mercoledì, Febbraio 8, 2023
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Intervento dell’Amb. Giulio Maria Terzi alla conferenza internazionale della Resistenza Iraniana

Presidente eletta Maryam Rajavi, cari amici del CNRI e dell’OMPI – MEK,
la moltiplicazione dei crimini del regime degli ayatollah contro il suo stesso popolo, un’intera nazione affamata nel tentativo di eliminare ogni forma di opposizione, il supporto ad alleati e mercenari fanatici per dominare e minacciare un’intera regione, i genocidi ed il terrorismo del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, le attività terroristiche del Ministero dell’Informazione e delle ambasciate iraniane, che rendono l’Iran il primo stato terrorista al mondo: sono queste le ragioni per le quali è necessario agire ora per liberarsi del sistema chiamato “Repubblica Islamica dell’Iran”. Libertà, stato di diritto, giustizia e democrazia diventeranno molto presto la realtà del vostro paese.
Un forza politica e morale ampiamente popolare è ulteriormente cresciuta e si è persino rafforzata durante l’attuale crisi. Il regime è spaventato. Un movimento guidato da Maryam Rajavi ed ispirato dal suo programma in 10 punti per la democrazia in Iran. Il vostro movimento, cari amici, è invincibile, perché è guidato dall’esempio di centinaia di migliaia di eroi, morti per la democrazia e la libertà in Iran. Dobbiamo tutti così tanto a loro! È una ferita aperta che dopo 40 anni ancora sanguina! Il 24 aprile del 1990 il più importante attivista iraniano per i diritti umani, l’ambasciator Kazem Rajavi, fu brutalmente assassinato a Ginevra. Gli assassini, sebbene siano stati ufficialmente identificati, sono, ad oggi, ancora impuniti. Lo stesso è accaduto anche per diversi altri attacchi terroristici avvenuti sul suolo europeo ed ordinati dagli ayatollah.

L’immenso attacco terroristico del luglio 2018 a Villepinte, organizzato dall’ambasciata iraniana a Vienna, rischia di restare impunito, a meno che il processo al diplomatico terrorista che lo aveva ideato non avvenga in tempi brevi. Le ambasciate del regime, che fungono da piattaforme di lancio per il terrorismo, devono essere immediatamente chiuse.
Ancora peggio, nessuno è stato ancora consegnato alla giustizia per il massacro del 1988, nonostante un crescente numero di ufficiali del regime ammetta di esserne tra i responsabili. Uno di loro è a capo della Magistratura. Un altro è Ministro della Giustizia. Ma il tempo dell’impunità è finito. In Iran, il cambio di regime sarà l’alba di una nuova era per i diritti umani e la libertà. Una chiamata al risveglio è arrivata lo scorso mese dalla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, che ha espresso il suo pieno sostegno agli iraniani per Iran democratico, secolare e non nucleare. Questo deve diventare anche l’impegno dell’Unione Europea.

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