giovedì, Gennaio 26, 2023
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Crescente pressione sulle famiglie dei residenti di Ashraf in carcere e conferma della condanna a morte per due sostenitori dei Mojahedin del Popolo da parte della Corte Suprema Iraniana

Appello per prevenire l’esecuzione di prigionieri politici e per smettere di esercitare pressioni sulle famiglie dei Mojahedin
CNRI – La Suprema Corte del regime dei mullah ha confermato la condanna a morte per il prigioniero politico Gholamreza Khosrawi, 47 anni, per aver fornito aiuti finanziari all’OMPI e per l’accusa fabbricata dai mullah di Moharebeh (lotta contro Dio). Khosrawi, ha trascorso cinque anni nelle prigioni medievali del regime negli anni ’80 a Kazeroun. Egli è stato nuovamente arrestato nel 2007 a Rafsanjan e condannato a 6 anni di carcere. Nel 2010, gli scagnozzi lo hanno portato alla prigione di Evin, hanno provato che lui abbia fornito un sostegno finanziario ai Mojahedin e lo hanno  condannato a morte. Ha trascorso più di 40 mesi in isolamento.
Nel frattempo, la condanna a morte di Abdolreza Ghanbari, 45 anni, è stata confermata dalla Corte Suprema per i suoi legami con l’OMPI. Ghanbari, un professore universitario, è stato arrestato nel 2007 a causa del suo sostegno all’OMPI ed è stato espulso dall’università. Dopo la sua espulsione, ha lavorato come insegnante a Pakdasht, Varamin. Il 27 dicembre 2009, il giorno della rivolta di Ashura, è stato nuovamente arrestato e condannato a morte per i suoi contatti con l’OMPI con l’accusa di Moharebeh.
Il regime dei mullah ha intensificato le pressioni disumane sulle famiglie dei membri dell’OMPI ad Ashraf che si trovano nelle carceri iraniane.
Gli scagnozzi di Evin negano cure mediche per Ali Moezzi, 63 anni, affetto da cancro, insufficienza renale e grave artrite, al fine di infliggergli una morte lenta. Egli è uno dei prigionieri politici degli anni ’80 che è stato arrestato nel novembre 2008 a Teheran per aver visitato i suoi due figli in Ashraf. E ‘stato arrestato per la terza volta il 15 giugno 2011, quando egli aveva appena subito un intervento chirurgico ed era in condizioni terribili, e successivamente trasferito alla  sezione 209 di Evin in isolamento. Il motivo del suo arresto è stata la sua partecipazione al funerale di Mohsen Dokmehchi, un prigioniero OMPI morto di una morte lenta in carcere a causa della negazione di cure mediche.

Mashallah Haeri, 61 anni, un parente dei residenti di Ashraf, che è stato ricoverato per il trattamento fuori dall’ospedale  del carcere, è stato nuovamente arrestato con la moglie e portato alla sezione 209 di Evin. Egli è un prigioniero politico degli anni ’80, che soffre di varie patologie tra cui malattie cardiache ed emorragie interne e ha finora avuto due infarti. Nel dicembre 2009, durante il ricovero, è stato arrestato e portato nella prigione di Evin. Il potere giudiziario del regime lo ha condannato a 15 anni di carcere per aver visitato il figlio  ad Ashraf.
Kobra Banazadeh Amirkhizi, che ha perso la vista da un occhio a causa di una tortura agli occhi, il suo occhio è sul punto di diventare cieco a causa della negazione delle sue cure da parte del regime. Nel 2008, è stata arrestata e condannata a 5 anni di carcere semplicemente perché aveva intenzione di partire e visitare i parenti ad Ashraf.
La Resistenza Iraniana chiede alle organizzazioni e organismi internazionali, in particolare all’Alto Commissario per i Diritti Umani ed ai relatori sugli arresti arbitrari, torture ed esecuzioni di  agire immediatamente per fermare queste sentenze penali.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
4 MAGGIO 2012

 

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