lunedì, Febbraio 6, 2023
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Al suo ultimo giorno a Baghdad, l’inviato dell’ONU nega di condividere il piano del Primo Ministro dell’Iraq di deportare gli esuli di Camp Ashraf

Associated Press – lunedì 29 agosto, BAGHDAD — Il capo in partenza della missione delle Nazioni Unite in Iraq lunedì ha contestato nettamente il resoconto fornito dal Primo Ministro Nouri al-Maliki del loro incontro di commiato, sostenendo che egli non condivide affatto i tentativi del governo di deportare un gruppo di esuli iraniani entro la fine dell’anno. La sconfessione pubblica è stata un atto raro per l’ufficio delle Nazioni Unite a Baghdad, che fa di tutto per evitare di entrare in dispute politiche.
In questione è un gruppo di alcune migliaia di esuli iraniani che vivono nel remoto Camp Ashraf nella provincia orientale irachena di Diyala. I residenti di Ashraf furono formalmente alleati con Saddam Hussein nel resistere al regime clericale di Teheran, e sono stati una spina nel fianco di al-Maliki mentre questi rafforza i legami con l’Iran.

 Un attacco mortale condotto in aprile contro il campo da forze irachene ha sollevato critiche internazionali sul trattamento del gruppo da parte di Baghdad, e al-Maliki ha risposto impegnandosi a deportare i residenti di Ashraf entro la fine dell’anno.
Osservatori delle Nazioni Unite sono stati fra le sole persone alle quali il governo iracheno ha permesso di entrare nel campo dopo l’attacco di aprile. Ma essi hanno fatto pochissimi commenti pubblici, se non nessuno, circa l’attacco o circa il piano del governo di deportare i residenti di Ashraf.
In una dichiarazione rilasciata dopo l’incontro di commiato domenica, al-Maliki ha detto che l’inviato delle Nazioni Unite Ad Melkert avrebbe affermato il sostegno delle Nazioni Unite su una serie di materie, “inclusa la questione di Camp Ashraf e la necessità di attuare il decreto del suo ministero di deportare i residenti fuori dall’Iraq entro la fine di quest’anno”.
In uno dei suoi ultimi atti dopo due anni come inviato in Iraq, il mite Melkert ha detto categoricamente  che non era vero.
“Le Nazioni Unite continuano a sostenere che i residenti di Camp Ashraf debbano essere protetti da deportazione forzata, espulsione o rimpatrio”, ha detto l’ufficio di Melkert in un comunicato lunedì. Ha detto inoltre che Melkert ha reiterato tale posizione durante il suo incontro domenica con il Primo Ministro.

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