domenica, Dicembre 4, 2022
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Brutale repressione delle proteste dei prigionieri sunniti nella prigione di Zahedan

Selvaggio attacco dei boia ha portato a decine di feriti, alcuni di essi sono in gravi condizioni

La resistenza iraniana avverte contro la brutale repressione dei prigionieri politici nel carcere centrale di Zahedan in particolare di quelli sunniti e etnie baluch e chiede a tutte le organizzazioni umanitarie soprattutto al Relatore Speciale sulla situazione dei diritti umani in Iran e rapporti sugli arresti arbitrari e tortura di agire immediatamente per dare un resoconto sulla situazione dei prigionieri politici in Iran e di inviare una missione per indagare sulla brutale repressione dei prigionieri. Martedì 7 agosto, i prigionieri del carcere principale di Zahedan hanno protestato contro il peggioramento delle condizioni nel carcere specialmente mettendo pressione ai prigionieri sunniti, ed hanno preso il controllo della sezione dei prigionieri politici per poche ore. La protesta si è conclusa in seguito alla promessa da parte delle autorità del regime di accogliere le loro richieste.
In seguito agli incidenti, le guardie speciali della prigione ed i boia hanno aggredito i prigionieri che protestavano e li hanno feriti selvaggiamente con gas lacrimogeno, manganelli e dispositivi per l’elettroshock. Decine di prigionieri, che sono compatrioti dei Baluchi, sono rimasti feriti durante gli scontri con gli agenti. I boia si sono rifiutati di curare i feriti, alcuni dei quali riversano in gravi condizioni. La sezione dei prigionieri politici è stata data alle fiamme provocate dall’attacco delle forze repressive ed è stata distrutta. Decine di prigionieri sono stati trasferiti in località ignote dagli agenti segreti dei mullah. Una parte di essi sono stati trasferiti in isolamento e nella sezione dei prigionieri pericolosi. In queste sezioni, gang mafiose affiliate con le guardie carcerarie e con il ministero dell’Intelligence sono state ingaggiate per distribuire droga e nella repressione dei prigionieri politici.
Una parte dei prigionieri politici di Urumiyah, inclusi gli insegnanti imprigionati di nome Mohammad Amin Agoushi, Ahmad Poulad Khani e Iraj Mohammadi, che sono stati trasferiti di recente nel carcere di Zahedan, si trovano nella sezione dei prigionieri delinquenti comuni e pericolosi.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
11 agosto 2012

 

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