venerdì, Gennaio 27, 2023
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A Camp Ashraf è tempo di passare all’azione

Interrogazioni parlamentari

Interrogazione con richiesta di risposta scritta all’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza
Articolo 117 del Regolamento
On. Oreste Rossi (EFD)

Camp Ashraf è una priorità che la comunità internazionale deve affrontare al più presto.
Dopo le ultime dichiarazioni del leader iracheno Al Maliki il quale ha affermato di voler chiudere il campo entro la fine dell’anno, il futuro delle 3400 persone che ci vivono è estremamente incerto. Il loro rimpatrio in Iran è impossibile dal momento che se facessero ritorno nella loro patria correrebbero seri rischi di essere arrestati o uccisi. Restare in Iraq non è un’alternativa valida in quanto, una volta chiuso il campo, queste persone non avrebbero più una casa.
A questo punto, se si dovesse realizzare l’idea di Al Maliki, i profughi iraniani di Camp Ashraf sarebbero smistati tra i vari paesi europei e non europei, provocando separazioni forzate di famiglie e disagi notevoli.
Non è da sottovalutare, inoltre, il peso che gli Stati europei dovrebbero accollarsi accogliendo tali profughi.

Le violenze sia morali che fisiche non sono cessate a Camp Ashraf. A parte i 300 altoparlanti che umiliano continuamente i profughi, un attacco da parte delle forze irachene lo scorso aprile 2011 ha ucciso 36 persone e ferito un centinaio.

Tutto ciò considerato, chiedo all’AR/VP Lady Ahston per quale motivo i caschi blu delle Nazioni Unite non proteggano Camp Ashraf e quale posizione intenda assumere in merito alle ultime dichiarazioni del leader Al Maliki.

 

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