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Appello a USA, UE e ONU perché prendano misure pratiche per proteggere i rifugiati iraniani a Camp Liberty, in Iraq

European Iraqi Freedom Association

Comunicato Stampa – 1° Novembre 2015 – Appello a USA, UE e ONU perché prendano misure pratiche per proteggere i rifugiati iraniani a Camp Liberty, in Iraq

Il brutale attacco contro gli indifesi rifugiati iraniani a Camp Liberty, nei pressi dell’aeroporto di Baghdad, avvenuto giovedì 29 Ottobre è stato un crimine contro l’umanità. E’ stato un massacro contro il quale avevamo messo in guardia da mesi. Con numerose lettere e comunicati, avevamo avvertito il Governo degli Stati Uniti, le Nazioni Unite e l’UE che il governo iracheno non è l’istituzione competente ad avere la responsabilità della sicurezza di questo campo e che perciò i rifugiati internati all’interno di questo “campo di sterminio” erano in grave pericolo. I nostri avvertimenti sono stati ignorati. E’ inutile ora che i politici occidentali dicano che Baghdad deve indagare sul massacro a Camp Liberty dato che, come è chiaro, gli iracheni sono collusi con i responsabili di questo crimine essendo sotto l’influenza degli agenti del regime iraniano che sono penetrati fin nel cuore del governo iracheno.

Ad esempio, agli stessi criminali responsabili dei massacri precedenti dei residenti di Ashraf, è stato consentito di rimanere alla guida di Camp Liberty ed in particolare a Faleh al-Fayad, il consigliere per la sicurezza nazionale dell’ex-primo ministro Nouri al-Maliki, che ora ricopre la stessa carica con il Primo Ministro Haider al-Abadi. Fayad, e suo cugino Hadi al-Ameri, capo dell’organizzazione terroristica Badr, sono agenti di Tehran ed hanno programmato e commesso numerosi crimini contro i membri del PMOI in Iraq negli ultimi anni. Abbiamo ripetutamente segnalato tutto questo alla comunità internazionale, rivelando i continui abusi e la repressione dei rifugiati a Camp Liberty operati da questi criminali assassini, ma i nostri avvertimenti sono stati ancora una volta ignorati.

Faleh al-Fayad, il principale oppressore dei rifugiati a Camp Liberty, nelle ultime settimane ha permesso l’arrivo di gruppi di agenti del regime iraniano a Liberty col pretesto che erano parenti e familiari dei residenti. Tali azioni, l’esatta replica di quanto accaduto fuori da Campo Ashraf nel 2010 e nel 2011, hanno fatto da sinistra copertura alla sorveglianza e alla ricognizione del campo che in seguito ha portato a ripetuti e sanguinosi attacchi e al massacro dei rifugiati inermi di Ashraf. Di nuovo abbiamo avvertito la comunità internazionale che questo era il preludio certo ad un nuovo massacro, e ancora una volta siamo stati ignorati.

Mentre i residenti vivono in leggerissimi containers, altamente vulnerabili, con i muri a T di cemento che li circondavano per protezione rimossi dalle autorità irachene e ai residenti viene negato persino il diritto di avere i loro caschi e giubbotti protettivi che erano stati costretti ad abbandonare a Camp Ashraf. Ancora una volta avevamo ripetutamente avvertito che questa palese negazione dei loro diritti sulle loro proprietà li avrebbero resi vulnerabili agli attacchi missilistici. E ancora una volta siamo stati ignorati dall’ONU, dagli U.S.A. e dall’UE. 

Condannare soltanto quest’atrocità non è sufficiente. Questi rifugiati devono essere trasferiti negli Stati Uniti e nei paesi europei immediatamente. Vista l’urgenza, sollecitiamo l’ONU, gli Stati Uniti e l’UE a prendere le seguenti misure pratiche per proteggere i dissidenti iraniani a Camp Liberty da altre uccisioni e spargimenti di sangue:

• Gli Stati Uniti devono fornire copertura aerea a Camp Liberty per impedire ulteriori attacchi

• I muri a T di cemento, i caschi e i giubbotti protettivi devono essere riportati seduta stante

• Faleh al-Fayad e i suoi uomini, che si occupano della gestione quotidiana di Camp Liberty, devono essere immediatamente rimpiazzati da individui che non siano affiliati, né legati al regime iraniano e ai suoi complici

• Tutti gli aiuti internazionali all’Iraq devono essere sospesi seduta stante fino a che non verrà garantita la sicurezza dei residenti di Camp Liberty

• L’ONU deve smettere di creare ulteriore confusione e riconoscere ufficialmente Camp Liberty come un campo per rifugiati sotto la sua diretta supervisione e protezione

Struan Stevenson

Struan Stevenson è il Presidente della European Iraqi Freedom Association (EIFA). E’ stato membro dei conservatori britannici al Parlamento Europeo dal 1999 al 2014 e Presidente della Delegazione del Parlamento Europeo per le Relazioni con l’Iraq dal 2009 al 2014

European Iraqi Freedom Association (EIFA), 1050 Bruxelles, Belgio

Presidente: Struan Stevenson, Presidente della Delegazione del Parlamento Europeo per e relazioni con l’Iraq (2009-2014).

Membri del consiglio: Alejo Vidal-Quadras, Vice Presidente del Parlamento Europeo (1999-2014); Stephen Hughes, 1° Vice-Presidente del Gruppo Socialista al Parlamento Europeo (2009-2014); Giulio Terzi, ex-Ministro degli Esteri italiano; Ryszard Czarnecki,Vice-Presidente del Parlamento Europeo; Lord Carlile di Berriew, QC; Paulo Casaca MPE (1999-2009); Kimmo Sasi, MP (Finlandia) e membri onorari come Tariq Hashemi, ex-Vice Presidente iracheno, Sid Ahmed Ghozali, ex-Primo Ministro d’Algeria

Fonte: http://eu-iraq.org/index.php/press-releases/item/713-call-on-usa-eu–un-to-take-practical-measures-to-protect-iranian-refugees-in-camp-liberty-iraq

 

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