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Appello per condannare le esecuzioni in Iran

Per un rilascio immediato

Venerdi 7 Dicembre 2012

Il recente aumento del numero delle esecuzioni in Iran è veramente vergognoso e allarmante. Secondo i resoconti dell’opposizione, solo tra il 22 Ottobre e il 14 Novembre, cioè in meno di un mese, sono state giustiziate 100 persone. Un numero molto più alto di qualunque altro periodo degli anni passati. Amnesty International ha lanciato l’allarme e ha pregato il governo iraniano di fermare le esecuzioni, invano. L’Iran ha oggi il più alto tasso pro-capite di esecuzioni del mondo. Il mese scorso Sattar Beheshti, un giovane lavoratore e blogger, è stato ucciso sotto tortura otto giorni dopo essere stato arrestato nella sua casa. Il suo “crimine” era di aver criticato il regime nel suo blog. La vincitrice del Premio Sakharov, Nasrin Sotoudeh, è stata in sciopero della fame per 49 giorni in prigione. Molte altre prigioniere politiche sono entrate in sciopero della fame per protesta contro le condizioni disumane e umilianti delle prigioni. Il 27 Novembre 2012, la Terza Commissione delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione  esprimendo le sue preoccupazioni riguardo alla sistematica violazione dei diritti umani in Iran. Questa risoluzione ha segnalato l’esecuzione di minori, gli arresti arbitrari, le torture ed esecuzioni di individui accusati di essere “Mohareb”, vale a dire “nemici di Dio”, gli abusi sessuali sui prigionieri, in particolare sui prigionieri politici, il divieto e la messa fuori legge dei raduni pubblici e dalla libertà di parola persino via internet, le gravi discriminazioni nei confronti delle donne e delle minoranze e la mancanza di indipendenza del sistema giudiziario del paese.
Nonostante le preoccupazioni della comunità internazionale riguardo alle questioni succitate, il regime iraniano ha ignorato tutti questi problemi ed ha vietato l’ingresso nel paese al Rappresentante Speciale per i Diritti Umani in Iran delle Nazioni Unite e ad altri individui ed organizzazioni.
Molti prigionieri politici nelle prigioni del regime, sono detenuti solo perché i loro parenti sono membri del gruppo di opposizione OMPI che si trovano a Campo Ashraf e Liberty in Iraq. Il sistema giudiziario del regime ha condannato molti di questi individui a morte per aver fornito aiuto finanziario all’OMPI.
In vista della prossima Giornata Internazionale per i Diritti Umani il 10 Dicembre, ci rivolgiamo al governo belga perché:
– Condanni il recente aumento delle violazioni dei diritti umani del regime iraniano, in particolare l’allarmante crescita del numero delle esecuzioni.
– In collaborazione con l’Unione Europea, implementi più ampie sanzioni contro  il regime iraniano e richieda il deferimento del caso delle violazioni dei diritti umani in Iran all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per la condanna dei leaders iraniani a causa del loro coinvolgimento diretto nelle uccisioni di persone innocenti che dovranno essere classificate come crimini contro l’umanità.

Senatore Dirk Claes (CD&V), Leader del Gruppo Cristiano Democratico Fiammingo al Senato Belga.
Presidente del Comitato dei Parlamentari Belgi per un Iran Democratico
Senatore Nele Lijnen (Open VLD), Presidente del Comitato per la Parità dei Diritti al Senato Belga.

 

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