giovedì, Febbraio 9, 2023
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Appello alla Comunità Internazionale affinché indaghi e affronti la questione delle legali e legittime richieste dei residenti di Ashraf

Esprimendo rammarico per l’occultamento dei fatti, la violazione della neutralità e la nonocuranza delle legittime richieste, da parte di Martin Kobler

• I residenti di Ashraf, al di là di ogni possibile buona volontà, con la massima flessibilità e rinunciando a molti dei loro diritti, hanno molte volte dichiarato che, appena le loro 6 legittime e legali richieste verranno accolte, andranno tutti immediatamente a Camp Liberty
CNRI, 12 giugno – Lunedi pomeriggio 11 Giugno, Martin Kobler, il Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite (SRSG) e capo dell’UNAMI in Iraq, ha detto: “Sollecito i restanti residenti di Campo Ashraf a trasferirsi a Camp Hurrya ( Liberty ) senza ulteriore ritardo. Il processo di trasferimento non dovrà essere interrotto. Temo che ci sarà della violenza se il trasferimento non ricomincerà. Qualsiasi violenza sarebbe inaccettabile”.
L’Agenzia France Presse a questo proposito ha riportato: “Kobler non ha specificato cosa sta causando il ritardo o quale parte lui tema possa istigare la violenza”.
Fino ad ora due terzi dei residenti di Ashraf sono andati a Liberty in cinque convogli, con enorme pressione ed insistenza da parte di Martin Kobler. Ma nella sua dichiarazione, egli ha intenzionalmente omesso di citare qualunque ragione del “ritardo” dei prossimi gruppi e le centinaia di e-mail e lettere individuali e collettive che ha ricevuto in questo periodo dai residenti e dai loro rappresentanti, allo scopo di incolpare i residenti.
Nel frattempo continua a richiedere un “trasferimento volontario”, che in pratica non è stato altro che il proseguimento della politica del governo iracheno per lo sfratto coatto dei residenti nel nome delle Nazioni Unite.
I rappresentanti dei residenti di Ashraf fuori dall’Iraq hanno scritto il 22 Maggio al Segretario Generale Ban Ki-moon che, durante gli ultimi sei mesi e solo a Parigi, abbiamo avuto 230 scambi di lettere ed e-mail e circa 40 telefonate (spesso di oltre un’ora) e ci siamo incontrati e abbiamo parlato con il nostro Presidente, Maryam Rajavi, sette volte per un totale di 50 ore.
Quindi Martin Kobler è assolutamente al corrente nel dettaglio delle ragioni del ritardo, cioè il mancato rispetto degli accordi e la violazione dei diritti fondamentali dei richiedenti asilo da parte del governo iracheno. Lui si è presentato come un coordinatore imparziale, ma ogni volta che vuole, nel suo ruolo di tutore dei minori, firma e dispone qualunque cosa voglia senza notifica e consenso dei residenti di Ashraf. I residenti sono costretti a scegliere tra il rimanere senza casa, il trasferimento coatto e la violazione della loro dignità, o essere uccisi dagli aggressori iracheni.
I rapporti giornalieri del CNRI sulla situazione di Ashraf e Liberty (30 comunicati dal 1° Maggio al 12 Giugno), non lasciano spazio a dubbi o ambiguità sulle ragioni del ritardo.
In un altro sconcertante esempio, il CNRI è venuto a conoscenza dalle sue fonti in Iran di uno strano rapporto di Martin Kobler sulla sua visita del 27 Maggio a Liberty, copie del quale sono disponibili presso l’ufficio di Khamenei, il leader supremo dei mullah, il Consiglio per la Sicurezza Nazionale del regime iraniano, il Ministero per gli Affari Esteri, il Ministero per l’Intelligence, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie, la forza terrorista Qods, l’Ambasciata Iraniana a Baghdad e il governo iracheno. Basandosi su un’erronea visione dei fatti, questo rapporto fornisce un’immagine rovesciata degli avvenimenti, della posizione e delle richieste dei residenti di Ashraf per andare a Liberty e spiana la strada ad un terzo massacro ad Ashraf, cosa che ora preoccupa lo stesso Martin Kobler. In questo rapporto non si fa menzione della violazione degli accordi, della repressione del governo iracheno e del suo malefico piano o delle ingerenze del regime iraniano. E questo nonostante le minute del meeting e dei negoziati di Martin Kobler del 27 Maggio a Liberty fossero state preparate dal consigliere legale dei residenti e inviate a Kobler stesso, al Segretario Generale Ban Ki-moon, alla Baronessa Ashton, all’Alto Commissario Guterres, al Presidente di ISJ (In Search of Justice), al Presidente della delegazione per l’Iraq del Parlamento Europeo e a tutte le autorità americane competenti. ISJ, comitato composto da 4000 parlamentari delle due sponde dell’Atlantico, nel suo comunicato del 30 Maggio ha dichiarato:
“Le condizioni di Liberty stanno violando pesantemente molti dei minimi diritti umani e degli  standards umanitari e, nonostante siano passati esattamente quattro mesi dalla dichiarazione di Mr. Kobler, il Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite, che annunciava la conferma del rispetto di questi standards da parte dell’UNHCR e dell’UNAMI, Liberty sta ancora soffrendo per la mancanza di beni essenziali come l’acqua, l’elettricità ed un sistema fognario adeguatamente funzionante, ed il Governo dell’Iraq, in modo disumano, impedisce il trasferimento dei beni necessari dei residenti da Ashraf a Liberty. Nonostante le ripetute dichiarazioni dell’UNHCR, come quelle del 1° Febbraio, 1° Marzo e 28 Marzo, i residenti non hanno diritto di passaggio, non hanno accesso ai loro avvocati e ai loro familiari non è permesso entrare in Iraq o a Liberty/Ashraf. Liberty è, sotto tutti gli aspetti, una prigione. Ed invece di migliorare queste condizioni, il mandato di Mr. Kobler sembra essere, principalmente e soprattutto, chiudere Ashraf a qualunque costo ed ammassare i residenti nella Prigione di Liberty. Questo ha provocato in tutti noi frustrazione e sgomento. Una delle scuse del governo iracheno per la violazione di questi standards è che Liberty è un Luogo di Transito Temporaneo (TTL – Temporary Transit Location). Questa designazione si riferiva alle condizioni del luogo in cui l’aspettativa per la durata  del processo dell’UNHCR sarebbe stata al massimo di 6 mesi e dove i residenti sarebbero stati velocemente risistemati fuori dall’Iraq mentre, secondo l’UNAMI e il governo americano, la maggior parte dei residenti, se tutto andrà per il meglio, resterà a Liberty per almento 2 anni. In queste circostanze, è necessario un concreto e immediato intervento da parte della comunità internazionale, in particolare del Segretario Generale dell’ONU, del Segretario di Stato U.S.A., dell’Alto Rappresentante dell’UE e dell’Alto Commissario dell’ONU per i Rifugiati  per risolvere le seguenti questioni:
• Sottolineare esplicitamente i diritti dei residenti di Liberty allo scopo di impedire qualunque abuso da parte del Governo dell’Iraq. Ciò significa sottolineare i diritti umani e gli standards umanitari come: la libertà di circolazione, l’accesso libero agli avvocati, i diritti di proprietà o quei diritti che sono stabiliti nella legislazione riguardante i rifugiati, nel Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici o nelle disposizioni dell’Art. 3 della Convenzione di Ginevra”.
La Resistenza Iraniana si rammarica profondamente per l’occultamento dei fatti, la violazione della neutralità e la nonocuranza delle legittime richieste dei residenti da parte di Martin Kobler e si rivolge alla comunità internazionale affinché indaghi e affronti la questione delle legali e legittime richieste dei residenti di Ashraf.

