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Gli sforzi del governo Iracheno per confiscare e rubare due container di oggetti appartenenti ai residenti di Ashraf in presenza dell’UNAMI e di un “giudice”

I container contenevano gli oggetti lasciati dai convogli 4 e 5 durante il trasferimento a Liberty

Durante il trasferimento dei convogli 4 e 5 dei residenti di Ashraf a Liberty (15 aprile e 4 maggio 2012) agenti iracheni hanno impedito il trasferimento di alcune proprietà di residenti a Liberty. Nello stesso tempo, gli iracheni hanno rifiutato il permesso che gli articoli fossero restituiti all’interno di Campo Ashraf. Questi elementi rimangono in due container al posto di blocco da allora. Nonostante i ripetuti inviti da parte dei residenti e le promesse dei funzionari iracheni e dell’UNAMI, agli articoli è stato ancora impedito di tornare ad Ashraf.

Domenica scorsa 3 giugno 2012, ai residenti è stato notificato, in modo imprevisto attraverso l’UNAMI, che i funzionari iracheni che sono responsabili del trasferimento dei residenti  a Liberty sono ad Ashraf e desiderano aprire i container in presenza di rappresentanti dell’UNAMI e dei residenti di Ashraf e registrare i beni in presenza di un “giudice”.

Lo scopo di questo comportamento è evidente: un piano iracheno per rubare ufficialmente questi beni affermando che sono illegali. Mentre i container sono stati ispezionati a fondo, alla presenza del rappresentante UNAMI in precedenza, i residenti hanno sottolineato di non avere obiezioni a un altro controllo in presenza dell’UNAMI, ma poi, dopo l’ispezione, gli oggetti devono essere restituiti a Campo Ashraf. Ma il comandante iracheno ha rifiutato il ritorno dei beni e l’ha rinviato fino al 6 giugno.

I beni dei due container non sono né militari, né proibiti. Essi comprendono gli effetti personali dei residenti come computer e apparecchiature elettroniche. L’obiettivo è di dar fastidio e molestare i residenti e rubare i loro averi. Molti degli oggetti sono già stati rubati dagli iracheni ed i funzionari dell’UNAMI sono consapevoli di questo. Alcuni erano stati svelati nelle dichiarazioni del CNRI.

E’ stato detto che i funzionari iracheni intendono “legalmente” e formalmente rubare gli effetti personali in questi container con l’inganno ed esercitando pressioni come pure utilizzando un “giudice”. Questo è un chiaro segno del piano inquietante del governo iracheno di violare il diritto di proprietà dei residenti, ma allo stesso tempo pretendere che si svolga legalmente in presenza dei monitor UNAMI. La vasta influenza del regime dei mullah e del governo Maliki sulla magistratura irachena e del suo uso improprio da parte loro è un fatto ben noto.

La Resistenza Iraniana condanna fermamente la violazione dei diritti di proprietà dei residenti di Ashraf e Liberty. Considera che esse siano violazioni della legge sui diritti umani, del diritto internazionale umanitario e delle relative Convenzioni firmate dal governo iracheno che sono perseguibili a livello internazionale.

La Resistenza Iraniana chiede alle Nazioni Unite ed al governo degli Stati Uniti, di non tacere su questa palese violazione della legge e di condannare con voce più forte e impedire il furto, la rapina ed il sequestro di beni mobili e immobili dei residenti di Ashraf. L’UNAMI e l’SRSG hanno più volte promesso ai residenti che le loro proprietà sarebbero stati trasferiti dopo il loro trasferimento a Campo Liberty, ma questi impegni non sono mai stati soddisfatti.

L’SRSG ha promesso: “Continueremo le discussioni verso il raggiungimento di una soluzione che rispetti i diritti di proprietà dei residenti in modo organizzato in base alla legge irachena” (lettera dell’ SRSG ai residenti il 28 dicembre 2011).

Segretario del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
5 giugno 2012

 

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