro.
2. Contribuire ad arricchire la questione economica e culturale del pellegrinaggio, in particolare l’importante e massiccia marcia epica dell’Arbaeen dell’Imam Hossein.
3. Collegamento con importanti settori popolari di entrambe le parti (Iraq e Iran) sotto il nome dei cavalieri Hosseini per dare sostegno per: primo, Arbaeen; secondo: catastrofi naturali come inondazioni, terremoti ecc.
4. Partecipare al comitato delle forze economiche per disinnescare le sanzioni.
5. Appartenenza al Consiglio di Comando delle forze.
Firmato Qassem Soleimani

Oltre a Qassem Soleimani, l’ufficio del Capo Supremo ha una grande influenza nel Quartier generale per la ricostruzione dei santuari.
Hassan Polarak e Mohammad Jalal Mab sono entrambi di Kerman come Qassem Soleimani e sono suoi vecchi conoscenti. Hassan Polarak è membro dell’IRGC sin dalla sua fondazione. Ha partecipato al massacro del popolo curdo-iraniano negli anni ‘80 e durante la guerra Iran-Iraq ha servito nella brigata Thar-Allah 41 sotto il comando di Qassem Soleimani.

Polarak ha numerose compagnie commerciali private ed è molto attivo nel saccheggio del popolo iraniano. È stato anche consulente economico per l’Iraq di Eshaq Jahangiri, vice presidente del regime, dal gennaio 2016 al novembre 2016.
Mohammad Jalal Mab, vecchia conoscenza di Soleimani, è stato il sindaco della città iraniana di Kerman dal 2003 al 2007.

Il generale di brigata dell’IRGC Hassan Polarak con Qassem Soleimani
Mohammad Jalal Mab, presidente del Quartier generale per la ricostruzione dei Santuari

La storia e le vere funzioni del Quartier generale della ricostruzione dei santuari in Iraq
Il sito web del Quartier generale per la ricostruzione dei santuari in Iraq introduce questa organizzazione nel modo seguente: “Il Quartier generale per la ricostruzione dei santuari e per il sostegno all’Iraq è stato fondato nel 2001. Le sue attività sono non governative, volontarie e senza scopo di lucro; opera a livello internazionale e il suo periodo di attività è illimitato dalla data di fondazione. La sua sede è a Teheran. Gli ambiti dell’attività dell’organizzazione sono la ricostruzione dei santuari e dei luoghi religiosi in Iraq e in altri Paesi e l’offerta di attività scientifiche, culturali, educative, igieniche, di restauro e umanitarie”.

In un’intervista del 25 gennaio 2016, Hassan Polarak spiegò il processo di formazione di questa organizzazione e la sua entrata in Iraq, che fu simultanea all’invasione dell’Iraq guidata dagli Stati Uniti nel marzo 2003. Polarak dichiarò: “Gli americani hanno attaccato l’Iraq per eliminare Saddam, naturalmente; eliminare Saddam era anche un obiettivo della Repubblica Islamica. Quindi abbiamo sfruttato l’opportunità e con il potenziale che avevamo siamo entrati in Iraq e abbiamo iniziato la ricostruzione dei santuari sacri. Pochi mesi dopo la caduta di Saddam, le forze popolari irachene, la Brigata Badr, il Consiglio Islamico Supremo, le forze di Seyed-ol-Shohada e Hezb-ol-Dawa, che avevano le loro basi in Iran, presero il controllo della scena”.

Il Quartier generale per la ricostruzione dei santuari è stato una copertura e un pretesto per la presenza diffusa della Forza Quds in Iraq, operando su piani dell’IRGC dal 2001, subito dopo la caduta del precedente governo iracheno. Negli ultimi 16 anni, con questo pretesto, la forza terroristica Quds è stata in grado di importare armi e bombe in Iraq e trasferire forze tra Iran e Iraq. Come Qassem Soleimani ha ordinato a Hassan Polarak, l’IRGC, con il pretesto delle attività economiche del Quartier generale, usa l’Iraq per aggirare le sanzioni internazionali contro il regime.

