sabato, Gennaio 28, 2023
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Cinque prigionieri politici, tra cui tre fratelli, si trovano nel braccio della morte ad Ahwaz

Appello per salvare le loro vite

 Il regime teocratico dell’Iran ha disumanamente intenzione di impiccare  cinque prigionieri politici ad Ahwaz. Si tratta di tre fratelli, Abdul-Rahman, Taha e Jamshid Heidari, del loro cugino Mansour Heidari  e di Amir Osameh. 
Sabato 9 giugno sono stati trasferiti nella sezione isolamento del carcere di Karoon di Ahwaz. La sentenza di morte per questi prigionieri, arrestati nel corso delle proteste popolari di Ahwaz  nell’aprile 2011, è stata confermata dalla Suprema corte del regime dei mullah a marzo 2012. 
L’odiato regime del clero ricorre all’esecuzione capitale dei prigionieri politici, alla loro eliminazione o a vessazioni fino a condurli alla morte per prevenire la diffusione delle proteste del popolo iraniano e per accrescere il clima di paura nella società, specialmente nel terzo anniversario della rivolta del 2009.
Il 21 maggio, Mansour Radpour prigioniero politico e attivista dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI), dopo cinque anni di carcere è morto in modo sospetto nella prigione di Gohardasht, con tutto il corpo ricoperto di contusioni. 
Due settimane dopo, Mohammad Mehdi Zalieh, un prigioniero politico curdo, dopo aver patito due decenni di carcere e torture, è deceduto nella stessa prigione perché gli sono state negate le cure mediche.
La Resistenza Iraniana si appella a tutti gli enti e le organizzazioni internazionali per i diritti umani perché prendano urgenti misure per salvare cinque prigionieri la cui esecuzione è imminente e li sollecita a inviare una missione d’indagine sulle condizioni dei prigionieri, soprattutto quelli politici.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
12 giugno 2012

 

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