sabato, Novembre 26, 2022
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Commissione del Congresso U.S.A. approva nuove dure sanzioni al regime iraniano

(AFP) – L’Iran potrebbe trovarsi ad affrontare rigide sanzioni nei prossimi mesi dopo che una commissione del Congresso U.S.A.  ha approvato mercoledi una misura che colpisce le industrie automobilistiche e minerarie dell’Iran nonché le sue riserve di valuta estera.

La Commissione Affari Esteri della Camera ha approvato all’unanimità il “Nuclear Iran Prevenction Act” che estenderà le attuali sanzioni ai settori automobilistico e minerario e consentirà al Presidente degli Stati Uniti di applicare ad altre industrie iraniane, come quella ingegneristica, restrizioni simili.

Le attuali sanzioni americane, si concentrano sui settori energetico e finanziario dell’Iran, maggiormente sulle esportazioni di petrolio. Sei nazioni e territori, Cina, India, Giappone, Corea del Sud, Taiwan e Turchia, importano ancora petrolio iraniano ma hanno ridotto i loro quantitativi dal 2012, con Washington che concede loro queste “eccezioni”.

La nuova legge, dopo l’approvazione della Camera, quella del Senato e dopo essere stata firmata dal Presidente Barack Obama, richiederà una ulteriore riduzione di un milione di barili al giorno nel prossimo anno come condizione per questa deroga, divenendo così un effettivo embargo sulle esportazioni di greggio iraniano.

“Ora è il momento di colpire il tallone di Achille di Tehran,” ha detto dopo il voto il presidente della commissione il repubblicano Ed Royce.

“Per farla semplice, senza i proventi del petrolio non ci sono soldi per le armi atomiche o per gli Hezbollah.”

Questa misura chiuderà anche una scappatoia alle sanzioni che l’Unione Europea ha imposto sulle riserve di valuta estera dell’Iran, punendo qualunque istituzione straniera che faccia da intermediaria per favorire la conversione di valuta per Tehran.

“L’approvazione bipartisan delle più dure sanzioni di sempre dirette al programma sulle armi nucleari dell’Iran, dovrà mandare un messaggio chiaro e forte a Tehran: ‘rinunciate al vostro programma sulle armi nucleari o affrontate l’inflessibile pressione del Congresso degli Stati Uniti,” ha detto il vice-presidente della commissione il democratico Eliot Engel.

La sanzione sulla valuta potrà colpire gravememente le finanze dell’Iran che detiene riserve fuori dall’Europa stimate in 30 miliardi di dollari, principalmente in euro, secondo Mark Dubowitz, presidente della Fondazione per la Difesa delle Democrazie.

L’obbiettivo delle nuove sanzioni è “tagliare l’ancora di salvezza economica dell’Iran, i proventi dell’esportazione del petrolio,” e colpire  le riserve estere al punto di “portere il regime sull’orlo del collasso economico,” ha detto Dubowiz ad Agence France Presse.

La legge verrà verosimilmente approvata da tutta la Camera e poi esaminata dal Senato al più presto nei prossimi mesi.

 

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