lunedì, Febbraio 6, 2023
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26° anniversario dell’assassinio di Kazem Rajavi ucciso dal regime iraniano

Domenica 24 Aprile ricorre il 26° anniversario dell’assassinio del Professor Kazem Rajavi, noto difensore dei diritti umani in Iran e fratello maggiore del leader della Resistenza Iraniana Massoud Rajavi, avvenuto per mano di una squadra di terroristi del regime dei mullah.

All’età di 56 anni, il Prof. Kazem Rajavi possedeva sei dottorati in legge, scienze politiche e sociologia conseguiti nelle università di Parigi e Ginevra. 

Nel 1971 creò la Società Svizzera per la Difesa dei Prigionieri Politici Iraniani, con l’aiuto del ginevrino Christian Grobet, che in seguito divenne capo dei consulenti del governo negli anni tra il 1986 e il 1993. Il fratello minore di Kazem, Massoud Rajavi, era stato condannato a morte per crimini politici dallo Scià. Kazem riuscì a far commutare la sentenza nel carcere a vita.

Fu il primo ambasciatore dell’Iran nella sede delle Nazioni Unite a Ginevra dopo la rivoluzione del 1979. Poco dopo la sua nomina, si dimise dalla carica in segno di protesta per le “politiche repressive e le attività terroristiche dei religiosi al potere in Iran”. Da allora intensificò la sua campagna contro le esecuzioni di massa, gli arresti arbitrari e le torture perpetrate dalla leadership teocratica iraniana.

Divenne il rappresentante della principale coalizione di opposizione, il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI), in Svizzera e alle Nazioni Unite di Ginevra. A Ginevra svolgeva anche l’attività di professore universitario.

La sua risolutezza nella lotta contro il nuovo regime, che sistematicamente calpestava i diritti umani, portò alla nomina di un Inviato Speciale delle Nazioni Unite per l’Iran e alla prima risoluzione sull’Iran della Commissione dell’ONU per i Diritti Umani di Ginevra.

Il Dr. Rajavi era stato minacciato di morte. Nella sala della sede delle Nazioni Unite un diplomatico/terrorista del regime una volta gli gridò “Ti uccideremo!”.

Nel 1986 l’allora leader supremo del regime dei mullah, Ruhollah Khomeini, emise una fatwa per l’uccisione del Dr. Rajavi.

Il 24 Aprile 1990, venne ucciso in pieno giorno da diversi agenti del famigerato Ministero dell’Intelligence e della Sicurezza (MOIS) del regime iraniano, mentre tornava in auto verso la sua casa di Coppet, un paesino nei pressi di Ginevra.

L’omicidio del Dr. Rajavi richiese enormi risorse, una progettazione accurata e il coordinamento di diverse organizzazioni del regime. Dopo lunghe indagini Roland Chatelain, il magistrato svizzero incaricato del caso, la magistratura svizzera e gli ufficiali di polizia, confermarono il ruolo del governo iraniano di Ali Akbar Hashemi Rafsanjani e la partecipazione di tredici agenti del regime iraniano che avevano utilizzato “passaporti di servizio” per entrare in Svizzera e portare a termine il loro piano.

I magistrati svizzeri in seguito hanno emesso un ordine di arresto internazionale per l’ex-Ministro dell’Intelligence Ali Fallahian. Fallahian ed altri 13 diplomatici/terroristi iraniani sono ricercati con l’accusa di aver assassinato il Dr. Rajavi.

 

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