Tribune de Geneve*, 14 Ottobre 2013 – Lo sciopero della fame di decine di persone a Place des Nations, iniziato il 1° Settembre dopo l’esecuzione sommaria di 52 residenti di Campo Ashraf, è entrato nella settima settimana (44 giorni). I dimostranti, parenti e amici dei residenti, chiedono l’immediato rilascio dei sette ostaggi (sei donne e un uomo) catturati durante l’attacco del 1° Settembre dalle forze irachene.
“Questi sette oppositori del regine degli ayatollah sono sotto il controllo dello stesso primo ministro iracheno Al-Maliki, il quale agisce per conto del regime iraniano”, dicono i rappresentanti della Resistenza Iraniana che hanno documenti a sostegno delle loro affermazioni. L’UNHCR e l’Unione Europea devono prendere seriamente in considerazione il rischio di una estradizione degli ostaggi in Iran.
I dimostranti in sciopero della fame si trovano in condizioni fisiche preoccupanti e soffrono di vertigini, mal di testa, problemi digestivi, dolori alle ossa, calo di vista e insonnia. Questi ultimi giorni sono stati visitati, alcuni sono stati ricoverati in ospedale e si trovano ora sotto controllo medico.
Lo sciopero della fame degli iraniani sta avendo luogo anche a Londra, Ottawa, Berlino, Melbourne e Camp Liberty. I dimostranti si appellano alle Nazioni Unite e agli Stati Uniti perché onorino il loro impegno a proteggere i residenti di Ashraf. Chiedono urgentemente di agire per liberare gli ostaggi, tutti persone protette secondo la Quarta Convenzione di Ginevra e richiedenti asilo secondo l’UNHCR. Chiedono anche una indagine indipendente e trasparente delle Nazioni Unite sul massacro del 1° Settembre.
