mercoledì, Novembre 30, 2022
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Iran – Rajavi: Verso la Vittoria

Discorso di Maryam Rajavi , La Presidente della Repubblica eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana – Villepinte – 30 giugno 2007 – Prima parte

ImageCNRI – “ la scelta degli iraniani è la libertà e la democrazia. È per loro che Satarkhan, il nostro eroe nazionale, si è battuto nel 1908. È stata la grande speranza di Mossadeq negli anni ‘50. Ed è l’obiettivo finale della resistenza creata da Massoud Rajavi. Non abbasseremo le braccia finchè non l’avremo ottenuta.” ha dichiarato Maryam Rajavi davanti a 50.000 iraniani venuti ad ascoltarla al Parco delle Esposizioni di Villepinte nella parte nord di Parigi domenica 30 giugno. La Presidente della Repubblica eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana ha puntato il dito contro
“ i partigiani dell’accondiscendenza” che ostacolano il cambiamento democratico in Iran. Ha anche reso omaggio al sostegno degli iracheni e alla solidarietà dei francesi, prima di cominciare a descrivere l’Iran libero di domani.

Discorso di Maryam Rajavi , La Presidente della Repubblica eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana – Villepinte – 30 giugno 2007 – Prima parte

CNRI – “ la scelta degli iraniani è la libertà e la democrazia. È per loro che Satarkhan, il nostro eroe nazionale, si è battuto nel 1908. È stata la grande speranza di Mossadeq negli anni ‘50. Ed è l’obiettivo finale della resistenza creata da Massoud Rajavi. Non abbasseremo le braccia finchè non l’avremo ottenuta.” ha dichiarato Maryam Rajavi davanti a 50.000 iraniani venuti ad ascoltarla al Parco delle Esposizioni di Villepinte nella parte nord di Parigi domenica 30 giugno. La Presidente della Repubblica eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana ha puntato il dito contro
“ i partigiani dell’accondiscendenza” che ostacolano il cambiamento democratico in Iran. Ha anche reso omaggio al sostegno degli iracheni e alla solidarietà dei francesi, prima di cominciare a descrivere l’Iran libero di domani.

Verso la vittoria
Saluto il popolo iraniano e il suo ammirevole sommosse popolari di questi ultimi giorni. Saluto la gioventù esasperata  che, a causa del razionamento della benzina, ha innescato un’insurrezione generale. Porgo i miei saluti a Téhéran, Yassoudj, Ahwaz, Tabriz, Chiraz, Ilam, Gorgan e a tutto l’Iran. Saluto e rendo omaggio a tutti quelli che hanno preso parte alle sommosse.
In  nome di Dio
In  nome dell’Iran
In nome della Libertà
Saluto la grande nazione iraniana che si è alzata in piedi per rovesciare la dittatura religiosa.
Saluto Ashraf, la città della perseveranza, simbolo della volontà di liberazione.
Saluto ogni iraniano innamorato della libertà e della sovranità popolare dell’ Iran.
E saluto tutti voi che siete venuti dai quattro angoli del mondo per mostrare la determinazione del popolo iraniano a rovesciare il regime dei mullah.
Siamo riuniti qui per far ascoltare al mondo la voce di 70 milioni di iraniani che gridano che che il tempo dei mullah è terminato. Un Iran libero e democratico si sta  sollevando.
In nome dei miei compatrioti  ringrazio i parlamentari, le personalità politiche, i difensori della pace e dei diritti dell’uomo venuti da diversi paesi del mondo per sostenere la popolazione iraniana.

La situazione in Iran
Miei cari compatrioti,
Il fracasso provocato dai mullah nella loro corsa all’arma atomica, il sibilo stridente delle loro bombe che dilaniano l’Iraq e le urla di paura e di terrore che invadono il paese, non sono la vera voce dell’Iran.
La voce dell’Iran risuona attraverso gli slogan dei giovani mujahedin e dei militanti che durante le sollevazioni contro il razionamento della benzina gridano : “morte al dittatore”.
La voce dell’Iran sono le grida delle donne coraggiose, che, con il volto coperto di sangue,
 sfidano  i pasdaran  (i guardiani della rivoluzione) in questi ultimi mesi che sconvolgono  il
 mondo.
La voce dell’Iran è la voce di Elham, la ragazzina di dieci anni presente al raggruppamento degli insegnanti che protestavano a Teheran, che parla del padre in prigione facendo piangere migliaia di insegnanti. Il grido dell’Iran è il grido degli operai che il primo maggio scandivano : “non vogliamo il nucleare, vogliamo di che vivere e il lavoro” e “ il futuro, è un nostro diritto inalienabile.”
La voce dell’Iran, sono le pulsazioni dei cuori oppressi dei 71 adolescenti condannati a morte.
La voce dell’Iran sono i lamenti delle madri curde e baluche e delle donne arabe del Khouzistan che piangono la morte dei loro figli impiccati in questi ultimi mesi nelle strade di Sanandaj, Zahedan e Ahwaz.
La voce dell’Iran sono gli slogan degli studenti del politecnico e delle università di tutto il paese che gridano: “morte al dittatore!”
La voce dell’Iran sono le urla di dolore nelle stanze delle torture: “sono ancora viva! La mia voce non si è spenta, ho rotto il silenzio di migliaia nella sezione 209”
La voce dell’Iran è il boato dei Mujahedin della libertà che dalla città di Ashraf incitano  gli iraniani a sollevarsi per a libertà.
E noi, oggi, ci uniamo agli iraniani insorti e con  un’unica voce gridiamo che bisogna rovesciare i mullah e riportare  la libertà e la sovranità popolare.
Si, è questa la voce dell’Iran.

