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America, Iran e un’etichetta di terrorismo

Congress-PMOIReuters, 19 novembre 2010
– Bernd Debusmann è un editorialista della Reuters. Le opinioni qui espresse sono sue. –

Chi dice che gli Stati Uniti e l’Iran non possono essere d’accordo su nulla? Il ‘Grande Satana’, come i governanti teocratici dell’Iran chiamano gli Stati Uniti, e la Repubblica Islamica vedono nello stesso modo almeno una cosa, cioè che il gruppo di opposizione iraniano Mojahedin-e-Khalq (PMOI/MEK) sia terrorista.

America e Iran sono arrivati alla designazione di ‘terrorista’ per il MEK in tempi diversi e da diverse prospettive, ma tale convergenza è bizzarra, anche per i complicati standard della politica mediorientale. Gli Stati Uniti hanno designato il MEK come Organizzazione Terroristica Straniera nel1997, quando l’amministrazione Clinton sperava che questa mossa potesse aiutare ad aprire un dialogo con l’Iran. Tredici anni dopo, non c’è ancora alcun dialogo.

Ma il gruppo è tuttora sulla lista, malgrado anni di dispute legali circa la designazione attraverso il sistema legale degli Stati Uniti. La Gran Bretagna e l’Unione Europea hanno cancellato il gruppo dalle loro liste di entità legate al terrorismo rispettivamente nel 2008 e nel 2009, dopo sentenze di tribunali che non hanno trovato alcuna prova di azioni terroristiche da quando il MEK aveva rinunziato alla violenza nel 2001.

Il 16 luglio, una corte d’appello federale a Washington ha dato istruzione al Dipartimento di Stato di rivedere la designazione, con una terminologia che ha suggerito che debba essere revocata. Ma ha dato al Segretario di Stato degli Stati Uniti Hillary Clinton due anni per riconsiderare la definizione e sembra che i mulini della revisione stiano macinando molto lentamente.

Un gruppo di legislatori di entrambi i partiti ha ricordato questa settimana alla Clinton la decisione della Corte e ha richiamato l’attenzione su una risoluzione della Camera dei Rappresentanti del giugno scorso — con oltre 100 firmatari, e la lista sta crescendo — che ha richiesto che il MEK sia cancellato dalla lista.

Fare questo sarebbe non solo la cosa giusta, hanno scritto in una lettera i sei sponsor principali, ma manderebbe anche il giusto messaggio a Teheran. Traduzione: usare l’etichetta terroristica come carota non funziona, quindi è tempo di essere duri.

Quando arriverà gennaio, e una nuova Camera dei Rappresentanti, dominata dai repubblicani, inizierà il suo mandato, la Clinton e il presidente Barack Obama si troveranno probabilmente sotto pressione da parte di ‘falchi’ del Congresso perché si agisca con durezza verso l’Iran, si rafforzino le sanzioni economiche e si assicuri che quelle già in vigore non vengano erose.
 
L’influente Commissione Esteri della Camera dei Rappresentanti sarà guidata da Ileana Ros-Lehtinen, un’entusiasta sostenitrice del MEK, che ha detto in una recente intervista con il corrispondente della Reuters Pascal Fletcher che l’Occidente deve rendere chiaro che intende applicare in modo sostanziale le sanzioni contro l’Iran. “Se trasmettiamo un senso di debolezza e di mancanza di risolutezza, le centrifughe (nel programma di arricchimento di uranio dell’Iran) continuano a girare.

IL GRUPPO HA FORNITO INFORMAZIONI SUL PROGRAMMA NUCLEARE

Ironicamente, fu il MEK a fornire il primo dettagliato rapporto pubblico sui progetti nucleari fino ad allora segreti dell’Iran nelle città di Natanz e Arak, nel 2002. La rivelazione aumentò fortemente il volume della controversia internazionale sulle intenzioni dell’Iran. (I governanti dell’Iran negano fermamente che si stia lavorando a bombe nucleari.)

Il programma nucleare dell’Iran salirà probabilmente in cima all’agenda di politica estera di Obama nella seconda metà del suo mandato, particolarmente se non ci saranno segni di progresso nei tentativi ora-sì ora-no di spezzare lo stallo attuale. I prossimi colloqui sono programmati per dicembre fra i cosiddetti ‘P5+1’ (membri del Consiglio di Sicurezza dell’ONU Gran Bretagna, Francia, Russia, Cina e Stati Uniti, più Germania) e Iran.

Oltre a portare gli Stati Uniti in sincronia con i suoi alleati occidentali sulla loro definizione del MEK, cosa cambierebbe la sua cancellazione dalla lista americana di 47’Organizzazioni Terroristiche Straniere’? Negli Stati Uniti, scongelerebbe fondi e consentirebbe al MEK di riaprire il proprio ufficio e operare liberamente come gruppo di advocacy.

In Iran, priverebbe il governo di un capro espiatorio sempre utile a dipingere i riformisti con il pennello del MEK. Nell’arrestarne presunti membri o simpatizzanti, le autorità iraniane menzionano di routine che perfino gli Stati Uniti considerano terrorista il gruppo. Nella lettera alla Clinton, i legislatori hanno sostenuto che la designazione da parte degli Stati Uniti ha consentito alle autorità iraniane di “giustificare ulteriormente le loro punizioni draconiane”.

Quanto sostegno il MEK, la cui leadership ha sede a Parigi, abbia in Iran è materia di discussione e molti esperti lo considerano insignificante. Ma non c’è discussione circa le pene draconiane per gli iraniani giudicati suoi membri o simpatizzanti. Questo comporta l’accusa di “condurre guerra contro Dio”, il che è punibile con la morte.

L’appello del MEK alla corte di Washington in estate è stato il quinto. Resta da vedere quanto a lungo gli Stati Uniti e l’Iran rimarranno sulla stessa pagina in materia.

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