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Conferenza internazionale online e ampio sostegno per il Mojahedin del Popolo Iraniano ( MEK ) e per il cambio di regime in Iran

Sabato 5 settembre, i rappresentanti di oltre 300 comunità iraniane di tutto il mondo hanno annunciato il loro sostegno alle rivolte del popolo iraniano per rovesciare il regime dei mullah e il loro sostegno al principale gruppo di opposizione, l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo dell’Iran (OMPI/ EK) e alle Unità della Resistenza in una conferenza online. I partecipanti alla conferenza, che comprendevano tre generazioni di iraniani, hanno chiesto l’intervento immediato delle organizzazioni internazionali per liberare i prigionieri politici in Iran.
Alla conferenza online, che ha coinciso con l’inizio del 56° anniversario della fondazione del MEK, hanno partecipato rappresentanti delle comunità iraniane di tutta Europa, Stati Uniti, Canada e Australia.


Alcune delle città in cui le comunità iraniane hanno partecipato alla conferenza sono state Berlino, Parigi, Londra, Roma, Stoccolma, Göteborg, Amsterdam, L’Aia, Oslo, Bruxelles, Bucarest, Helsinki, Francoforte, Amburgo, Stoccarda, Washington, Los Angeles, San Francisco , Houston, Dallas, Ottawa, Montreal, Winnipeg, Vancouver, Sydney e Melbourne.


Durante l’evento, comunità iraniane di tutto il mondo erano collegate con Ashraf 3, sede di migliaia di membri del MEK in Albania.

Badri Pourtabakh, vice segretario generale dell’OMPI/MEK

Badri Pourtabakh, vice segretario generale dell’OMPI/MEK ha aperto la conferenza e ha detto: “Il nostro più profondo rispetto e omaggio ai fondatori di questa organizzazione. Hanno aperto una nuova via nella storia della nostra nazione. La via della lotta contro la dittatura e il fondamentalismo. I loro nomi brilleranno per sempre nella nostra storia. La nostra organizzazione ha dimostrato che i fondamentalisti che governano l’Iran non rappresentano la nostra nazione e il nostro popolo. L’OMPI/MEK è la continuazione di 120 anni di lotta per la libertà in Iran. Il MEK è rimasto fedele alla tradizione della lotta per la libertà e ha protetto la sua eredità”.
La signora Maryam Rajavi, Presidente-eletta della Resistenza iraniana, e la signora Zahra Merrikhi, Segretario Generale del MEK, sono state le oratrici principali.

Maryam Rajavi, Presidente-eletta della Resistenza iraniana

In una parte del suo discorso, la signora Rajavi ha detto:
“Onoriamo i grandi fondatori del MEK, Mohammad Hanifnejad, Saeed Mohsen e Asghar Badizadegan che presero l’iniziativa per questa svolta storica.
“Com’è entusiasmante che il leader della resistenza iraniana Massoud Rajavi abbia rianimato e rivitalizzato questa organizzazione nonostante i colpi schiaccianti di due dittature, portandola all’apice della sua lotta contro i mullah reazionari.
“Ancora oggi, vediamo che il regime clericale ammette in mille modi diversi che il suo problema principale è la struttura dell’OMPI/MEK. Quindi, deve essere cancellato e decapitato per garantire la sopravvivenza del regime. Questo è l’obiettivo comune perseguito da tutti i mercenari del regime.
“Le rivolte in Iran dal dicembre 2017 fino ad ora dimostrano chiaramente che le proteste sono la scena del sostegno pubblico alle opinioni e alle politiche dell’OMPI/MEK, soprattutto tra le giovani generazioni. Sono anche il luogo dell’OMPI/MEK per progredire e per aumentare le attività delle Unità di Resistenza.
“Oggi l’Iran è afflitto da povertà, repressione e pandemia di coronavirus. I divari socioeconomici non sono mai stati così ampi. La macchina repressiva non si ferma per un momento nel proteggere il regime fascista religioso dei mullah. La magistratura del regime ha emesso una raffica di condanne a morte.
“Ispirate dai sacrifici di migliaia di martiri dell’OMPI, sollevazioni e ribellioni sono sbocciate in tutto l’Iran. Le insurrezioni sono all’orizzonte.
“Da Beirut a Bassora, a Najaf e a Karbala, il regime clericale è in un pantano. I giovani a Beirut cantano: ‘Devono andarsene tutti!’.
“E i giovani in Iraq hanno dato fuoco a centri e quartieri generali del perfido regime dei mullah e dei loro mercenari e gridano: ‘L’Iran (il regime) deve andarsene!’.
“Sì, quando l’OMPI/MEK inizia il suo 56° anno di esistenza, il regime clericale è bloccato in un vicolo cieco e in preda a crisi politiche, economiche e internazionali.
“Khamenei non è in grado di offrire alcun cambiamento o apertura per ridurre il malcontento della società. La sua decisione di nominare funzionari criminali dell’IRGC alla guida di varie istituzioni, compreso il ‘parlamento’, non deriva da una posizione di forza, ma da un’assoluta debolezza. È un tentativo di esercitare un maggiore controllo su vari rami e di prevenire il collasso del regime. Fallirà proprio come Qassem Soleimani, i grandi progetti come l’accordo nucleare JCPOA e il cosiddetto ‘governo riformista e moderato’ di Rouhani sono falliti, non lasciando altro che corpi senza vita”.

