giovedì, Febbraio 2, 2023
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Iran: Il discorso di Maryam Rajavi al parlamento italiano

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Egregi .  Onorevli ;
Sono enormemente felice di stare tra di voi oggi .
Sono qui  per parlare della rivolta  della mia gente ,in atto per la libertà, e dall’altro canto gli sforzi del regime clericale per soffocarla .Ieri ,però ,la città di “Ashraf “ ,il luogo di permanenza dei 3500 dei membri dei Mojahedin residenti in Iraq,dopo mesi d’assedio da parte delle forze di polizia irachene,è stata attaccata da quest’ultimi .Sono  convinta che tale episodio, è l’altra faccia  dello stesso processo repressivo che ha preso di  mira da giorni, il popolo iraniano all’interno del paese .

 

L’Incapacità totale di Khamenei nel domare e soffocare la ribellione ,si accinge, dettando dei nuovi  ordini atti alla repressione e l’uccisione ,in “Ashraf “a porre rimedio alla sconfitta subita .Perche l’”Ashraf” ,è il fulcro della speranza ed ispiratrice dei moto popolari .Nel corso dell’attacco di ieri ,la polizia ,sparando sulla folla ,ha caricato i manifestanti facendo l’uso dei  manganelli,I lacrimogeni e le bombolette spray a base di peperoncino .I proiettili sparati dalla polizia hanno colpito a morte 4 dei manifestanti e feritone 300 ,molti dei quali versano in gravissime condizioni  .Attaccare le persone assediate e prive di alcuna possibilità di difesa è un crimine contro l’umanità .
I residenti  di “Ashraf” godono dello status del rifugiato  sancito dalla 4° convenzione di Ginevra   e tutelati da altre leggi internazionali .
L’Iniziativa del governo iracheno quale l’abdicazione alle richieste della dittatura clericale iraniana , è una palese violazione del diritto internazionale . la comunità internazionale ,in particolare il governo statunitense hanno gravi responsabilità per evitare questa tragedia.
Chiedo al governo americano e a quelli dell’Unione Europea, di condannare fortemente i complotti del regime , ed illegale iniziativa del governo  iracheno , e adottare dei provvedimenti urgenti per porre fine alla  tragedia in corso nonché l’induzione del governo iracheno a recepire la risoluzione dell’Europarlamento.
Chiedo al Seg.Gen .dell’ONU e tutte le organizzazioni umanitarie ,di inviare una delegazione ad “Ashraf”.
Non esiste alcun motive ragionevole che giustifichi quest’attacco . Come avevo dichiarato ieri ,i residenti di “Ashraf “ ,in concomitanza con la rivolta , avevano annunciato la propria disponibilità di tornare in Iran,qualora venivano soddisfatte alcune condizioni .
Essi avevano chiesto la presentazione di un documento scritto da parte del regime all’Onu , alla C.R.I nonché  al governo statunitense  e quello iracheno in cui si impegnasse ,in caso del ritorno dei in patria ,a .
non perseguitarli ,non arrestarli e non sottoporli alla tortura o qualsiasi provvedimento giudiziario .Tale impegno scritto ,doveva essere presentato agli organi sopracitati .
Nelle attuali condizioni il governo americano dovrà assumere la sicurezza degli abitanti di “Ashraf “ .
La resistenza iraniana ed i congiunti della persone uccise ieri ,dalla polizia irachena ,si rivolgeranno ai tribunali internazionali competenti  per denunziare   Maleki , il figlio adotttivo di Khamenei  .

Il grido di “a morte di Khamenei “ che tuona nell’intero paese , mette in risalto la volontà della gente per un cambiamento basilare  e l’annientamento del regime.
Gli avvenimenti delle sette settimane passate ,indipendentemente da qualsiasi  evoluzione prossima ,sigillano alcune realtà inconfutabile ;
L’Instabilità e la fragilità del regime ,la maturità della società iraniana per il cambiamento ,la privazione del regime di una base popolare ,l’impossibilita di esso a riformarsi e finalmente la bocciatura della politica adottata dall’occidente nei confronti del regime .
Questa ribellione riflette fedelmente, la realtà della condizione socio-politica iraniana ,le cui radici vanno cercate tra i 30 anni di repressione,l’oscurantismo ,la devastazione economica del paese e la corruzione  che per diversi motivi tra cui la politica di compiacenza adottata dai paesi occidentali ,non avevano trovato il modo di emergere .
La prerogativa essenziale delle vicende iraniane ,consiste nel forte contrasto verificatosi tra la popolazione ed i governanti .La feroce repressione e l’uccisione di più di 300 dei manifestanti, ha accentuato ulteriormente questo varco . Nel 17 di Luglio ,la gente ha trasformato  persino la preghiera di Venerdì in un occasione di moto contro il regime .I manifestanti si sono rifiutati ripetere gli slogan governativi inneggianti contro gli USA ed i Mojahedin ,scandendone degli altri contri i paesi che avevano riconosciuto il governo di Ahmadinejad tipo la Russia.
La spaccatura che ha inflitto i vertici del regime è la risultante del contrasto esistente tra la gente e il governo ed è in questo contesto che si crea lo spazio per lo sviluppo dei moti di protesta antigovernativi ,spingendo il regime in un vicolo cieco .Durante le settimane passate ,Khamenei  ha collezionato un’altra sconfitta nel tentativo di colmare il varco all’interno del regime .Oggi la maggior parte dei religiosi del paese si sono schierati contro il regime .L’Ayattolah Montazeri ,l’ex  epurato successore di Khomeni  ,ha descritto il governo attuale ,impostore e privo di legittimità ,emettendo il “fatwa “ ha esonerato Khamanei  dall’incarico della guida suprema .Rafsanjani ,durante la preghiera del venerdi 17 luglio ha ammesso la crisi interna del regime e ha confessato che il governo non gode del sostegno popolare e perciò, è illegittimo .
 PERCCHE SIAMO AD UN PUNTO DI NON RITORNO 
PRIMO – All’interno del regime le divergenze hanno coinvolto i massimi livelli  della gerarchia ,tra Khamenei e Rafsanjani  i dissidi non sono più rimarginabili .Negli ultimi due mesi questo contrasto si è ulteriormente accentuato . Nessuna delle due anime del regime  ha la capacità di desistere dalle proprie posizioni .La crisi ha contagiato anche  la fazione di Khamenei .Le ripercussioni della situazione è persino  palpabile all’interno del corpo dei Pasdaran ,principale organo repressivo del regime.
SECONDO – L’Emersione di tali contrasti  assieme alla presenza milionaria della popolazione per strade contro il regime, e d il prolungarsi delle manifestazioni, nonostante l’iniziale repressione  ,hanno invalidato lo spettro  del “Velayat e Faghih “ e la tesi della stabilità ed invulnerabilità del regime all’interno della società .
TERZO – Si è creata una spaccatura incolmabile tra la generazione dei giovani ed il regime .La base del regime si è ridotto al minimo  ed è mutato l’equilibrio tra la gente ed il regime .
Quindi  ,tutti i segnali  concordano  l’avvio del rovesciamento . Per questo motivo ,nonostante gli alti e i bassi ,la ribellione ,continuerà .Stiamo assistendo all’epilogo del regime del “Velayat e Faghih “ .

