mercoledì, Dicembre 7, 2022
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Crisi interna per il regime iraniano per le sanzioni imposte alle guardie rivoluzionarie

CNRI – La crisi interna al regime iraniano, causata dall’attuazione dell’accordo globale sul riciclaggio di denaro sporco e dall’imposizione di sanzioni al quartier generale delle guardie rivoluzionarie da parte del governo Rouhani, si va ulteriormente aggravando. I membri del parlamento del regime legati a Khamenei, hanno definito questo accordo “uno degli effetti più distruttivi sul regime dei mullah, che violerà l’autorità del regime”. 

Mohammad Esmaeil Ahmadi, membro del parlamento del regime, ha detto in un’intervista all’agenzia di stampa delle guardie rivoluzionarie, martedì 6 Settembre: “Purtroppo c’è la firma del ministro dell’economia in fondo a questo accordo. Considerando il contenuto di questo accordo, stava pensando ad altro quando lo ha firmato”. Ha definito questo accordo globale “un accordo vergognoso e pericoloso” ed ha aggiunto: “L’attuazione di questo accordo avrà effetti distruttivi e il parlamento dovrà intervenire prontamente perché non venga attuato e non divenga operativo”.

Amer Kaabi, un altro membro del parlamento del regime dell’ala di Khamenei, criticando Rouhani per aver acconsentito a questo accordo, lo ha definito un accordo che “viola l’onore e l’autorità del regime” e ha detto che accettare questo accordo vuol dire “accettare l’accordo più vergognoso della storia”. Ha poi aggiunto che il parlamento deve eliminare questo accordo e stracciarlo.

Riguardo all’attuazione dell’accordo globale del governo Rouhani contro il riciclaggio di denaro sporco e l’imposizione delle sanzioni alle banche e alle aziende appartenenti alle guardie rivoluzionarie, un articolo dell’agenzia di stampa delle guardie rivoluzionarie dice: “Oltre 170 grosse aziende e organizzazioni governative sono nella lunga lista delle sanzioni americane. Di conseguenza, probabilmente vedremo tutte o la maggior parte di queste organizzazioni e aziende sanzionate dalle banche locali”.

Le guardie rivoluzionarie hanno pubblicato una lista delle aziende soggette a sanzioni da parte degli Stati Uniti. Anche i nomi di organizzazioni come le guardie rivoluzionarie, i Basij, la sede di Ghaem, il Ministero dell’Intelligence, il Dipartmento della Difesa, emittenti Radio e TV e il Cruise Missile Group si trovano nella lista.

Dall’altro lato, in risposta agli attacchi delle guardie rivoluzionarie e della banda di Khamenei, che considerano questo accordo una delle conseguenze dell’accordo sul nucleare, il portavoce del segretario agli esteri ha detto che “l’unione all’organo per le attività anti-riciclaggio era stata approvata dai precedenti governo e parlamento e non ha nulla a che fare con l’accordo sul nucleare”.

Anche il quotidiano di Khamenei, Kayhan, ha espresso timore per le conseguenze dell’attuazione dell’accordo globale anti-riciclaggio e lo ha collegato alla grande conferenza di Parigi della Resistenza Iraniana dicendo: “Non è credibile che questo gioco, soprattutto per gli Stati Uniti, per il PMOI/MEK e l’Arabia Saudita, che viene seguito da qualcuno all’interno, sia semplicemente un gioco elettorale. Fondamentalmente essi hanno problemi con la stabilità del sistema”. 

 

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