giovedì, Gennaio 26, 2023
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I sostenitori australiani della democrazia in Iran chiedono di agire per scongiurare una crisi umanitaria a Camp Liberty in Iraq

CNRI – I sostenitori australiani della democrazia in Iran sabato hanno condannato con la massima fermezza il blocco imposto dalle forze di sicurezza irachene all’arrivo del carburante, del cibo e dei mezzi per i servizi igienico-sanitari a Camp Liberty, nei pressi dell’Aeroporto di Baghdad, che ospita i dissidenti iraniani.

“Nonostante le temperature torride che arrivano a 50°C, che hanno costretto il governo iracheno a chiudere tutti gli uffici pubblici, le forze irachene stanno impedendo l’arrivo del carburante diesel, della benzina, delle cisterne settiche e dei camion di cibo al campo. Questo è un tentativo di torturare i residenti di Camp Liberty”, ha detto il portavoce Mohammad Sadeghpour.

“Questi provvedimenti illegali vengono presi per ordine diretto di Faleh Fayyad dell’Ufficio iracheno per la Sicurezza Nazionale. Faleh è un agente del regime iraniano in Iraq ed è stato coinvolto in diversi massacri sia a Campo Ashraf che a Camp Liberty, quando Nouri al-Maliki era il primo ministro iracheno”.

“Camp Liberty si trova attualmente sull’orlo di una catastrofe umanitaria, con le temperature che arrivano fino a 50°. Queste azioni disumane costituiscono un crimine contro l’umanità e i responsabili rischiano una condanna internazionale”, ha detto Mohammad Sadeghpour.

I sostenitori australiani della Democrazia in Iran hanno esortato “il Segretario Generale dell’ONU Ban Ki-moon, il Segretario di Stato americano John Kerry e l’Alto Commissario dell’Unione Europea ad intraprendere immediatamente un’azione internazionale per proteggere i residenti di Camp Liberty e fermare queste restrizioni disumane imposte al campo che avevano promesso di proteggere. Camp Liberty ospita migliaia di membri del principale gruppo di opposizione iraniano, l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK), i quali sono stati riconosciuti come richiedenti-asilo e soggetti beneficiari dall’ufficio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati.

 

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