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Crescente pressione sulle famiglie e sui sostenitori dei Mojahedin (MEK) nelle prigioni del regime dei mullah

Il Prigioniero politico Manouchehr Meymanat, ingegnere di 46 anni di età, che è stato arrestato nel 2010, semplicemente perché comunicava con la sorella, uno dei membri del MEK, è ora in condizioni critiche nel carcere Borazjan in esilio. E’ stato un dipendente della società di produzione automobilistica Saipa ed è stato trasferito dopo l’arresto al famigerato carcere di Evin. I boia del regime in un processo ingiusto senza avere i minimi diritti, lo hanno condannato a quattro anni di prigione in esilio a carcere di Borazjan, uno dei luoghi peggiori del regime per esilio. Manouchehr Meymanat è imprigionato in una zona di 20 metri quadrati in cui altri 80 prigionieri accusati di contrabbando sono ammassati uno sopra l’altro, in mancanza di servizi d’igiene minima.

Tre membri della sua famiglia sono stati uccisi dal regime clericale dell’Iran. Suo fratello maggiore, Masoud, è stato arrestato nel 1981 e dopo un lungo periodo di gravi torture è stato giustiziato. Un altro fratello, Mahmoud, è stato giustiziato durante il massacro dei prigionieri politici Nel 1988, e sua madre, Akhtar Moulavi (alias madre Meymanat), insegnante, 55 anni, è stata uccisa dalle forze repressive del regime nel 1988.

Nel frattempo, Ali Moezzi, un prigioniero politico sostenitore di MEK, in segno di protesta contro le misure repressive del regime e la mancanza di un processo giudiziario equo, si è rifiutato di presentarsi ad un tribunale farsa del regime per la seconda volta il 7 agosto. Ha scritto ai tribunali del regime: “Dato che negli ultimi anni alcuni dei miei connazionali sono stati giustiziati da ingiusti tribunali rivoluzionari e su loro ordine, ritengo queste prove simulate con predeterminate sentenze, prive di legittimità in quanto il giudice e fabbricatori di casi di questi tribunali sono essi stessi colpevoli. “

Ali Moezzi, 63 anni, è stato arrestato il 15 giugno 2011 per la terza volta, mentre solo pochi giorni erano passati dalla sua operazione ed era in condizioni critiche. Il motivo del suo arresto era semplicemente la sua partecipazione ai funerali di Mohsen Dokmehchi, un prigioniero dei Mojahedin a cui è stato negata la cura del cancro, e torturato a morte in carcere.
Ali Moezzi, prigioniero negli anni ’80, era stato arrestato a Teheran per aver visitato i suoi due figli nel campo di Ashraf. I boia del regime, al fine di intensificare la pressione su questo prigioniero politico, hanno vietato qualsiasi trattamento medico a lui che soffre di diverse malattie tra cui il cancro, una grave artrite al collo, insufficienza renale e che ha subito in anni di tortura e prigionia nelle carceri del regime.

Gholamreza Khosravi-Savadjany, 47 anni, un prigioniero negli anni 80, è sul punto di essere giustiziato per l’assistenza finanziaria alla rete televisiva satellitare della resistenza iraniana e accusato dai mullah di Moharebeh (guerra contro Dio). Ha trascorso oltre 40 mesi in cella di isolamento.

La resistenza iraniana mette in guardia contro la preoccupante situazione dei prigionieri politici in particolare contro la pressione disumana sulle famiglie e sostenitori dei Mojahedin e invita tutte le organizzazioni internazionali per i diritti umani in particolare il Relatore Speciale sulla situazione dei diritti umani in Iran ad adottare azioni immediate per affrontare la situazione dei prigionieri politici tra cui famiglie e sostenitori dei Mojahedin e residenti di Ashraf.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
12 agosto 2012
 

 

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