
In occasione del Nowruz, il Capodanno Persiano, la Presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI), la Sig.ra Maryam Rajavi, ha tenuto un discorso, rivolgendosi al suo popolo. In primo luogo, la Presidente ha augurato buone feste ai compatrioti di tutto il paese, e si è congratulata con coloro che hanno mantenuto la speranza in tempi veramente molto bui, sotto il potere oppressivo dei mullah.
Ha riconosciuto il ruolo di e ringraziato coloro che hanno partecipato alla rivolta durante l’anno passato, enfatizzando come abbiano reso lo scorso anno un successo in termini di progresso verso la libertà.
Molti iraniani non sono in grado di permettersi neanche lo stretto necessario, figuriamoci i lussi che erano soliti concedersi in occasione delle celebrazioni del Nowruz. La crisi economica e e la disastrosa gestione della ricchezza del paese da parte del regime hanno fatto cadere grosse fette delle popolazione nella povertà più assoluta. La Sig.ra Rajavi ha ricordato a queste persone che lei e la Resistenza sono al loro fianco. Ha ricordato gli agricoltori, che hanno perso i loro mezzi di sostentamento a causa della scarsità d’acqua, gli insegnanti, soggetti a terribili discriminazioni, povertà e prigionia per via delle loro proteste, i milioni di disoccupati, e coloro che vivono in estrema povertà senza alcun riparo, né per sé, né per i loro figli.
In occasione dell’avvento del 1398, il Nuovo Anno Persiano, porgo i mei auguri ai miei compatrioti nelle città e nei villaggi di tutto l’Iran, ed agli iraniani in tutto il mondo.
La Sig.ra Rajavi ha anche reso omaggio ai molti combattenti per la libertà giustiziati nelle più orribili condizioni, descrivendoli come eroi di questa ricerca della libertà.
Per quanto concerne l’anno a venire, la Sig.ra Rajavi ha espresso la sua speranza, sottolineando che il popolo ha fatto tremare le fondamenta del regime. Ella ha affermato che quest’anno sarà “portatore di tempeste e cambiamento”, nonché l’anno in cui il regime sarà rovesciato.
La leader della Resistenza ha anche parlato dei segni tangibili dei fallimenti del regime e delle sue debolezze, tra cui le proteste su larga scala e gli scioperi, l’accordo sul nucleare (JPCOA), la perdita degli investimenti e dell’opportunità di commerciare con le compagnie occidentali, le dure sanzioni, il collasso dell’economia, e via di questo passo.
La Sig.ra Rajavi ha rassicurato il popolo iraniano, precisando che, a causa delle proteste e delle rivolte nazionali che continuerà a dover affrontare, il regime non sarà in grado di trovare una via d’uscita da questa situazione. La sua caduta, promette, è inevitabile.
“I mullah non hanno nessuna possibilità di sopravvivere. Durante lo scorso anno, tuttavia, sognavano di poter trovare un via d’uscita annientando i Mojahedin e la Resistenza Iraniana. Per questa ragione hanno concentrato i loro principali sforzi sul terrorismo e sulla demonizzazione, prendendo di mira i Mojahedin. Ma hanno fallito.”
Infine, la Sig.ra Rajavi ha invitato il popolo iraniano a procedere, in questo nuovo anno, unito, “mano nella mano”. Ha chiesto al popolo di continuare ad essere solidale, elemento, questo, che rende il regime più debole, e che gli dimostra che il popolo non si piegherà alla sua repressione.
Ha ricordato al popolo che esso si merita tutto ciò per cui sta lottando, e che sarà il catalizzatore di un grande cambiamento. “Il popolo iraniano merita un tale paese, e scriverà e creerà un tale destino con le sue stesse mani.”