La sollevazione di giugno
Miei cari compatrioti,
Il sollevamento generale del 26 e del 27 giugno innescato dalla crisi della benzina, mostra il vero volto di una società esasperata sull’orlo dell’esplosione. Questo sollevamento è la testimonianza più oggettiva e più chiara delle ardenti rivendicazioni degli iraniani. Gli iraniani vogliono rovesciare il regime dei mullah.
Le grida di : “morte ad Ahmadinejad” che sono immediatamente risuonate per le strade di Teheran, le accuse coraggiose degli insorti contro i centri di potere e il panico che si è impossessato del regime, tutto dimostra che questo è molto di più di una crisi economica. Si tratta di una crisi che segna la fase finale del regime e la sua distruzione.
Coprifuoco, arresti di centinaia di persone, morti e feriti tra i giovani; questa è stata la risposta del regime. La guida suprema dei mullah  ha ordinato di agire in maniera esemplare.  Ma quello che è esemplare è la sconfitta cocente che la sollevazione popolare sta per infliggere  ai mullah  e ai loro alleati.
In un’ora, il “voler spartire  con la popolazione le rendite petrolifere” ( pura demagogia !) si  è dissolto.  Tutti gli slogan di potere sul programma atomico, come :  “l’energia nucleare è un nostro diritto inalienabile” si sono dissolti nelle fiamme della sollevazione.
Tutta la propaganda degli apologeti dell’accondiscendenza sulla stabilità e la “puissance” dei mullah , è scomparsa di colpo.
Il marchio di terroristi incollato ai resistenti  è bruciato nel fuoco dell’insurrezione.

Ora  è il turno del popolo iraniano. E’ il popolo che ora chiede come mai in 30 anni i mullah non sono stati capaci di costruire nemmeno una raffineria di petrolio. A cosa servono gli  annunci sul progreso scientifico per giustificare il programma nucleare contrario agli interessi della nazione!
Perché tutto il danaro usato per costruire la bomba atomica non è stato  utilizzato per produrre benzina?  Perché imponendo questo razionamento della benzina avete distrutto in una sola notte la fonte di guadagno di una immensa parte della popolazione? Perché in un solo colpo avete ridotto alla disoccupazione e alla miseria  milioni di persone?
I mullah  non hanno  risposte perchè  sono al capolinea.! Non sanno fare altro che reprimere e esportare l’integralismo e il terrorismo. Sono in una critica  impasse.
È per questo che tutto quello che in questi ultimi due anni gli stati “partigiani dell’accondiscendenza” hanno scommesso o supposto, si è rivelato falso.
Hanno detto che incoraggiandoli , i mullah cambieranno il loro comportamento. Ora invece di cambiare,  i mullah hanno fatto  sprofondare l’Iraq in un bagno di sangue, hanno trascinato il Libano nel caos, hanno diviso in due la Palestina e hanno riportato il terrorismo e gli  spargimenti
di sangue in Afghanistan.
Gli Stati accondiscendenti sostengono che attraverso i negoziati si  otterrà il consenso dei mullah ed
essi sospenderanno il loro programma atomico. Ora questi ultimi hanno potenziato le loro attività per produrre l’arma atomica e hanno ignorato tre risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. I mullah credevano che un embargo  avesse spinto la popolazione  a sostenere il regime ma ora il
sollevamento generale ha fatto aprire gli occhi ai mullah.
. Accade così che l’etichetta di terroristi attaccata alla resistenza  iraniana permette ai mullah di domare gli effetti delle sanzioni.  Iimmaginate  cosa potrebbe  accadere il giorno in cui questa etichetta sparirà!
Si,  il problema è che i politici di fronte alla crisi iraniana sono incappati in un fallimento. Per l’Iran,  l’Iraq  e per tutta la regione mediorientale non c’è che una soluzione:  un cambiamento democratico realizzato dal popolo iraniano e dalla sua resistenza.
La scelta degli iraniani è la libertà e la democrazia. 

Continua…..

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