giovedì, Gennaio 26, 2023
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Iran-Rajavi: È arrivato il momento di abbandonare la politica di accondiscendenza con i mullah

ImageCNRI – Il 19 gennaio i cittadini Irano – Americani, arrivati da 40 stati hanno partecipato ad una gran manifestazione organizzata dinnanzi alla Casa Bianca a Washington. I manifestanti hanno chiesto un cambiamento di regime in Iran ed anche un cambiamento della politica americana nei confronti della dittatura integralista.
 Ciò che segue è il testo integrale del messaggio di Maryam Rajavi, presidente della repubblica eletta dal Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, rivolto alla manifestazione:

Saluto tutti voi che siete venuti qua per questa gran manifestazione oggi a Washington.

Siete riuniti nel momento in cui il mondo riconosce il buon fondamento delle richieste degli iraniani e si avvicina ad un consenso internazionale per inviare il dossier nucleare del regime al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
 Questa situazione è soprattutto il risultato degli sforzi della resistenza iraniana e di ciascuno di voi, che hanno perseverato in questa giusta causa.
 Sono i vostri sforzi che hanno esposto gli obiettivi nocivi dei mullah.
 Inviare il dossier nucleare dei mullah al Consiglio di sicurezza è solo la prima tappa.
 È arrivato il momento di deferire il dossier dei crimini commessi dai mullah contro il popolo iraniano e del loro sostegno al terrorismo al Consiglio di sicurezza dell’ONU e portare i dirigenti del regime dinnanzi ad una Corte di giustizia internazionale.
 È arrivato il momento di abbandonare la politica di accondiscendenza con tutte le sue forme.
 Il popolo iraniano e la sua resistenza sono le principali vittime di questa politica.
 I Mojahedin del popolo sono stati messi nell’elenco delle organizzazioni terroristiche per soddisfare i mullah.
 Gli autori di questa politica hanno accusato i combattenti della libertà dell’Iran di terrorismo ed hanno posto il tappeto rosso per ricevere i dirigenti terroristici dell’Iran.
 La politica di accondiscendenza ha dato il potere ai mullah di imporre una minaccia principale al mondo con la loro politica avventuristica.
 La risposta principale a questa crisi, prima di qualsiasi altra cosa, è il cambiamento di regime in Iran che può compiersi soltanto grazie agli sforzi del popolo iraniano e della sua resistenza organizzata.
 Così, è arrivato il momento di rimuovere i Mojahedin dall’elenco della lista dei terroristi e porre fine alle restrizioni ingiustificate imposte alla resistenza iraniana in questi ultimi anni.
 Miei cari compatrioti,
 Durante i negoziati nucleari con Teheran nel novembre 2004, la troika europea era scesa a compromessi al fine di mantenere Mojahedin del popolo sull’elenco della lista nera dei terroristi se i mullah avevano accettato di sospendere l’arricchimento dell’uranio. Oggi, mentre il regime riprende l’arricchimento nonostante le proteste dell’Europa, resta agli europei soltanto l’imbarazzo di aver adottato questa politica di accondiscendenza. E questo è il risultato.
Abbiamo informato per tanti anni che la politica di accondiscendenza non faceva che incoraggiare i mullah e che il dossier nucleare doveva essere inviato al Consiglio di sicurezza. Alcuni giorni fa, il ministro degli affari esteri britannico ha riconosciuto che l’UE avrebbe potuto deferire immediatamente il dossier del regime al Consiglio di sicurezza nel momento in cui è risultato che aveva violato i suoi obblighi.
 Purtroppo, gli avvertimenti della resistenza iraniana sull’ingerenza crescente dei mullah in Iraq non sono stati intesi. Di conseguenza, i mullah si sono infiltrati in tutti i ministeri ed organi del governo ed hanno aperto centri di tortura clandestini. Oggi, molti iracheni parlano di un’occupazione nascosta dell’Iraq dai mullah. Impegnandosi in una massiccia frode elettorale delle elezioni parlamentari, i mullah hanno tentato di usare la loro influenza in questo paese.
 Durante il breve periodo che ha seguito la nomina di Ahmadinejad, i mullah hanno intensificato in modo spettacolare la loro opposizione alla pace in Medio Oriente e minacciano i paesi della regione ed il mondo con ancora più belligeranza.
 I mullah sono convinti che la Comunità internazionale non abbia la volontà di adottare misure contro la loro politica.
 La prova decisiva per opposizione a Teheran è un cambiamento della politica degli Stati Uniti e dell’Europa riguardo al Mojahedin del popolo. L’atteggiamento insolente del regime può spiegarsi soltanto con l’inclusione del suo principale movimento d’opposizione sull’elenco del terrorismo e con le restrizioni che gli sono state imposte.
 L’elenco del terrorismo e le pressioni sulla resistenza iraniana sono i principali ostacoli all’instaurazione della libertà. Come 2,8 milioni d’iracheni lo hanno attestato nella loro dichiarazione in aprile scorso, le pressioni e le restrizioni contro il popolo iraniano "hanno rovesciato la relazione di forza strategica con il regime iraniano in questa regione sensibile del mondo".
 Finché questa designazione sarà in vigore, i mullah non dovranno preoccuparsi, poiché la principale minaccia alla loro esistenza sarà contenuta.
 Non attendiamo null’altro dai governi occidentali che la rimozione degli ostacoli che hanno posto, grazie alla loro politica di accondiscendenza lungo il cammino della lotta del popolo iraniano.
 L’etichetta di terrorista è l’eredità della loro politica di accondiscendenza amorale che è fallita. È arrivato il momento di porle fine.
 La caduta del regime iraniano è ciò che desidera la nazione iraniana ed è indispensabile per la pace e per la sicurezza mondiali.
 Così facendo contro la resistenza che è il principale catalizzatore di questo cambiamento in Iran, potrebbe condurre ad un disastro d’ampiezza mondiale.
 I miei cari compatrioti,
 In nome della resistenza iraniana, chiamo alla solidarietà nella gran nazione iraniana contro la teocrazia ed i suoi dirigenti.
 I mullah hanno fatto tutto il loro possibile per distruggere la fortezza della libertà, il cuore della resistenza iraniana, che è la città d’Ashraf. Ma Ashraf ha resistito e resisterà ancora. I combattenti della libertà d’Ashraf hanno giurato di continuare a brandire la bandiera della resistenza fino all’arrivo della libertà in Iran.
 Questa determinazione ha spinto il mondo a rispettare e riconoscere il diritto incoronato del popolo iraniano di resistere.
 Rendo omaggio a ciascuno di voi che issate questa bandiera in tutto il mondo.
 Viva il popolo iraniano!
 Viva la libertà!

 

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