D’altro canto, il regime dei mullah, abusando delle credenze religiose del popolo iraniano e iracheno, ha saccheggiato gli aiuti popolari per la ricostruzione dei santuari sacri. Ad esempio, il regime ha guadagnato molto vendendo oggetti “santi” dalle tombe dei leader sciiti in Iran a prezzi elevati e ricostruendo parti di santuari e porte di queste tombe in Iran e inviandole in Iraq. Inoltre, l’IRGC ha creato un enorme progetto economico per le basi di Khatam-ol-Anbia e altre organizzazioni economiche dell’IRGC con il pretesto della ricostruzione dei santuari dei leader sciiti e ha guadagnato miliardi di dollari per i suoi piani di guerra e di terrorismo.
Il regime dei mullah e l’IRGC abusano largamente della cerimonia di Arbaeen per promuovere il fondamentalismo e il terrorismo e innescare divergenze religiose con il pretesto di rendere omaggio ai capi storici sciiti.
In un’intervista del 2019, Hassan Polarak, con il titolo di “presidente della solidarietà popolare, dell’alloggio e dell’alimentazione per l’Arbaeen dell’Imam Hussain”, ha esposto il ruolo proprio e quello del regime in questa cerimonia. Ciò è anche visibile nel decreto di nomina firmato da Soleimani.
D’altra parte, secondo l’agenzia di stampa statale “Mehr”, il 7 ottobre il generale di brigata dell’IRGC Hassan Karami, comandante delle forze speciali del regime, ha riferito di aver dispiegato più di 10.000 elementi delle forze speciali del regime (7.500 effettivi e 4.000 riservisti) per fornire sicurezza alla cerimonia di Arbaeen in Iraq.
Conclusioni – osservazioni
Una delle organizzazioni di facciata del regime dei mullah, che ha occupato segretamente l’Iraq, è il “Quartier Generale per la ricostruzione dei santuari”, che in realtà è un’organizzazione della forza terroristica Quds. Questo quartier generale ha preparato il terreno affinché la Forza Quds potesse svolgere diverse attività terroristiche e traffico di armi, saccheggiare e persino eludere le sanzioni con il pretesto di ricostruire i santuari di capi e imam sciiti.

Ciò che rende la questione più importante è la serie di proteste pacifiche da parte del popolo iracheno nelle ultime settimane contro la corruzione, le cattive condizioni di vita, la disoccupazione, la povertà e la presenza dell’Iran in Iraq. In queste proteste, che si sono svolte per lo più a Baghdad e nella zona meridionale sciita dell’Iraq, la richiesta di espellere il regime iraniano dal Paese è stata una costante negli slogan dei manifestanti, che hanno inviato un messaggio forte al regime dei mullah.

L’interferenza in Paesi della regione e l’esportazione del radicalismo islamico e del terrorismo sono due dei pilastri del regime e costituiscono – come loro dicono – la loro profondità strategica. I massimi funzionari del regime, incluso lo stesso Khamenei, hanno ripetutamente affermato che se non combattessero a Samarra e in Siria e se non tracciassero una linea lì, dovrebbero farlo a Teheran, Shiraz e Isfahan. Ora vedono che la loro “linea” sta per essere cancellata in Iraq.
Per questo motivo, i funzionari del regime del mullah hanno ripetutamente definito “cospirazione” questo movimento popolare e lo stesso leader supremo ha affermato via Twitter che l’obiettivo di queste proteste era “creare una divisione tra il popolo iraniano e quello iracheno”. Questa spiegazione mostra il terrore del regime per la direzione di queste proteste e per l’opposizione alle interferenze da parte del regime e dei suoi delegati in Iraq. A questo proposito, i funzionari del regime hanno incessantemente evidenziato il fatto che l’obiettivo delle proteste è di avere un impatto sull’ipocrita manifestazione annuale del regime in Iraq per Arbaeen. Per questo motivo, la cerimonia di Arbaeen di quest’anno ha un grande valore per Teheran, che vi ha investito tanto.

Il regime iraniano sta affrontando crisi economiche e sociali irrisolvibili all’interno dell’Iran, che funzionari di alto rango hanno definito senza precedenti. Così, ha fatto ricorso a maggiore belligeranza e creazione di caos in Medio Oriente. Pertanto, è diventato più cruciale tagliare le mani del regime, in particolare l’IRGC e la Forza Quds, da altri Paesi della regione.

 

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