Documenti ricevuti dalla Resistenza Iraniana dall’interno dell’IRGC (Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche), rivelano i piani per la confisca e il furto di altre parti delle proprietà dei residenti di Ashraf su disposizioni del regime dei mullah. Secondo questi documenti, disponibili per la corte, i beni dei residenti confiscati illegalmente dalle forze irachene, non verranno loro restituiti ma verranno acquisiti permanentemente dalla parte irachena.Tra questi vi sono: un carrello elevatore, attrezzi per la manutenzione, strumenti per saldature, abiti e altre cose con l’emblema di Ashraf o dell’OMPI e anche i beni contenuti nei due containers appartenenti al 4° e al 5° gruppo di residenti che si sono trasferiti a Liberty. Tutte queste cose sono state confiscate illegalmente. Nei due containers ci sono cose come: apparecchiature elettroniche, stampanti, fotocopiatrici ecc., che valgono oltre 120.000 dollari e sono state confiscate dalle forze irachene tra Aprile e Maggio.
Anche un carrello elevatore usato per trasportare e caricare i beni del 7° gruppo è stato confiscato dalle forze irachene e non è stato ancora restituito ai residenti.
Inoltre, le forze irachene hanno rubato altri beni dei residenti nei giorni scorsi dal complesso di “Mo’in”, nella zona nord di Ashraf, occupata dalle forze irachene durante l’attacco e il massacro dell’Aprile 2011.
La Resistenza Iraniana sollecita le Nazioni Unite e gli Stati Uniti ad esigere che il Governo dell’Iraq smetta di rubare le proprietà dei residenti, in palese violazione delle convenzioni di Ginevra, della legge sui rifugiati e di molti patti internazionali, nonché dettata dal fascismo religioso al governo in Iran, e rispetti i diritti dei residenti di Ashraf e Liberty compreso il loro diritto al possesso delle loro proprietà.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
23 Ottobre 2012
