venerdì, Marzo 24, 2023
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Dati scioccanti sulla diffusione delle dipendenze tra gli studenti iraniani

di Mahmoud Hakamian

Non è un segreto per nessuno oggi, che le crisi sociali in Iran sono totalmente il risultato delle politiche predatorie e anti-popolari del regime iraniano negli ultimi quattro decenni.

Ma una delle pagine più oscure del vergognoso governo del regime, è legata alle dipendenze e alla diffusione dell’uso delle droghe, in particolare tra i ragazzi e gli studenti. Queste sono persino più diffuse tra i ragazzi che vivono nelle zone urbane emarginate, dato che esiste una relazione diretta tra povertà e mancanza di un tetto da una parte, e la dipendenza dall’altra.

A dimostrazione di questo fatto, l’agenzia di stampa ufficiale ILNA, il 26 Maggio 2017, ha ammesso che “con l’aumento dell’emarginazione, le dipendenze tra i ragazzi e gli adolescenti si è diffusa di più, dato che questa fascia della società è altamente soggetta al disagio sociale. Non si deve ignorare che le misere condizioni familiari sono la ragione che sta dietro al 90% dei casi di dipendenza tra i giovani”.

Risulta piuttosto chiaro che le dimensioni dalla grave povertà in Iran e i danni che provoca, vanno ben al di là di quelli ammessi dai media e dagli esponenti del regime dato che, a causa delle politiche predatorie e anti-popolari del regime, dell’ingiusta distribuzione della ricchezza e dell’aumento del divario tra ricchi e poveri, la classe media è stata praticamente distrutta, spinta verso la povertà, verso le fasce a più basso reddito cosicché la gente non può permettersi un luogo in cui vivere nelle città ed è costretta a trovare rifugio nelle aree urbane più emarginate.

La portata di questo orribile fenomeno è diventata talmente enorme e incredibile che Abbas Akhunid, Ministro per le Strade e lo Sviluppo Urbano del governo Rouhani, ha esplicitamente annunciato che “quasi 18 milioni di persone, o un terzo dei 55 milioni di iraniani che costituiscono la popolazione urbana, vive nelle zone periferiche.

Questa terribile situazione e la diffusione senza precedenti delle dipendenze tra le donne, i giovani, gli studenti e i ragazzi, hanno raggiunto dimensioni talmente enormi che il presidente dell’Associazione degli Operatori Sociali è stata costretta ad ammettere che “gli studenti adolescenti sono più vulnerabili degli altri al rischio di dipendenze. Gli spacciatori tendono a prendere di mira i giovani studenti, dato che questi possono diventare una loro fonte di guadagno per anni”.

L’agenzia di stampa ILNA ha citato anche il Presidente del Centro Prevenzione e Sviluppo dell’Organizzazione Assistenziale dicendo: “Oggi nessuno può negare che esista la tossicodipendenza tra gli studenti, perché è troppo chiaro per essere negato. La tossicodipendenza tra gli studenti oggi è un fatto assodato”.

Bisogna precisare a questo punto, che le vere dimensioni di questa tragedia diverranno più chiare quando sapremo che organismi come le Guardie Rivoluzionarie, l’intelligence o le bande mafiose del regime sono direttamente o indirettamente coinvolte nel traffico di droga.

A dimostrazione di questo fatto sarà sufficiente menzionare quello che ha detto il comandante del Comitato Indipendente per la lotta alla droga del regime, sul giro d’affari del traffico di droga da quando il regime è salito al potere, parlando di fronte al Consiglio per il Discernimento, dove ha ammesso: “Oserei dire che dalla nascita della Repubblica Islamica i cartelli della droga non sono stati colpiti neanche per l’1%, così 1.100 miliardi di toman dei soldi della gente vengono sprecati nelle droghe ogni giorno”. (Sito web ufficiale Bartarinha – 6 Maggio 2017)

Comunque, il fatto è che dopo anni di sussurri sulla tossicodipendenza tra una certa percentuale di studenti, ora è stato annunciato ufficialmente dal Dipartimento dell’Istruzione. Il Direttore dell’Ufficio Prevenzione Danni Sociali, ha detto qualche mese fa, che 136.000 studenti sono soggetti al rischio di uso di droga e che 3600 di loro hanno usato droga almeno una volta.

Cosa porta uno studente di 14-15 anni a diventare un drogato? E’ lo stress degli esami o un eccesso di problemi sociali, familiari o nella scuola?

Le famiglie meno vulnerabili alle tossicodipendenze o i genitori che non usano droghe, dovrebbero tremare per paura che i loro figli possano diventare dei drogati? Come fanno gli spacciatori, costantemente alla ricerca di nuovi mercati, ad infiltrarsi nelle scuole? E decine di altre domande…

La stessa fonte prosegue dicendo che il Direttore dell’Ufficio Prevenzione Danni Sociali del Dipartimento dell’Istruzione, recentemente ha delineato la politica per occuparsi degli studenti che usano droghe, dicendo: “Le scuole non hanno il diritto di espellere gli studenti tossicodipendenti. Devono essere fatti degli sforzi a questo riguardo, in modo che gli studenti più vulnerabili vengano identificati e vengano fornite loro le cure e i servizi sociali necessari”.

Per spiegare ulteriormente le nuove direttive del Dipartimento dell’Istruzione, il sito web ufficiale ha citato allora i funzionari del dipartimento che hanno detto: “A causa delle risorse finanziarie limitate, il Dipartimento può a malapena portare a termine i suoi compiti tradizionali, figuriamoci educare ed informare gli studenti ad affrontare i pericoli sociali. Il Ministero è bloccato da un deficit di bilancio, dai reclami degli insegnanti e dei pensionati ed è perciò privo di risorse per educare seriamente gli studenti che provengono da famiglie con problemi culturali ed economici”.

“Abbiamo creato una buona società per i nostri figli o li abbiamo messi in un circolo vizioso?”, ha concluso alla fine, aggiungendo “Le famiglie sono costrette a svolgere il ruolo di insegnanti per i loro figli, facendo i dettati e i loro lavori e le scuole nel frattempo, stanno cercando di prendersi le responsabilità dei genitori, insegnando ai bambini a distinguere il bene dal male e colmando le loro lacune emotive. Uno sta entrando nei panni dell’altro, cercando di compensare le mancanze dell’altra parte, così uno rimane senza denaro e l’altro senza pazienza”.

Non esiste un dato esatto sui ragazzi tossicodipendenti in Iran. Quello più recente a questo riguardo è relativo al numero degli studenti tossicodipendenti, pubblicato l’inverno scorso dall’Ufficio Prevenzione Danni Sociali del Dipartimento dell’Istruzione. Nader Mansourkiaee ha detto all’epoca, che 136.000 studenti sono soggetti al rischio di uso di droghe, e che 3600 di questi ha usato droga almeno una volta.

Questo dato è vicino in qualche modo a quello relativo agli studenti tossicodipendenti, pubblicato dalla taskforce del regime per la lotta alla droga, che parla dell1% dei 13,5 milioni di studenti iraniani dipendenti dalla droga. Ma questo dato riguarda solo gli adolescenti che vanno a scuola, ignorando così quelli che hanno abbandonato gli studi o che non vanno a scuola. Perciò si può ipotizzare che il vero numero degli adolescenti tossicodipendenti debba essere molto più alto.

Mahmoud Hakamian è membro del Comitato Affari Esteri del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

 

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