
CNRI – Esprimendo preoccupazione per le crescenti tensioni, per le lotte tra il potere esecutivo e quello giudiziario e per le sue conseguenze sociali, il quotidiano ufficiale Ebtekar mercoledì 4 Gennaio ha scritto: “Sebbene dare consigli in questo caso non funzionerebbe, dato che loro conoscono certamente molto meglio di uno scrittore o di un giornalista quali siano le conseguenze delle loro affermazioni nell’ambiente politico del paese, comunque (noi vogliamo) avvertire che il modo volgare con cui una certa élite si rivolge agli altri, in aggiunta ad una crescente violenza verbale presente nella società e che colpisce l’intera vita sociale, scuoterà anche i corpi e le anime di coloro che lavorano nella stampa”.
“Le accuse ripetute dagli alti rappresentanti del paese, inviano un messaggio ai loro sostenitori: lottare gli uni contro gli altri persino con un linguaggio più duro e, considerando che alle elezioni presidenziali e comunali mancano meno di cinque mesi, risulta piuttosto chiaro che in una tale atmosfera, qualunque vittoria o sconfitta politica verrà vista come una vittoria o una sconfitta sul campo di battaglia”, aggiunge il quotidiano.
Il giornale poi riflette sull’entità della tensione tra Rouhani e Larijani dicendo: “Cari Sig. Presidente e capo della magistratura, noi non osiamo citare alcune delle vostre parole e persino i media e le agenzie di stampa ufficiali censurano parte delle vostre dichiarazioni”.
Alla fine il giornale ha chiesto loro di evitare di dire cose che potrebbero mettere nei guai il regime: “Perciò vi invitiamo, per favore, a non parlare in modo tale da farci finire nei guai”.