Al livello internazionale ,il dubbio riguardo la “stabilità “ del regime teocratico ,era alla base della politica dell’occidente ,adottata con esso .I recenti avvenimenti hanno evidenziato che il regime dei Mulah non è  riformabile ed è senza il futuro .Quindi l’unica soluzione è il cambiamento democratico per mano degli iraniani e la loro resistenza .La ribellione generale in tutto il paese ha evidenziato  che tale soluzione è raggiungibile .
La politica di compiacenza  ,ha permesso al regime teocratico di continuare a con l’impeto ,la repressione ,di accelerare il progetto nucleare  ed aumentare le dimensioni del terrore e il fondamentalismo .

I manganelli che oggi mirano al cranio delle ragazze e dei  ragazzi iraniani ,nelle strade ,i lacrimogeni e gli spray al peperoncino ed altre armi usate per reprimere i manifestanti ,sono stati acquistati dai paesi europei  !
La tecnologia che permette al regime di oscurare l’internet  gli è fornito dagli europei .
E’ giunta l’ora che i paesi dell’UE ,interrompano  il dialogo con il regime dei Mullah ,richiamino i propri ambasciatori da Tehran e che sospendano la vendita delle tecnologie che possano essere usate nella repressione ai danni della gente .La comunità europea deve sospendere le relazioni diplomatiche e commerciali con questo regime fino a quando ,esso non pone fine alla repressione ,la tortura ,la fucilazione e non liberi tutti i prigionieri politici e non accetti le libere elezioni sotto l’egida delle Nazioni Unite,riconoscendo il diritto della sovranità popolare .
Abbiamo come l’obbiettivo la negazione totale del regime con il minor spargimento di sangue .La negazione della dittatura religiosa ,l’instaurazione di una repubblica democratica secolare e la separazione tra lo stato e la religione ,compongono il nostro comune denominatore con coloro i quali potremmo collaborare a tali propositi .
Chiunque ,ripudi il “Velayat e Faghih “e riconosca la sovranità popolare degli iraniani ,avrà il nostro benvenuto .Questa regola  sarà riservata anche per valutare la fazione sconfitta del regime nonostante il suo vissuto  ,qualora optasse per il rispetto delle istanze della gente .Seguendo questa linea ,Massud Rajavi  ha suggerito al Consiglio dei Guardiani  del regime di esonerare Khamenei dall’incarico ,prima e poi annunciare lo scioglimentodi tale organo .A proposito di Sig ,Mussavi  ,avevamo già dichiarato che sarà il benvenuto con egual misura con il quale si allontana dal regime e nonostante tutte le divergenze ,difendiamo i  suoi diritti da ogni tentativo di usurpazione da parte del regime
 CARI AMICI ,EGREGI ONOREVOLI .
Voi assieme a dei parlamentari europei ed altri 2000 membri degli altri parlamenti  avete sostenuto la resistenza nei momenti difficili . Oggi la giustezza della vostra posizione nel sostenere un cambiamento democratico in Iran ,è ormai sotto gli occhi di tutti .

Il regime ,oggi è più vulnerabile di prima e la comunità internazionale può svolgere un ruolo assai più efficace nel contrastare la repressione applicata da parte del  regime .

Noi  auspichiamo la fine della dittatura religiosa ,l’instaurazione di un governo democratico ,basato sul pluralismo politico ed il rispetto delle libertà primarie  nonché la separazione tra lo stato e la religione  ,in un Iran senza il nucleare ,perseguiamo le relazioni con tutti i paesi .

GRAZIE .

 

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