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I membri dei Mojahedin del Popolo Iraniano nella prigione di Liberty chiedono nuovamente di ritornare ad Ashraf

I membri dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (OMPI/MEK) chiedono nuovamente di ritornare ad Ashraf, dove hanno vissuto per 26 anni. È quasi un anno che i residenti di Ashraf sono stato ridotti a dei senzatetto e non c’è alcuna prospettiva per queste 3200 persone di essere trasferite in stati membri dell’UE dalla prigione che Martin Kobler ha ingannevolmente denominato “Luogo di Transito Temporaneo”. A tutt’ora, 2600 residenti di Liberty sono stati sottoposti alla procedura di verifica dell’identità dall’UNHCR e quasi 1750 sono stati intervistati in privato fuori dal campo. Interviste infinite che, per alcuni residenti, si sono ripetute 8, 12 e persino 17 volte.
In contrasto con gli inganni e le misure criminali di Martin Kobler, tese a fare dei residenti di Ashraf dei senzatetto, con un documento scioccante la scorsa settimana è stato svelato che il 19 Gennaio 2012 l’UNHCR aveva sottolineato che non era in grado di verificare la funzionalità delle infrastrutture e la conformità agli standards di Camp Liberty.
Allo stesso modo, il Gruppo di Lavoro sulle Detenzioni Arbitrarie del Consiglio per i Diritti Umani, per la seconda volta ha recentemente definito le condizioni a Camp Liberty come quelle di una prigione. Il 2 Gennaio, ai legali e agli avvocati dei residenti  arrivati da Washington fin dietro le mura del campo, non è stato consentito di incontrare i loro clienti all’interno e solo pochi rappresentanti dei residenti si sono incontrati con i loro avvocati fuori dal campo nel fabbricato dell’UNHCR. Agli avvocati non è stato neanche permesso di visitare Ashraf e le proprietà dei residenti.
Contrariamente a tutti gli altri paesi il Governo di Maliki, che intende saccheggiare 550 milioni di dollari di proprietà mobili ed immobili dei residenti di Ashraf, nega deliberatamente l’entità  giuridica dell’OMPI. Questa è una lampante illegalità nei confronti del decreto della Corte di Karrada (Baghdad) che il 14 Agosto 2005 ha esplicitamente riconosciuto all’OMPI di avere “una entità giuridica e indipendenza finanziaria”.
Il 26 Dicembre, a seguito di un forte temporale durante il quale  acqua e liquami hanno ricoperto tutto Camp Liberty, i residenti hanno chiesto al Segretario Generale Ban Ki-moon di farli ritornare ad Ashraf. Dopodiché, utilizzando strumenti rudimentali, hanno drenato oltre 20 milioni di litri di acqua dal campo per renderlo abitabile.
Ora, dopo un anno durante il quale la prigione di Liberty ha continuato ad essere chiamata in modo ridicolo “Luogo di Transito Temporaneo” e con l’UNHCR che si rifiuta di riconoscere Liberty come campo per rifugiati con tutti i diritti connessi per i suoi residenti, non c’è altra via per i membri dell’OMPI se non ritornare ad Ashraf. E questo nonostante l’UNHCR abbia un altro campo per rifugiati in Iraq e il sito web dell’UNHCR affermi che i suoi residenti hanno il diritto di proprietà sulla terra, sui veicoli e sulle entrate generate dalle loro attività.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
12 Gennaio 2013

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