CNRI – La Resistenza Iraniana mette in guardia sul rischio di esecuzione di un numero di prigionieri politici solo a causa della loro visita ad Ashraf prima del 2009, essendo familiari dei residenti di Ashraf, a sostegno dell’OMPI, o perché hanno dato soldi all’OMPI condannati di “Moharebeh” (lotta con Dio) secondo la fittizia accusa dei mullah. La Resistenza Iraniana chiede a tutte le istituzioni e alle organizzazioni per i diritti umani un’azione urgente per salvare le loro vite. Il brutale giudice Salavati ha emesso una seconda sentenza di morte per il prigioniero politico Javad Lari, 56. Il signor Lari, un famoso mercante Bazar di Teheran, è stato arrestato il 15 settembre 2009 per la sua visita ad Ashraf. Il signor Lari che ha anche trascorso quattro anni in prigione nel 1980 per il suo sostegno all’OMPI, soffre di diverse malattie e ha avuto diversi attacchi di cuore in carcere.
Il ministero dell’Intelligence Iraniano sta pianificando di condannare a morte il prigioniero politico Ali Moezzi, 63 anni, in un tribunale illegale. E’ uno dei prigionieri politici del 1980 che è stato arrestato l’11 novembre 2008 a Teheran per aver visitato i suoi due figli ad Ashraf. Il 15 giugno 2011, è stato arrestato per la terza volta in condizioni di salute estremamente precarie pochi giorni dopo un intervento chirurgico per cancro.
In seguito è stato trasferito in isolamento nella sezione 209 della prigione di Evin. E’ stato arrestato a causa della sua partecipazione alla cerimonia di sepoltura di Mohsen Dogmechi che era un prigioniero politico sostenitore dell’OMPI che è stato straziato a morte privandolo delle cure mediche.
La vita di tre altri membri delle famiglie dei residenti di Ashraf e sostenitori dell’OMPI, Mohsen e Ahmad Daneshvar e Abdolreza Ghanbari che sono stati arrestati durante le rivolte del 1988 e sono stati condannati a morte, è in pericolo.
Daneshpour Mohsen, 67 anni, è stato arrestato insieme al figlio, alla moglie e a due suoi parenti il 27 dicembre 2009. In seguito, lui e suo figlio, Ahmad Daneshpour, sono stati condannati a morte in un tribunale illegale dei mullah. La ragione di tali brutali sentenze era che suo figlio e suo fratello sono a Campo Ashraf. I suoi due fratelli, Morteza e Mostafa, sono stati giustiziati da parte del regime dei mullah nel 1981.
Gholamreza Khosravi Savadjani, un altro prigioniero politico, è nel braccio della morte con l’accusa di aver fornito assistenza finanziaria all’OMPI. E’ stato in isolamento per più di 40 mesi.
Il vacillante regime iraniano ricorre a tali crimini al fine di intensificare l’atmosfera d’intimidazione nella società, per affrontare l’espansione delle proteste alla vigilia delle elezioni falsificate dei mullah, e al tempo stesso imporre pressioni sui residenti di Ashraf.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
14 gennaio 2012
