giovedì, Dicembre 8, 2022
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ANSA/ IRAQ: SCONTRI A ASHRAF; RESISTENZA IRANIANA, UN MASSACRO CNRI, ONU E ITALIA ASSISTANO FERITI. USA, ‘MOLTO PREOCCUPATI’

(di Michele Esposito)
(ANSA) – ROMA, 8 APR – Bagno di sangue ad Ashraf, Iraq. Il campo base dei Mujaheddin del Popolo, dove vivono in esilio circa 3500 iraniani che si oppongono al regime degli ayatollah, torna ad essere teatro di violenti scontri tra i residenti e le truppe irachene. Secondo fonti militari locali i morti sarebbero tre, una trentina i feriti. Diversa la versione del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (Cnri) – il braccio politico dei dissidenti – che in una conferenza stampa a Roma, ha parlato di ”massacro” denunciando l’uccisione, da parte delle forze irachene, di ”32 persone, con circa 300 feriti, di cui 19 gravissimi”.

”L’Onu, l’Ue e gli Stati Uniti condannino l’attacco e si impegnino immediatamente con aiuti sostanziali ad assistere I feriti e a sorvegliare il campo perche’ non si sparga altro sangue”, e’ stato l’appello lanciato da Abolghesem Rezaee, segretario e rappresentante in Italia del Cnri, secondo il quale ”19 persone versano ancora in gravi condizioni” e ”necessitano di essere trasferite nel vicino ospedale americano” visto che ”non curarle aumentera’ tragicamente il numero dei morti nelle prossime ore”. Mentre un altro membro del Consiglio, Reza Olia, si e’ rivolto direttamente all’Italia chiedendo al ”ministro degli Esteri Frattini di intervenire presso il governo iracheno e aprire un corridoio umanitario”  per i feriti.

Gli scontri si sono verificati la notte scorsa quando – secondo fonti militari irachene – alcuni abitanti del campo hanno lanciato pietre contro i militari che stavano prendendo posizione in un cimitero all’interno. Ma per il Cnri, che durante la conferenza stampa ha mostrato anche un video sull’accaduto, si e’ trattato di un vero attacco contro persone che ”godono di una protezione internazionale ai sensi della Convenzione di Ginevra con gli Usa che, dal 2003, si sono impegnati a garantire la loro sicurezza”.

Il segretario americano alla Difesa Robert Gates, in visita in Iraq, si e’ detto ”molto preoccupato” e ha invitato Baghdad ”a dare prova di moderazione”. Ma, proprio Washington, second i dissidenti, avrebbe chiuso un occhio sugli scontri fornendo ”un tacito assenso. Senza la garanzia del non intervento delle truppe americane, le forze irachene non avrebbero avuto il coraggio di un attacco cosi’ feroce”, e’ l’accusa di Rezaee. E, sui colpevoli dell’attacco, il Cnri non ha dubbi. ”Il massacro e’ frutto dell’odio di Teheran contro quest’angolo di lotta pacifica”. Con il premier iracheno Nouri al-Maliki come ”esecutore materiale”, e’ la denuncia dei Mujaheddin. (ANSA)

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