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I leaders del regime confessano la loro partecipazione e la loro adesione al massacro del 1988, il loro timore che l’immagine di Khomeini venga distorta e che aumenti la credibilità dei Mojahedin in Iran e all’estero

La teocratica Assemblea degli Esperti: “Khomeini scrisse a Montazeri che egli avrebbe consegnato il paese nelle mani dei liberali e, attraverso di loro, ai Mojahedin”

La Presidente eletta della Resistenza Iraniana Maryam Rajavi, ha definito la dichiarazione rilasciata dall’Assemblea degli Esperti sul massacro dei prigionieri politici del 1988, un documento esplicito, decisivo e ufficiale che attesta l’adesione e la complicità degli attuali leaders del regime nel massacro di 30.000 prigionieri politici e nel commettere questo crimine contro l’umanità. 

L’Assemblea degli Esperti è la massima istituzione nel regime del velayat-e faqih dei mullah.

L’Assemblea degli Esperti ha definito il massacro dei prigionieri politici del 1988 “una decisione storica e rivoluzionaria di sua altezza l’imam Khomeini” e una “pronta decisione per punire seriamente e decisamente gli ipocriti (i Mojahedin)”, che dimostra “la profonda e arguta comprensione di Khomeini”.

L’editto per il massacro dei prigionieri del PMOI è talmente anti-islamico e disumano che l’Assemblea degli Esperti, composta dai mullah più criminali al potere e da molti di quelli direttamente responsabili del massacro, non osa ripeterlo. Al contrario, con una manovra scandalosa ed ingannevole, definisce questo editto “una decisione di Khomeini per il giusto processo ai leaders e ad alcuni membri del PMOI”.

I leaders del regime sono estremamente preoccupati che il principio del velayat-e faqih possa essere minacciato e l’immagine di Khomeini distorta, mentre i Mojahedin verrebbero “assolti” e “verrebbe creata attorno a loro un’aura di innocenza”.

Non per niente nei giorni scorsi Khamenei ha lodato “la benedetta e radiosa immagine dell’imam (Khomeini)” e Rafsanjani ha difeso “il ruolo senza precedenti dell’imam e il suo status nella storia contemporanea”, a proposito di questo massacro. Il ministro degli interni di Rouhani, Mostafa Pour Mohammadi, ha anche detto: “Noi siamo fieri di aver eseguito il giudizio di Dio sugli ipocriti”.

Maryam Rajavi ha sfidato gli esponenti del regime a pubblicare sui media il testo dell’editto di Khomeini, le domande di Mousavi Ardebili e la risposta di Khomeini, senza censure. Ha anche detto che questo editto è anti-islamico e contraddice persino le basi della stessa giurisprudenza fondamentalista dei mullah.

Maryam Rajavi ha sollecitato gli esponenti e le autorità religiose del mondo islamico a condannare questo editto criminale e lo spargimento di sangue di 30.000 prigionieri politici e di non consentire che questo crimine enorme, che non ha precedenti nella storia contemporanea, venga ricordato e associato all’Islam e ai musulmani.

Maryam Rajavi ha aggiunto: “I documenti pubblicati recentemente, insieme alle ammissioni fatte pubblicamente dai più alti esponenti ed istituzioni del regime negli ultimi giorni, hanno raddoppiato la necessità di una incriminazione internazionale dei responsabili di questo crimine enorme. In base al loro mandato, le Nazioni Unite devono creare una commissione per esaminare queste confessioni e registrarle come documenti probatori di questo crimine, preparando così le basi legali per il procedimento penale contro i criminali al potere in Iran”.

Ed ha proseguito dicendo: “Ora che i leaders del regime hanno confessato di aver commesso questo massacro, devono dichiarare i nomi delle vittime, pubblicare le loro ultime volontà e il luogo in cui si trovano le loro tombe, nonché i nomi di tutti i membri delle commissioni della morte nelle varie province.

La dichiarazione dell’Assemblea degli Esperti definisce la decisione di Komeini “il giusto processo dei capi e di alcuni membri dei Mojahedin”, mentre Khomeini scrisse nel suo orribile editto: “Quelli che persistono nella loro posizione di ipocrisia nelle carceri di tutto il paese, sono nemici di Dio e sono condannati a morte… E’ ingenuo aver pietà per i nemici di Dio… Quei signori responsabili di prendere decisioni, non devono permettersi di aver nessuna ombra di dubbio”. Poi in risposta alle domande di Mousavi Ardebili, Khomeini scrisse: “Chiunque, a qualunque livello, se persiste nell’ipocrisia, lui o lei, è punibile con la morte. Annientate velocemente i nemici dell’Islam. Per quel che riguarda l’esame dei vari casi, saranno da preferire quelle misure in grado di accelerare l’esecuzione del verdetto”.

La dicharazione dell’Assemblea degli Esperti contiene una citazione dalla lettera di Khomeini a Montazeri del 26 Marzo 1989, che rivela il motivo principale del massacro dicendo: “Dato che è ormai chiaro che dopo di me (Khomeini), tu (Montazeri) consegnerai l’Iran ai liberali e attraverso di loro agli ipocriti, tu hai perso la competenza e la legittimità per la futura leadership del regime”.

Recentemente anche Mehdi Khaz-Ali, uno dei funzionari dell’ufficio presidenziale di Ali Khamenei e di Rafsanjani, ha rivelato alcuni degli scioccanti crimini del regime durante il massacro del 1988. Riguardo alle ragioni del massacro ha detto: “Il più vasto e il più numeroso gruppo che si è opposto allo stato, è stata l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo che ha tenuto quattro ore di manifestazione in Enqelab Avenue. Questo gruppo potrebbe essere annientato solo con l’autorizzazione dell’imam (Khomeini)… Si voleva sradicare questo gruppo mentre l’imam era ancora vivo. E si disse che probabilmente i prigionieri si sarebbero uniti (all’organizzazione), una volta rilasciati. Così saremmo stati combattuti da un maggior numero di persone. Mentre, se li giustiziamo ora, queste esecuzioni terrorizzeranno le loro famiglie e nessuno oserà unirsi al PMOI”.

Prima della dichiarazione dell’Assemblea degli Esperti, Ali Khamenei aveva espresso la sua preoccupazione durante un incontro con gli esponenti del regime, il 24 Agosto 2016, che la registrazione audio di Montazeri avrebbe “tentato di assolvere” e di creare “un’aura di innocenza” attorno ai Mojahedin, distorcendo “l’immagine di Khomeini”.

Il 27 Agosto 2016, anche Rafsanjani ha espresso il suo rammarico per “una nuova ondata di attacchi diretta contro Khomeini” e ha detto: “Questa ondata ha interessato praticamente tutti i media stranieri di opposizione, al punto tale che il sindaco di Parigi recentemente, ha organizzato una mostra ricreando le scene delle esecuzioni di quei giorni… La vastità del sostegno all’Organizzazione dei Mojahedin a questo punto merita di essere considerata”. Ed ha aggiunto: “L’obbiettivo principale dei nostri nemici interni ed internazionali è quello di vendicarsi del ruolo e dello status senza precedenti dell’imam (Khomeini)”.

Anche Majid Ansari, assistente legale di Rouhani, ha detto che oltre a voler distorcere l’immagine di Khomeini “è stata concepita una complicata cospirazione a livello internazionale per presentare l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo come una organizzazione civile e legittima”.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

29 Agosto 2016

 

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