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All’approssimarsi della stagione fredda, oltre ai derivati del petrolio, le forze irachene impediscono l’ingresso di carbone e legna

Occupazione militare di Campo Ashraf, n.158
In un momento in cui le forze sotto il comando di Nouri al-Maliki non hanno permesso una goccia di benzina ad Ashraf per oltre nove mesi e hanno gravemente ostacolare l’accesso di carburante diesel e cherosene, mercoledì, 2 novembre, la Commissione del Primo Ministro iracheno incaricata di reprimere i residenti di Ashraf ha impedito l’ingresso di partite di carbone e di legna che i residenti di Ashraf avevano acquistato alla vigilia della stagione fredda. Negli ultimi mesi, le forze repressive hanno respinto petroliere che trasportavano diverso kerosene e gasolio che erano stati acquistati dai residenti.
Residenti di Ashraf con problemi seri a cucinare, per riscaldamento dell’acqua e degli edifici, e per la gestione dei loro generatori, ecc a causa del divieto di ingresso di derivati del petrolio, hanno dovuto comprare legna e carbone per i loro fabbisogni minimi di riscaldamento.
La Resistenza Iraniana, sottolineando che questo inumano assedio è una flagrante violazione dei diritti umani, dei diritti umanitari internazionali, e di molte convenzioni di cui l’Iraq è uno dei firmatari, richiama l’attenzione del Consiglio di Sicurezza, del Segretario Generale, dell’Alto Commissario per i Diritti Umani, e degli altri organismi competenti delle Nazioni Unite, insieme con il governo degli Stati Uniti, l’Unione europea e il suo Alto Rappresentante, e l’ambasciatore Jean De Ruyt sulle conseguenze di questa misura anti-umana e li invita a un’azione urgente porre fine a questo triennale assedio .
 
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
3 Novembre 2011
 

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