lunedì, Febbraio 6, 2023
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Iran: I media di stato avvertono della crescente attività del MEK

“Per quanto tempo dovremmo ancora tollerare queste insistenti violazione delle norme?” Queste sono le parole usate dal “Bulletin News” del 13 aprile, che rivelano una angosciante paura del regime nei confronti di una sempre più concreta alternativa, rappresentata dalla Organizzazione dei Mojahedin del Popolo (PMOI/MEK), e le sue crescenti attività.
Dall’installazione di enormi striscioni, alla proiezione di immagini dei leader della Resistenza sugli edifici, all’incendio dei simboli di oppressione del regime ai graffiti sui muri delle città di tutto l’Iran, le Unità di Resistenza del MEK mostrano l’abilità della Resistenza iraniana e la determinazione a rovesciare la teocrazia dei mullah, sfidando quotidianamente la fitta rete di controlli e sorveglianza messa in opera dal regime.
Il regime ha cercato a lungo di imporre un regno del terrore alla società, ma le unità di resistenza del MEK continuano ad ingrandire la breccia in questo sistema di oppressione e violenza.
Dopo decenni di spreco di miliardi di dollari per demonizzare il MEK, i media di stato e i funzionari del regime ora ammettono esplicitamente la crescente popolarità del MEK tra gli iraniani, lanciando allerta sul ruolo di guida in una società sempre più instabile, come è quella iraniana.
Per prepararsi alle prevedibili rivolte guidate dal MEK e dalle sue Unità di Resistenza, la Guida Suprema Ali Khamenei ha nominato presidente del regime Ebrahim Raisi, un carnefice senza scrupoli con ruolo chiave nei massacri del 1988 di decine di migliaia di membri del MEK, e riempito il governo con i più feroci veterani militari. Segnale questo del panico dilagante nell’establishment del regime, che teme ormai per la sua stessa esistenza, ma soprattutto che vuole assicurare una violenta ritorsione in risposta alle rivolte degli ultimi anni.
Di seguito la traduzione dell’articolo del “Bulletin News” sul crescente attivismo del Mek in Iran.
“La proiezione di immagini mostra la presenza del nemico”.
Qualche giorno fa, [Ahmad] Alam-ol-Hoda, responsabile della preghiera del venerdì di Mashhad, ha parlato della mancanza di controllo dei social media. Ha detto: “Il nemico è più vicino che mai a noi! Ci ha preso tutto e continua a farlo mentre voi [funzionari] rimandate le vostre decisioni”. Chi sta ascoltando questo messaggio?
Il parlamento sta tirando per le lunghe l’approvazione della legge sulla protezione da internet. Nel frattempo, il nemico sta pianificando vicino a noi a Teheran. Sentiamo i richiami dei leader del MEK, che invitano la gente a rovesciare il sistema.
Se non ci occupiamo dell’acqua che sale, la diga si romperà, e ci aspetteranno danni più gravi. Le attività del nemico non si limitano ai social media. Hanno già piazzato i loro stivali sul terreno.
L’11 aprile, i residenti della zona di Iranshahr – all’ incrocio di Kourosh – sono stati testimoni di grandi immagini dei (leader dell’opposizione, Massoud e Maryam Rajavi) proiettate su un edificio. Secondo i testimoni oculari, le immagini erano abbastanza grandi da essere visibili da lontano.
“Per quanto ancora dovremmo assistere a queste violazioni della legge?”
Il silenzio dei media ha impedito che questa notizia circolasse. Tuttavia, se vogliamo chiarire la questione all’opinione pubblica, specialmente a coloro che vigilano sui fatti sociali e di sicurezza nella società, dobbiamo evidenziare come le azioni di sabotaggio da parte del MEK siano ormai un fatto oggettivo. Hanno iniziato le loro attività sui social media, e ora operano nelle strade di Teheran. Che cos’è questa se non la vittoria e l’avanzata del nemico? Chi si prende cura del sistema non dovrebbe preoccuparsi delle conseguenze di queste azioni che violano le norme?
Il MEK sta cercando di far passare il messaggio di avere ormai campo libero nel Paese, grazie anche alle Unità di Resistenza, e che nessuno può ostacolarli!
Dovremmo imparare dalle nostre esperienze con le rivolte negli ultimi anni. Massoud Rajavi, il leader del MEK, ha affermato subito dopo le [rivolte] del 2018 che “è tempo per le unità di resistenza di evolversi ed espandersi”.
Così, il MEK non ha fermato le sue attività e ha continuato i suoi sforzi con graffiti sui muri e installando grandi striscioni. Ora hanno raggiunto un punto in cui si infiltrano nella emittente di stato “Islamic Republic of Iran Broadcasting” (IRIB) e in altri ministeri e agiscono liberamente per le strade di Teheran.
Il MEK intende affermare attraverso le sue attività che può intraprendere qualsiasi azione e indebolire il governo di [Ebrahim] Raisi all’interno del paese e mostrarsi al mondo esterno come la valida alternativa della Repubblica Islamica.
Il nemico pianifica in anticipo. Non dobbiamo sottovalutare le sue attività. La situazione è pericolosa.

 

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