mercoledì, Dicembre 7, 2022
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Ashraf: appello all’ONU e agli Stati Uniti da parte degli esuli iraniani

AFP – 8 agosto – Circa 200 esuli iraniani hanno manifestato davanti alla sede delle Nazioni Unite a Ginevra, per chiedere agli Stati Uniti e all’ONU di garantire la sicurezza del campo di rifugiati di Ashraf in Iraq.
“Se succede qualcosa ad Ashraf, l’ONU sarà ritenuta responsabile”, ha affermato Maryam Rajavi, presidente del Consiglio Nazionale della resistenza Iraniana, del quale i Mojahedin del Popolo rappresentano la componente principale. Ha inoltre avvertito “i responsabili americani”, che saranno “ritenuti responsabili di ogni eventuale incidente ad Ashraf”.
Il campo di Ashraf, situato a 80 km a Nord di Baghdad, ospita all’incirca 3500 Mojahedin del popolo,  oppositori del regime iraniano. L’8 aprile, un attacco dell’esercito iracheno al campo ha provocato 34 morti e diverse decine di feriti. 
Il campo fu creato negli anni ’80 da Saddam Hussein per i Mojahedin del Popolo, i quali avevano combattuto il regime iraniano durante la guerra Iran-Iraq.
Gli oppositori rifugiati ad Ashraf furono disarmati dalle forze americane nel 2003, all’indomani della caduta del presidente iracheno. Gli Stati Uniti hanno trasferito dal 2009 il controllo del campo alle forze di sicurezza irachene.

 In altri lidi, gli organizzatori della manifestazione hanno annunciato che una conferenza internazionale del “Comitato svizzero degli amici di un Iran libero” avrà luogo mercoledì a Ginevra, in presenza, segnatamente, dell’ex presidente del Partito Democratico statunitense e candidato alle presidenziali, Howard Dean, dell’ex rappresentante del Congresso Patrick Kennedy, così come la franco-colombiana Ingrid Betancourt, ex ostaggio (delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia – FARC – il 23 febbraio 2002, e liberata il 2 luglio del 2008 – ndt).

 

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