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Conferenza internazionale di Parigi: il cambiamento democratico in Iran da parte del popolo iraniano garantisce la democrazia e la libertà nella regione

CNRI – In una conferenza internazionale a Parigi il 26 febbraio, alti funzionari degli Stati Uniti delle amministrazioni Clinton, Bush e Obama, ed alti personaggi politici europei hanno sottolineato che il cambiamento democratico in Iran da parte del popolo iraniano garantisce la tendenza verso la democrazia e la libertà che ha travolto il Medio Oriente , il Nord Africa ed il mondo islamico.

Le delegazioni parlamentari di Italia e Austria hanno annunciato dichiarazioni da parte delle maggioranze in quei parlamenti a sostegno del popolo iraniano e dei residenti di Ashraf.

Anche parlamentari, nonché le delegazioni dei diritti umani e delle donne provenienti da Francia, Spagna, Palestina, Tunisia, Egitto, Libano, Kuwait, Algeria, Giordania, Marocco, Afghanistan, Romania, Canada e Australia hanno preso parte alla conferenza.
 
La delegazione parlamentare di San Marino ha annunciato la decisione votata il 24 febbraio dal Parlamento, di riconoscere ufficialmente il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana.
 
I partecipanti hanno espresso il proprio sostegno per le rivolte scoppiate a Teheran e in altre grandi città nel mese di febbraio, sfidando il regime nella sua interezza. Essi hanno sottolineato che la comunità mondiale in generale e l’Occidente, in particolare, devono stare con il popolo iraniano e le sue richieste di cambiamento di regime.

Ammonendo degli sforzi del regime per esportare il fondamentalismo islamico nei Paesi della regione, gli oratori hanno ribadito che le modifiche sismiche e senza precedenti nei Paesi islamici hanno accentuato la necessità di adottare una corretta politica nei confronti del regime iraniano e per evitare che la sua interferenza in tali Paesi.

James Jones, Consigliere del Presidente Obama per la Sicurezza Nazionale (2009-2010), Bill Richardson (Ministro dell’Energia, Ambasciatore delle Nazioni Unite nell’amministrazione Clinton ed Inviato Speciale di Obama nella Corea del Nord), Tom Ridge (primo Segretario alla Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti), Howard Dean (Presidente del Partito Democratico 2005-2009), Mary Robinson (Alto Commissario ONU per i Diritti Umani, 1997-2002 e Presidente della Repubblica d’Irlanda ,1990-1997), Irene Khan (Segretaria Generale di Amnesty International (2001-2010), erano tra le persone partecipanti alla conferenza.
 
“Il percorso per un pacifico e democratico Medio Oriente, dove donne e giovani possono svolgere il loro legittimo ruolo, passa inevitabilmente attraverso un cambiamento di regime in Iran. Senza questo cambiamento la democrazia e la stabilità sarebbe impossibile in questa regione. Nella circostanza attuale, il cambiamento di regime in Iran è cento volte più necessario. In caso contrario, gli sviluppi nella regione saranno deviati. La soluzione per la crisi iraniana non è né la condiscendenza né la guerra. La nostra opzione è quella da cui trarrebbe vantaggio tutta la regione: il cambiamento democratico da parte del popolo iraniano e della sua Resistenza “, ha detto in una parte del suo discorso la signora Maryam Rajavi, Presidente eletta della Resistenza Iraniana.

I relatori hanno espresso sostegno per i diritti dei residenti di Campo Ashraf, in Iraq, che ospitano 3.400 membri dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI / MEK) e sottolineato la necessità di garantire i loro diritti da parte del governo degli Stati Uniti così come la necessità di offrire protezione ad una permanente missione delle Nazioni Unite a Campo Ashraf.

I partecipanti hanno esortato il Governo degli Stati Uniti a rimuovere la principale opposizione iraniana, la PMOI, dalla lista del Dipartimento di Stato delle organizzazioni terroristiche straniere. Gli oratori hanno sottolineato che l’evoluzione rapida e senza precedenti nelle ultime settimane ha dato urgenza alla revoca.

Delegazioni provenienti dai Paesi islamici hanno sottolineato la solidarietà tra le rivolte nei Paesi della regione e l’Iran e hanno detto che la democrazia e la vittoria della rivolta in Iran è essenziale per la democrazia in altri Paesi islamici e arabi.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
26 FEBBRAIO 2011

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