I residenti di Ashraf, al di là di ogni possibile buona volontà, con la massima flessibilità e rinunciando a molti dei loro diritti, hanno molte volte dichiarato che, appena le loro 6 legittime e legali richieste verranno accolte, andranno tutti immediatamente a Camp Liberty. Queste richieste, che sono state esposte in numerose lettere a Martin Kobler, alle autorità irachene e tutte le autorità competenti negli U.S.A. e nell’UE, sono state reinviate il 27 Maggio al Segretario Generale dell’ONU con 1269 firme di residenti di Ashraf:
1.Il SRSG non permetterà alcuna interferenza del regime iraniano nei confronti dei suoi oppositori a Campo Ashraf e Liberty.
2.Tutti gli accordi e gli impegni relativi al quinto convoglio, soprattutto alle donne, verranno rispettati dal GoI (6 veicoli di servizio, 25 camion per il trasferimento dei beni, 6 roulottes speciali e 3 veicoli per pazienti paraplegici).
3.Tutte le disposizioni contenute nelle lettere del SRSG, in particolare quelle riguardanti la polizia, 10 auto per ogni convoglio, una data precisa per l’allacciamento di Liberty alla rete idrica ed elettrica della città, costruzioni, aree verdi e zone alberate, verranno garantite ed implementate prima di qualunque altro trasferimento.
4. A Liberty verrà riconosciuto lo status legale di campo per rifugiati.
5.L’ONU garantisce la vendita di tutte le proprietà mobili ed immobili di Ashraf o il trasferimento dei beni mobili in un altro Paese o nel Kurdistan iracheno.
6.Gli Stati Uniti ispezioneranno Campo Ashraf il più presto possibile.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
12 Giugno 2012

 

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