giovedì, Dicembre 1, 2022
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Alejo Vidal-Quadras, vicepresidente del Parlamento Europeo, su Camp Ashraf

Incontro degli Amici di un Iran Libero- Mercoledì 6 giugno

Cari amici, voglio usare il mio tempo per toccare alcuni punti.
Il primo punto è la recente decisione della Corte americana. Come avete sentito, il 1° giugno 2012 la Corte d’Appello federale ha ordinato al Segretario di Stato degli Stati Uniti Hillary Clinton di prendere una decisione sull’inserimento nella lista nera della principale opposizione iraniana, l’OMPI, altrimenti la corte la rimuoverà dalla lista. Questa è una grande vittoria per la resistenza iraniana. Ci congratuliamo per questa vittoria con l’OMPI e con il CNRI, specialmente con i loro membri, i loro sostenitori e le loro famiglie nei campi Ashraf e Liberty e all’interno delle prigioni iraniane, che sono coloro che hanno sofferto di più a causa di questo inserimento.
Applaudiamo anche la signora Rajavi, presidente-eletto del CNRI, per la sua leadership in questa grande campagna, che imposta un valido precedente giudiziario e innalza gli standard per la giustizia nel mondo di oggi. E’ ora il momento per l’Europa e per gli Stati Uniti di riconoscere la coalizione politica CNRI come un’alternativa democratica a quel regime. Il CNRI, formato a Teheran nel 1981, ha un programma laico e sostiene con forza i diritti delle donne e delle minoranze, lo stato di diritto e le libertà civili. Questo è il modo più efficace che abbiamo per affrontare l’esportazione del terrorismo e le gravissime violazioni dei diritti umani da parte dei mullah e il loro tentativo di acquisire armi nucleari.
Devo dire che la lista del terrore degli Stati Uniti aveva aperto la strada per inserire nella lista nera l’OMPI in Europa. Come sapete, ci sono voluti diversi anni per rimuoverli dalla lista europea. Questo inserimento ingiustificato, nel corso degli ultimi 15 anni, ha causato molti danni in Iran, ad Ashraf, e anche nelle comunità iraniane negli Stati Uniti. Molti membri, sostenitori e familiari di membri dell’organizzazione sono stati giustiziati o arrestati e i governanti autoritari dell’Iran hanno giustificato le proprie azioni usando tale etichetta del terrore. Il governo Maliki in Iraq ha anche usato questo per perpetrare due massacri a Camp Ashraf

Il mio secondo punto riguarda Camp Liberty. Circa 2.000 residenti di Ashraf sono stati, finora, trasferiti a Camp Liberty, ma solo circa 350 di loro sono stati intervistati dall’ACNUR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati). Finora neanche una sola persona è stata trasferita in un Paese terzo e non si vede alcuna prospettiva luminosa in questa materia. Le condizioni di Camp Liberty violano gravemente molti degli standard minimi per i diritti umani e per le condizioni umanitarie. I residenti non hanno il diritto di passaggio, non hanno accesso ai propri avvocati, e i loro parenti non sono autorizzati a entrare in Iraq o nei campi Liberty e Ashraf. Camp Liberty è, sostanzialmente, una prigione.
Uno dei pretesti del governo iracheno per la violazione delle norme umanitarie è che l’inviato delle Nazioni Unite, il signor Martin Kobler, ha chiamato Camp Liberty un Luogo di Transito Temporaneo (TTL – Temporary Transit Location), mentre secondo UNAMI e il governo degli Stati Uniti la maggior parte dei residenti rimarrà, nelle condizioni ottimali, a Camp Liberty per almeno due anni. Questo è ora utilizzato dal governo di Maliki per coprire violazioni dei diritti umani contro i residenti dei campi Ashraf e Liberty. La mancanza di standard umanitari e la continua violazione dei diritti umani e dei diritti fondamentali dichiarati dall’ACNUR alla salute, alla tranquillità e alla libertà di movimento sono giustificate dicendo che “Camp Liberty è un TTL”. Questa non è una posizione temporanea di transito e lo status giuridico di Camp Liberty deve essere riconosciuto come quello di un campo profughi.

Il mio terzo punto riguarda la nostra frustrazione per il modo in cui l’inviato delle Nazioni Unite, Martin Kobler si è occupato di questo problema. Come ho scritto al Segretario Generale delle Nazioni Unite, il recente viaggio a Teheran del signor Kobler, la sua lode per il ruolo dei mullah nella sicurezza dell’Iraq e le segnalazioni pervenute in merito alla riunione del Ministero iraniano dell’Intelligence con lui circa l’OMPI ci hanno scioccato. Il signor Kobler si è permesso di coinvolgere il regime iraniano nel caso dei suoi stessi oppositori. Questo non è accettabile per i residenti dei campi Ashraf e Liberty, per noi, o per qualsiasi persona onorevole. Questo deve essere condannato nel modo più forte possibile e deve essere fermato. E questo accade mentre negli ultimi sei mesi, da quando è entrato in scena, il signor Kobler ha adempiuto tutti i propri impegni nei confronti del governo dell’Iraq, ma non ne ha rispettato alcuno di quelli presi con i residenti di Ashraf. Non ha nemmeno protestato contro la continua violazione del Memorandum of Understanding (MOU) che egli stesso ha firmato con il governo dell’Iraq senza la conoscenza o l’approvazione da parte dei residenti e che non contiene le condizioni minime per loro accettabili. Sembra che la sua missione sia chiudere Ashraf, confiscare le case dei residenti e mandarli alla prigione Liberty a qualsiasi prezzo. Questo atteggiamento è anche molto dannoso per il signor Ban Ki-moon e per la reputazione delle Nazioni Unite e chiediamo al Segretario Generale di indagare seriamente il caso dei campi Ashraf e Liberty.

Il mio quarto e ultimo punto è che vorrei rivolgermi all’Unione Europea e all’Alto Rappresentante baronessa Ashton. Siamo molto dispiaciuti del fatto che l’UE si è tenuta ai margini. Il processo di reinsediamento (in Paesi terzi) non è andato avanti e, come ho detto prima, neppure una sola persona ha lasciato Camp Liberty per l’Europa. Allo stesso tempo, invece di assumere una certa responsabilità nei confronti dell’attuale situazione disumana dei residenti di Camp Liberty, la signora Ashton continua a chiamare Camp Liberty un luogo di transito e non presta attenzione alle nostre numerose lettere e alle critiche sul modo in cui l’inviato dell’ONU, il signor Kobler, ha trattato questo caso. L’inviato speciale e consulente per Ashraf della signora Ashton, l’ambasciatore Jean De Ruyt, è stato umiliato dal governo iracheno e non gli è stato neanche dato il visto per recarsi a Baghdad. Purtroppo il signor De Ruyt ha lasciato il proprio incarico nel mese di gennaio e la signora Ashton non lo ha sostituito con un nuovo inviato. Questo è molto deludente. Ci aspettiamo che il nostro Alto Rappresentante inviti il governo iracheno a fermare le inumane restrizioni e il blocco contro i residenti di Camp Liberty. Invece di firmare un enorme accordo economico con l’Iraq il mese scorso, ella avrebbe dovuto insistere sulla salvaguardia dei diritti di questi profughi. Soprattutto dopo la sentenza molto positiva della Corte americana, che dovrebbe darle un nuovo slancio per mettere pressione sull’Iraq e allo stesso tempo per invitare i governi europei ad accettare una parte dei rifugiati di Camp Liberty. Ecco il modo in cui ci aspettiamo che lei conduca questo processo.

Grazie.

 

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