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2000 parlamentari europei lanciano un monito contro la decisione di mantenere PMOI nella lista nera

Comunicato del Comitato In Cerca di Giustizia

Brussels, 7 gennaio – Sono trascorse cinque settimane da quando è stata depositata la sentenza in cui il Tribunale di Primo Grado annullava l'inserimento dell'Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI) nella lista dei terroristi dell'UE. Il Consiglio dei Ministri dell'UE ha tuttavia continuato ad opporsi alla sentenza. Secondo quanto prescritto dal Trattato d'Europa la sentenza deve essere applicata immediatamente. I giudici del Tribunale Europeo erano irritati poiché il Consiglio dell'UE non aveva applicato due sentenze precedenti. Depositavano quindi in gran fretta quest'ultima sentenza, solo 24 ore dopo l'udienza del 3 dicembre in Lussemburgo. Il 17 dicembre il Tribunale di Primo Grado rigettava l'istanza del Consiglio di ritardare l'applicazione della sentenza alla conclusione del procedimento di appello, definendo la richiesta “evidentemente inammissibile”.

Il Comitato internazionale di “In Seach of Justice” (In Cerca di Giustizia”), impegnata a  cancellare PMOI dalla lista nera, facendosi portavoce di 2.000 parlamentari di tutta Europa, ha ribadito che dal 4 dicembre PMOI non fa più parte della lista dell'UE. In una lettera indirizzata ai ministri degli esteri dei 27 paesi membri si dichiara che ogni giorno che passa si viola la legge poiché il Consiglio dei Ministri continua a resistere alle decisioni del tribunale.

Ora circola voce che il governo francese stia di nuovo cedendo alle pressioni dell'Iran volte a mantenere PMOI nella nuova lista nera dei terroristi, sulla base di false accuse fornite senza dubbio dall'intelligence iraniana, poiché i mullah detestano e temono che si instauri la democrazia promessa da PMOI. La Francia è uno dei paesi fondatori dell'UE e come tale ha il dovere di far prevalere la sovranità della legge su qualsiasi altro interesse.

L'attuale comportamento del governo francese constituisce una grave violazione della legge, considerato che il tribunale ha stabilito che le accuse originariamente formulate a carico di PMOI non si fondavano su “prove o indizi seri e credibili”. Inoltre i giudici erano irritati del fatto che la Francia avesse fatto circolare le accuse contro PMOI tra i 27 paesi membri, rifiutandosi si mostrare la documentazione alla corte e dichiarando che si trattava di informazioni segrete.

La continua sfida alla sovranità della legge da parte del Consiglio dell'UE è destinata a creare tensioni a livello istituzionale. Allo stesso tempo tale comportamento rappresenta un insulto gravissimo al popolo iraniano oppresso che desidera liberarsi dalla tirannia dei mullah. La Francia, il cui motto nazionale è Liberté, Egalité, Fraternité, dovrà mantenere alti i propri valori morali osservando la sovranità della legge.

Alejo Vidal-Quadras
Vice-Presidente del Parlamento Europeo
Presidente di “In Search of Justice” (In Cerca di Giustizia)

Paulo Casaca
Parlamentare Europeo
Membro della Direzione di “In Search of Justice”
Corresponsabile di “Amici dell'Iran Libero”

Struan Stevenson
Parlamentare Europeo
Membro della Direzione di “In Search of Justice”
Vice-Presidente del Gruppo dei Cristiano-Democratici
e dei Democratici Europei

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