mercoledì, Febbraio 1, 2023
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Conferenza internazionale a Parigi: gli obblighi degli USA, ONU e UE per evitare una crisi umanitaria ad Ashraf

Conferenza a Parigi 5 novembre 2011, 56 giorni per far scadenza repressiva per chiudere Ashraf

Appello di Maryam Rajavi per un intervento di estrema urgenza dell’ONU, degli USA e dell’UE, che faccia annullare l’ultimatum iracheno e installi una squadra di osservatori dell’ONU ad Ashraf
 
Il governo iracheno ostacola il compito dell’HCR ad Ashraf
 
CNRI – 5 novembre; in una conferenza internazionale tenutasi a Parigi, su iniziativa del Comitato francese per un Iran democratico, personalità europee e americane hanno fatto appello all’UE, agli USA e all’ONU affinché approntino un intervento di estrema urgenza che porti all’annullamento della data finale, illegale, repressiva, che il governo iracheno ha imposto per la chiusura del campo di Ashraf, alla fine di quest’anno. L’appello segue l’annuncio del Presidente Obama, relativo al ritiro delle forze americane dall’Iraq, e dei preparativi delle forze irachene per lanciare un assalto al campo. Nel denunciare gli ostacoli posti dal governo iracheno agli sforzi volti a trovare una soluzione pacifica alla crisi di Ashraf, la conferenza ha chiesto l’intervento urgente del Segretario Generale dell’ONU, che favorisca l’installazione permanente di una squadra di osservatori dell’ONU ad Ashraf.
Si segnalano fra gli oratori: Maryam Rajavi, presidente eletto della resistenza Iraniana; il generale Hugh Shelton, capo di stato maggiore dell’esercito degli USA, dal 1997 al 2001; Ed Rendell, ex presidente del partito democratico dal dal 1999 al 2001 e governatore della Pennsylvania dal 2002 al 2011; John Burton, primo ministro irlandese dal 1994 al 1997, e presidente della delegazione dell’UE negli Stati Uniti dal 2004 al 2010; Lord Peter Mandelson, commissario europeo dal 2004 al 2008, e vice primo ministro britannico nel 2009; Romeo Florin Nicoara, senatore rumeno; Jean-François Legaret, sindaco del 1° distretto di Parigi; e Jean-Pierre Béquet, sindaco di Auvers-sur-Oise.
 
Maryam Rajavi, presidente eletto della resistenza iraniana, ospite d’onore della conferenza, ha dichiarato: La resistenza iraniana e i residenti di Ashraf, si sono dichiarati pronti a tutte le soluzioni, ma non alla capitolazione e all’annientamento. Ma il governo iracheno, su istruzioni del regime iraniano, si è opposto ad ogni soluzione e a tutti gli sforzi internazionali per risolvere la crisi di Ashraf. Ha eretto una serie di ostacoli al lavoro dell’HCR e al trasferimento dei residenti del campo, e con un ultimatum repressivo, dispiega le sue forze per deportarli allo scopo di massacrarli. Questo perché il regime iraniano non ha proposto altro che due scelte ai residenti di Ashraf: il massacro o la capitolazione.

Fintanto che il governo iracheno fa in modo che ogni soluzione finisca per arenarsi, non si deve restare indifferenti; ha aggiunto. Non si deve ripetere la deportazione dell’epoca nazista.
 
Maryam Rajavi ha sottolineato che il ritiro delle forze americane dall’Iraq non toglie agli Stati Uniti la responsabilità della protezione dei residenti di Ashraf. Indirizzando il suo appello agli USA, all’UE, alla Lega Araba e all’ONU, ha detto: Il tempo dell’inazione è terminato. Chiedete con fermezza al governo iracheno di annullare il suo ultimatum criminale! Opponetevi alla decisione di deportare con la forza i residenti di Ashraf! Al Consiglio di Sicurezza; prenda la decisione di dispiegare degli osservatori e i caschi blu dell’ONU ad Ashraf, fino al definitivo reinsediamento dei suoi residenti! Non permettete che si ripeta il massacro dell’8 aprile!
 
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana.
5 Novembre 2011
 

 

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