Zahra Merrikhi, segretario generale dell’OMPI-MEK

Zahra Merrikhi, il segretario generale del MEK, elaborando sulla storia del MEK e sulla sua capacità di ripresa negli ultimi quattro decenni, ha dichiarato:
“Non è senza ragione che i leader del regime lanciano allarmi costantemente circa l’espansione del sostegno popolare al MEK e il ruolo svolto dalle Unità di Resistenza del MEK nell’organizzazione della rivolta e delle proteste antigovernative. I mullah sanno meglio di chiunque altro che sono stati sconfitti in ogni aspetto del confronto contro il MEK e che non è lontano il giorno in cui il popolo iraniano si solleverà e li farà cadere. In verità, il popolo iraniano e la Resistenza, guidata dal MEK, rovesceranno il regime e nulla potrà impedire che questo si realizzi”.
In questa conferenza, più di 50 rappresentanti delle comunità iraniane hanno parlato a sostegno del MEK e hanno affermato che il popolo iraniano vuole il cambio di regime e l’istituzione della democrazia e della libertà in Iran. Hanno anche evidenziato che “sostenere il MEK e le Unità di Resistenza del MEK che hanno lavorato duramente per cambiare il regime è un dovere nazionale di chiunque abbia a cuore la libertà dell’Iran”.
La dichiarazione congiunta delle comunità iraniane nel mondo recita in particolare:
“Durante le rivolte del 2017, così come nel novembre 2019 e nel gennaio 2020, il popolo iraniano ha espresso il desiderio di rovesciare il regime con gli slogan ‘Morte a Khamenei, Rouhani’, ‘Riformisti, intransigenti, il gioco è finito’ e ‘Morte all’oppressore, che sia lo Scià o la Guida Suprema’. Nella sola rivolta del novembre 2019, le Guardie Rivoluzionarie hanno martirizzato più di 1.500 giovani. Questa è la continuazione di 120.000 esecuzioni politiche da parte del regime clericale. Il popolo iraniano ha anche espresso apertamente la sua opposizione all’esportazione del terrorismo e all’incitamento alla guerra, con gli slogan ‘Lasciamo la Siria, pensiamo a noi’ e ‘Né per Gaza né per il Libano, sacrifico la mia vita per l’Iran’. Queste operazioni fanno parte della strategia di sopravvivenza del regime, che costa miliardi di dollari ogni anno e provoca più povertà, disoccupazione e inflazione, mentre più della metà della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà.”

La dichiarazione della comunità iraniana conclude che “la soluzione definitiva alla crisi iraniana è il rovesciamento del regime clericale da parte del popolo iraniano e della resistenza iraniana. La comunità internazionale deve riconoscere il diritto del popolo iraniano di lottare contro il fascismo religioso e di stabilire la democrazia e il governo del popolo in Iran. Sostenere il MEK e le Unità di Resistenza del MEK che hanno lavorato duramente per cambiare il regime è dovere nazionale di chiunque sia impegnato per la libertà dell’Iran. Il piano in dieci punti della signora Maryam Rajavi, Presidente-eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza, per il futuro Iran, che prevede una repubblica pluralistica basata sulla separazione tra religione e Stato, uguaglianza tra uomini e donne, libertà di espressione e di credo, uguaglianza e diritti per tutte le nazionalità e per i seguaci di tutte le religioni e un Iran non nucleare, offre la garanzia di democrazia in Iran e di pace e amicizia nella regione e nel mondo”.

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