CNRI, 2 maggio – Molte personalità associative, giuridiche e politiche si sono riunite a Torino in Italia per denunciare la situazione dei diritti dell’uomo in Iran. Hanno anche chiesto che il principale movimento d’opposizione al regime dei mullah sia ritirato dall’elenco del terrorismo dell’Unione europea. Il Consiglio torinese per la laicità, che organizzava l’evento questo 27 aprile, aveva in particolare invitato l’Associazione di difesa della democrazia e dei diritti civici in Iran.
Una pellicola sulla situazione catastrofica dei diritti dell’uomo in Iran, ha dato il tono non dissimulando nulla delle impiccagioni, delle amputazioni, della fustigazione o della lapidazione. La repressione delle donne era anche in buon atto. Il dott. Manfredo Montagnana, Presidente dell’Unione culturale Franco Antonicelli, ha sottolineato il paradosso della situazione: ‘Abbiamo da un lato gli iraniani che cercano di instaurare un cambiamento di regime e che aspirano alla libertà ed alla democrazia, e dall altro un mondo che oppone loro un silenzio radiofonico.’ Non dobbiamo in Europa, sacrificarli per i nostri interessi economici e commerciali. ‘Si è detto certo che gli iraniani raggiungerebbero il loro scopo di libertà ma che non occorreva lasciarli soli in questa via.’
Agli occhi di Tollio Monti, presidente del Consiglio torinese per la laicità, i documenti pubblicati dalle associazioni di difesa dei diritti dell’uomo e dalla resistenza iraniana per mostrare che il regime di Teheran ha il primato dei violatori dei diritti delluomo nel mondo. Egli si è anche stupito di vedere che l’occidente non rispondeva a questa volontà della popolazione iraniana di liberarsi. Non ha nascosto la sua perplessità dinanzi al fatto che ‘la signora Radjavi, la presidente di questo movimento, ha partecipato molte volte al Parlamento europeo dove ha invitato l’occidente ad aiutare la popolazione iraniana.’ Ma l’Ue ha preferito mettere il nome del principale movimento d’opposizione, le OMPI, sull’elenco del terrorismo e respingere la sentenza della giustizia europea che annulla questa iscrizione. ‘è un onore per me essere membro dell’associazione di difesa della democrazia e dei diritti civili in Iran’ ha lanciato di primo acchito l’avvocato Renzo Capelleto, prendendo la parola. Questo responsabile democratico cristiano ha sottolineato che ‘il popolo iraniano non vuole nullaltro che la libertà.’ Occorre oggi seriamente fare qualcosa per la popolazione e la resistenza iraniana. Soprattutto non lasciarli sole. Se l’occidente tace oggi, è a causa dei suoi interessi economici. Ma gli iraniani supereranno. ‘Si è sostenuto per ciò sulla terza via proposta da Maryam Radjavi, che non è né la guerra né laccondiscendenza, ma un cambiamento democratico in Iran.’
