mercoledì, Dicembre 7, 2022
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Iran:Iraq- Diyala condanna l’intromissione iraniana e da il benvenuto ai Mojahedin del popolo

ImageCNRI, 18 giugno – La Reuters ha riferito sabato 17 giugno da Baghdad che i leader delle tribù irachene e i leader, i politici locali e i parlamentari della provincia irachena di Diyala condannano in una conferenza l’intromissione iraniana in Iraq e hanno espresso il loro supporto per la presenza dell’opposizione iraniana, l’organizzazione dei Mujahedin del Popolo Iraniano (PMOI) nella provincia di Diyala, sabato. Hanno asserito che l’organizzazione contribuisce alla stabilità e alla sicurezza della provincia.

Un documento pubblicato dalla Conferenza per la Pace e la Libertà una copia del quale è stato ricevuto dalla Reuters, ha affermato che i rappresentanti della provincia di Diyala presenti alla conferenza hanno condannato l’intromissione del regime iraniano nella provincia Irachena.
Secondo la Reuters Abdul Karim Zahiri, coordinatore del Fronte Nazionale per la Salvezza della provincia di Diyala che comprende la maggior parte dei leader tribali nella provincia ha sostenuto che la conferenza ha presentato prove e documenti sull’intervento iraniano nella provincia, intervento che ha minacciato la sicurezza attraverso uccisioni portate avanti dalla milizia supportata dalla Forza Iraniana Quds dell’Intelligence iraniana.
“Saleh Mutalk, capo del Fronte Nazionale del Dialogo e il Dr. Abdullah al Jabouri ex governatore di Diyala era presente alla conferenza che si è tenuta a Camp Ashraf situato a nord ovest della città di Baquba ed è utilizzata dal PMOI.

Secondo la Reuters il documento della conferenza sostiene che Massoud Rajavi Leader della Resistenza iraniana  in un messaggio alla conferenza ha salutato i partecipanti e ha sostenuto che il regime iraniano sta implementando un piano in fasi finalizzato all’occupazione dell’Iraq dal 2003 e continua a portarlo avanti.
“Questa organizzazione da 4 anni ha avvertito dei danni dell’occupazione irachena da parte del regime iraniano, che è cento volte più pericolosa della minaccia nucleare iraniana.
Rajavi ha sostenuto che il regime iraniano cerca di fingere di essere forte e afferma la sua egemonia sul medioriente e sul mondo islamico, mentre in realtà è a un punto di disintegrazione.” Il documento ha citato Rajavi.

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