
Il discorso del presente iraniano Mahmoud Ahmadinejad all’Assemblea Generale è, infatti, stato accolto da una grande manifestazione di migliaia di persone, che hanno preso parte a una marcia e si sono riunite fuori all’hotel del leader e poi fuori alle Nazioni Unte per protestare contro la legittimità della posizione di Ahmadinejad come rappresentante dell’Iran. La maggior parte dei dimostranti era di origine iraniana, ma non mancavano gli americani a favore di un cambiamento di governo in Iran. “Non si può permettere – ha aggiunto Giuliani – che questo regime in Iran rimanga. Se vogliamo un cambio di regime in Egitto, Libia e Siria e siamo seri, e se il presidente Obama è serio, allora dovrebbe volere un cambio di regime anche in Iran. La debolezza di Obama su questo punto e’ quasi provocatoria: si rifiuta di dire che se necessario userà l’azione militare, si rifiuta di dire che bisogna cambiare regime. Sembra che voglia ancora negoziare con loro e, durante la presidenza di Obama, l’Iran ha arricchito l’uranio tre volte in piu’ rispetto a quando Obama è salito al potere. Quindi il presidente sta usando questo linguaggio debole, non sta facendo niente e loro stanno diventando più forti. Questo deve cambiare”.
“Da tempo – ha proseguito Giuliani – ho detto che il presidente Obama ha gettato Israele sotto alle bombe e che tratta i palestinesi come se fossero più importanti. Sembra avere un atteggiamento reverenziale nei confronti dell’Ayatollath e di Ahmadinejad. sembra che non voglia usare un linguaggio forte contro l’Iran”, ha continuato Giuliani, aggiungendo che Ronald Reagan non avrebbe avuto problemi a minacciare un intervento armato e che il fatto che Obama non sia propenso a farlo denota debolezza. “Penso – ha concluso – che siano sempre più capaci di produrre materiale nucleare e il mio timore è che lo diano ai terroristi che loro supportano. La nostra amministrazione non si sta minimamente occupando di ciò”.
26 settembre 2012
