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AI sollecita i governi ad assicurare agli iraniani di poter evitare il ritorno forzato in Iran

Amnesty International
DICHIARAZIONE PUBBLICA, AI INDEX: MDE 14/023/2008
28 Agosto 2008

ImageIraq: nessuno iraniano che necessita di protezione dovrebbe essere riportato in Iran contro la propria volontà.

Amnesty International ha scritto sia al governo iracheno che a quello americano ricordando loro gli obblighi che hanno nei confronti del diritto internazionale e sollecitandoli a continuare nel loro programma di protezione nei confronti degli affiliati e dei membri dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo iraniano (PMOI), un gruppo d’opposizione iraniano con base in Iraq.

In queste due lettere, Amnesty International ricorda ad entrambi i governi che i membri del PMOI in Iraq sono “persone protette” per il diritto internazionale umanitario, e quindi non dovrebbero essere espulse o riportate in Iran con la forza.

In queste lettere al Primo Ministro iracheno Nuri Kamil al-Maliki e al Segretario di Stato americano Condoleeza Rice, Amnesty International ha espresso la propria preoccupazione per le recenti affermazioni fatte dagli ufficiali iracheni che criticano la presenza dei membri del PMOI ( anche conosciuto come Organizzazione dei Mojahedin Kalq-MKO) a Camp Ashraf ,nel governatorato di Diyala, nel nord dell’Iraq. Il 3 Luglio 2008 ‘Abd al-‘Aziz al-Hakim , capo del Consiglio Supremo islamico in Iraq, uno dei principali partiti politici del governo iracheno, a quanto si dice avrebbe affermato che “la presenza del MKO in Iraq manca di ogni copertura legale e internazionale”, e accusa l’organizzazione di “aiutare e supportare l’ex regime nell’uccidere gli iracheni”. Avrebbe inoltre accusato l’MKO di “fomentare” un conflitto settario in Iraq e di adottare un ”atteggiamento aggressivo nei confronti del parlamento e del governo nazionale”.

Precedentemente, il 18 Giugno 2008, il portavoce del governo iracheno , Dott. Ali al- Dabbagh, ha detto che il Consiglio dei ministri iracheno ha “deciso di enfatizzare le decisioni prese in precedenza nelle quali considerava l’MKO come un’organizzazione terroristica e che dovrebbe lasciare l’Iraq”.

Amnesty Internaztional ritiene che coloro che vivono a Camp Ashraf corrano il grave rischio di andare incontro a torture e altre gravi violazioni dei diritti umani, se verranno farri ritornare in Iran contro la propria volontà , ad opera delle autorità irachene e delle Forze Multinazionali americane (MNF). L’organizzazione ha detto al governo iracheno e a quello americano , che si oppone con fermezza a qualsiasi ritorno forzato, sia di coloro che vivono a Camp Ashraf sia di qualsiasi altro iraniano che risiede attualmente in Iraq, che hanno abbandonato l’Iran per ragioni politiche o per sfuggire alle persecuzioni.

Amensty International sollecita entrambi i governi ad assicurare agli iraniani di poter evitare il ritorno forzato in Iran ai rifugiati e ai richiedenti asilo politico, e che attualmente risiedono in Iraq , e che potrebbero correre il serio rischio di essere sottoposti a torture o persecuzioni in patria, rispettando cosى il principio di non refoulement.

L’organizzazione sottolinea che prima di ogni decisione finale di allontanare le persone dal proprio paese d’origine, dovrebbe esserci una decisione individuale, una valutazione personale in vista del grave rischio di violazione dei diritti umani, compresa la pena di morte e la tortura. Nessuno dovrebbe tornare , direttamente o tramite un paese terzo, verso una situazione in cui corra il rischio di tortura o di altro grave abuso dei diritti umani.

Amnesty International sollecita le autorità irachene e americane a lavorare insieme con UNHCR, e ad altre organizzazioni appropriate, per trovare una soddisfacente soluzione a lungo termine alla situazione dei membri del PMOI e dei loro sostenitori che si trovano ora a Camp Ashraf.

Premessa.
Amnesty International ha monitorato la situazione dei membri e dei sostenitori del PMOI a Camp Ashraf. Dopo l’intervento dell’esercito americano in Iraq nel 2003, circa 3400 membri del PMOI sono stati disarmati dalle forze americane a Camp Ashraf.
Sino a quel momento i membri del PMOI che vivevano nel campo, controllato dal MNF, sono stati considerato come “persone sotto protezione” secondo l’Art.27 della Quarta Convenzione di Ginevra volta a prevenire l’estradizione o il rimpatrio forzato verso l’Iran , per tutto il tempo in cui sul territorio iracheno saranno presenti le Forze Multinazionali americane( MNF).
 

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