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Elementi dell’ministero dell’informazione dell’Iran e della forza terroristica Qods trasferiti a Camp Liberty, facendoli passare per i familiari dei residenti,

dall’ambasciata del regime iraniano e dal Comitato Governativo incaricato della repressione dei residenti che agisce al comando di Faleh Fayyad

Questa mattina, 7 Settembre, più di venti mercenari del Ministero dell’Intelligence (MOIS) e della forza terroristica Quds (QF) del regime iraniano sono arrivati a Camp Liberty con il noto pretesto di essere “familiari dei residenti”.

Questi mercenari sono arrivati in un minibus dell’ambasciata del regime di Baghdad e del Comitato Governativo incaricato della repressione dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK) a Camp Liberty, che agisce al comando del Consigliere iracheno per la Sicurezza Nazionale Faleh Fayyad.

Il colonnello Sadeq Mohammed Kadhim, il maggiore Ahmed Khozair e il capitano Haidar Azab del Comitato Governativo, hanno fatto passare questi mercenari attraverso i diversi checkpoints dislocati lungo la strada e li hanno condotti alla stazione di polizia di Liberty. Appena arrivati alla stazione di polizia hanno iniziato a gridare minacce e slogans provocatori.

Questi agenti, portati a Baghdad, in Iraq, dal MOIS e dall’ambasciata del regime, non avrebbero potuto attraversare i diversi checkpoints sulla strada che porta a Liberty senza un precedente coordinamento e l’attiva partecipazione degli organi per la sicurezza iracheni. Questa mossa mette chiaramente in pericolo la sicurezza dei membri del PMOI a Camp Liberty, rivela le macchinazioni del regime iraniano e dei suoi complici in Iraq per torturare psicologicamente i membri del PMOI ed apre la via a futuri massacri.

E’ interessante che alcuni di questi mercenari inviati a Camp Liberty affermino di essere parenti di persone che già da molto tempo sono state trasferite fuori dall’Iraq sotto la supervisione dell’UNHCR, e per i quali sia il governo iracheno e che quello statunitense sono stati informati sui dettagli, sulla data e sul luogo del loro trasferimento.

Già nel 2010 e nel 2011, i mercenari del regime iraniano furono piazzati nei pressi di Ashraf per 23 mesi  con la scusa di essere familiari dei residenti e torturarono psicologicamente i residenti 24 ore su 24 con 320 altoparlanti.

L’arrivo di questi mercenari a Camp Liberty viola gravemente il Memorandum d’Intesa (MoU) siglato tra il Governo dell’Iraq e le Nazioni Unite il 25 Dicembre 2011. Inoltre il Rappresentante Speciale per l’Iraq del Segretario Generale dell’ONU, aveva ripetutamente assicurato ai rappresentanti dei residenti, a nome del governo iracheno, che l’Iraq non avrebbe permesso a questi mercenari di arrivare a Liberty. Il 15 Ottobre 2012, in risposta ad una lettera del rappresentante dei residenti di Liberty, riguardante l’arrivo al campo dei mercenari del regime, il vice-Rappresentante Speciale per l’Iraq del Segretario Generale dell’ONU aveva scritto: “Loro (i funzionari iracheni) lo negano categoricamente… Inoltre posso assicurarvi con assoluta certezza che l’UNAMI non sta trasferendo nessuno a Camp Liberty con nessun pretesto”.

Sin dal Novembre 2014 in decine di comunicati e lettere ai funzionari americani e a quelli dell’ONU, la Resistenza Iraniana ha avvertito che il regime iraniano è determinato a ripetere la scena del trasferimento di elementi del MOIS e della forza terroristica Quds, facendoli passare per familiari dei residenti. Purtroppo nessuna azione efficace è stata intrapresa per sventare questo complotto.

La Resistenza Iraniana ricorda i ripetuti impegni presi per iscritto dalle Nazioni Unite e dal Governo degli Stati Uniti riguardo alla sicurezza e al benessere dei residenti di Liberty e richiede un’azione immediata che ponga fine alla tortura psicologica dei residenti operata da presunti “familiari” e che espella dal campo gli elementi del regime iraniano che qui si trovano con qualunque pretesto.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

7 Settembre 2015

 

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