mercoledì, Dicembre 7, 2022
HomeEventsMeetingIran- Lezzioni Incrociate / 2

Iran- Lezzioni Incrociate / 2

Raiavi ha annullato la sua audizione per evitare di dare al regime dei mullah "un pretesto" per interrompere i negoziati

ImageIl Foglio, 6 luglio – Ali Larijani non si è presentato all’incontro di ieri con l’alto rappresentante per la Politica estera dell’Unione europea, Javier Solana. Il capo negoziatore iraniano avrebbe dovuto notificare la risposta di Teheran all’offerta avanzata il 6 giugno dalla comunità internazionale di incentivi in cambio della sospensione del programma nucleare.

Martedì sera, gli iraniani hanno chiamato l’ufficio di Solana, rinviando l’appuntamento senza alcuna spiegazione. Fonti europee hanno dato la colpa a Maryam Rajavi, leader del Consiglio nazionale della resistenza iraniana, invitata ieri al Parlamento europeo.

 Ma Raiavi ha annullato la sua audizione per evitare di dare al regime dei mullah "un pretesto" per interrompere i negoziati. Il ministro degli Esteri dell’Iran, Manouchehr Mottaki, aveva ribadito che "la data annunciata da Teheran (il 6 agosto) per rispondere al pacchetto è immutabile". Ieri, ha precisato che le discussioni "sono sospese per una settimana". "Sono rimasto sorpreso di questo rinvio dell’ultimo minuto", ha detto Solana, annunciando che Larijani è stato invitato questa sera a Bruxelles a una cena in tète-à-tète e l’11 luglio a Parigi per una riunione con i membri permanenti del Consiglio di sicurezza più la Germania.
 
 L’Iran sta guadagnando tempo: l’ultimatum è già stato spostato più volte e nessuno spera più in una risposta entro il G8 di San Pietroburgo, a metà luglio. Tanto più che Bruxelles non si attende una presa di posizione formale, semmai richieste di chiarificazione o controproposte. La sorpresa di Solana sorprende: nella sua partita nucleare, la Repubblica islamica ha appreso molto dal caso nordcoreano, in cui gli europei hanno avuto un ruolo centrale. Dal 2002 al 2005, con un abile gioco di radicalizzazione della minaccia nucleare, Pyongyang è riuscita a negoziare un accordo su aiuti energetici ed economici e parziali garanzie di sicurezza da parte di Washington. Teheran, sfruttando le divisioni della comunità internazionale, usa la stessa tattica di gioco al rialzo, rinvii e ambiguità. L’ultimo esempio è l’istituzione da parte del leader supremo, Ali Khamenei, di un nuovo Consiglio per la politica estera, strumento che serve a controllare il presidente Ahmadinejad e a illudere gli occidentali dell’esistenza di un’ala realista interna al regime. Teheran punta sulla strategia dello status quo, preludio a un accordo paragonabile a quello firmato dalla comunità internazionale con Pyongyang e indispensabile per la sopravvivenza del regime.

FOLLOW NCRI

70,088FansLike
1,633FollowersFollow
40,475FollowersFollow