sabato, Novembre 26, 2022
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Fermare l’aggressione iraniana: l’unica soluzione alla guerra siriana e a tutti i conflitti nella regione

I crimini ad Aleppo: l’Iran deve essere cacciato dalla Siria 

“Le scene indicibili a cui abbiamo assistito ad Aleppo, il massacro di donne, bambini, medici e ed altri innocenti, che ci vengono trasmesse praticamente in diretta dai civili intrappolati nell’assedio, passeranno alla storia insieme al Darfur, a Srebrenica o al Rwanda, come le più grosse macchie sulla coscienza morale del mondo”, ha scritto Alejo Vidal-Quadras, Presidente del Comitato Internazionale in Search of Justice (ISJ) ed ex-vice presidente del Parlamento Europeo in un articolo pubblicato da United Press International, upi.com, il 29 Dicembre. Quello che segue è il testo completo.

Non possiamo dire “non lo sapevamo”. Non possiamo dire “non l’abbiamo visto”. Il flusso costante di immagini di questa carneficina ha riempito i social media, creando un’indignazione in tutto il mondo che contrasta con la vergognosa inazione della comunità internazionale. Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU è paralizzato dal veto russo e cinese e l’Unione Europea e gli Stati Uniti hanno grandemente taciuto sul principale manovratore sul campo: la Repubblica Islamica dell’Iran e le milizie sciite che sponsorizza. 

Quando negli anni precedenti la rivoluzione anti-Assad, la rivoluzione iniziò a volgersi in favore dell’opposizione pro-democrazia, Teheran si è occupata della difesa del dittatore inviando il suo Corpo delle Guardie Rivoluzionarie (IRGC) e le sue milizie, come Hezbollah ed altri gruppi di mercenari pakistani e afghani. I tentativi del regime iraniano di difendere il presidente siriano Bashar al-Assad si sono rafforzati quando Qassem Soleimani, capo della forza Quds dell’IRGC, è andato a Mosca, in violazione delle risoluzioni delle Nazioni Unite che gli avevano proibito i viaggi internazionali a causa del suo coinvolgimento in attività terroristiche, ed ha convinto il Cremlino ad unirsi al conflitto con maggiore supporto finanziario e logistico. Così è iniziata la campagna di bombardamenti russa.

Abbiamo visto con orrore il tremendo equilibrio degli interventi iraniani e russi in Siria e i leaders occidentali hanno dimostrato, con le loro dichiarazioni, che sanno di chi è la colpa. Il presidente francese François Hollande ha detto: “Sono la Russia e l’Iran che non si augurano questo processo politico. Loro vogliono schiacciare, distruggere l’opposizione, ma anche mantenere questa confusione tra i gruppi terroristici e i gruppi di opposizione o ribelli”.

Il primo ministro britannico Theresa May ha dichiarato: “Assad e i suoi sostenitori, Russia e Iran, hanno la responsabilità della tragedia di Aleppo”. Il suo ministro degli esteri Boris Johnson ha affermato: “Sia la Russia che l’Iran non sono riusciti a rispettare i loro obblighi secondo le leggi umanitarie internazionali”.

Se sappiamo tutto questo, perché la risposta non è stata più decisa? La principale organizzazione di opposizione iraniana, il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, ha già da tempo identificato Fort Behuth, circa 22 miglia a sud-est di Aleppo, come il quartier generale delle truppe iraniane ed ha denunciato il comandante dell’IRGC di queste forze, il Brig. Gen. Seyed Javad Ghafari, il quale ha incontrato Soleimani, il leader di Hezbollah Hassan Nasrallah e lo stesso Assad. Se avessimo preso le misure adeguate ed attuato le risoluzioni delle Nazioni Unite per impedire l’ingerenza del regime iraniano sin dall’inizio, avremmo potuto evitare questa catastrofe. Invece l’Iran è stato invitato al tavolo dei negoziati come “parte della soluzione!”.

La comunità internazionale ha abbandonato il popolo siriano. Anche se la caduta di Aleppo è un enorme colpo alle aspirazioni dei ribelli moderati e pro-democrazia, essi hanno dichiarato che le loro richieste restano in piedi: la cacciata del regime di Assad e la fine dell’influenza straniera nel loro paese, soprattutto della presenza delle forze iraniane e delle loro milizie satelliti. Ed è ora che l’Occidente assolva gli amanti della libertà siriani e persegua una politica più decisa nei confronti di Mosca e Teheran.

Ora la visibilità di questa tragedia apre una porta ad un cambio di corso e, quantomeno, cerca di impedire futuri spargimenti di sangue. Il massacro di Aleppo non sarà l’ultimo se non fermeremo l’ingerenza della Repubblica Islamica dell’Iran, che ha portato nella regione il suo spregevole record nei diritti umani ed ha sfruttato le divisioni settarie per esportare le sue attività guerrafondaie e il terrorismo in tutto il Medio Oriente. Gli ayatollah hanno apertamente celebrato il loro ruolo nel massacro del popolo siriano. Il cosiddetto presidente “moderato” iraniano Hassan Rouhani ha fatto una telefonata per “congratularsi” con il presidente siriano dopo i brutali massacri e i bombardamenti di Aleppo.

L’Iran è anche impegnato a destabilizzare l’Iraq, il Libano, lo Yemen ed altri paesi. Le conseguenze di tutto questo saranno fatali, non solo per i popoli sofferenti di questi paesi, ma anche per la pace e la stabilità del mondo. Solo intraprendendo una politica decisa che fermi l’aggressione iraniana si potrà trovare una soluzione alla guerra siriana e a tutti i conflitti della regione.

 

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