La Signora Rajavi esorta la comunita’ internazionale affinche l’ Iran
metta fine alle impiccagioni
metta fine alle impiccagioni
Con l’ elezione del nuovo presidente, Mahmoud Ahmadinejad , in Iran si sta assistendo ad una frenetica ondata di impiccagioni e di condanne a morte che ha come unico scopo quello di terrorizzare la popolazione; e’ evidente che il regime degli Ayatollah non ha altre ricette per contenere la esplosiva situazione sociale esistente nel Paese.
I mezzi di comunicazione statali riferiscono di 7 esecuzioni capitali solamente negli ultimi 3 giorni. Questo farebbe salire a 20 il numero degli impiccati dal 26 giugno 2005 (data delle elezioni presidenziali). Il numero delle persone condannate a morte, nello stesso periodo di tempo, e’ di 23. Almeno 23 delle vittime risultavano minorenni al momento della esecuzione o della data in cui il presunto reato e’ stato commesso. 3 delle vittime erano donne.
Le impiccagioni hanno avuto luogo in Teheran, Karaj (ad ovest della capitale), Arak e Isfahan (nell’ Iran centrale)Hamedan e Pol-e Dokhtar (Iran occidentale), Mashad (a NordEst), Salmas e Ardebil (a Nordovest) Kerman e Bandar Abbas (Sud Iran), Gonbad-e Kavoos (Nord Iran) e Ahwaz (Iran Sud occidentale).
Le impiccagioni hanno avuto luogo in Teheran, Karaj (ad ovest della capitale), Arak e Isfahan (nell’ Iran centrale)Hamedan e Pol-e Dokhtar (Iran occidentale), Mashad (a NordEst), Salmas e Ardebil (a Nordovest) Kerman e Bandar Abbas (Sud Iran), Gonbad-e Kavoos (Nord Iran) e Ahwaz (Iran Sud occidentale).
La Signora Maryam Rajavi, Presidente eletto della Resistenza Iraniana, ha esortato il Segretario Generale delle Nazioni Unite, l’ Alto Commissario per i Diritti Umani e tutte le organizzazioni internazionali dei diritti dell’ uomo, a condannare questi atti criminali barbari e ad intervenire attivamente per porre fine alle esecuzioni capitali.
La Signora Rajavi ha inoltre sottolineato che il silenzio e la passivita’ della comunita’ internazionale oltre all’ assenza di una ferma risoluzione di censura presso la Commissione dei Diritti Umani dell ‘ ONU e la mancanza di un "Inviato Speciale per gli abusi dei diritti umani in Iran", hanno incoraggiato gli Ayatollah a portare avanti la loro politica medievale fatta di crimini ed esecuzioni capitali.
La Signora Rajavi ha inoltre sottolineato che il silenzio e la passivita’ della comunita’ internazionale oltre all’ assenza di una ferma risoluzione di censura presso la Commissione dei Diritti Umani dell ‘ ONU e la mancanza di un "Inviato Speciale per gli abusi dei diritti umani in Iran", hanno incoraggiato gli Ayatollah a portare avanti la loro politica medievale fatta di crimini ed esecuzioni capitali.
"Non c’e’ nessun motivo per continuare la politica di "appeasment" nei confronti degli Ayatollah con il pretesto del "dialogo sui diritti dell’ uomo"; " le atrocita’ perpetrate dagli Ayatollah nei confronti del popolo iraniano sono dei chiari crimini contro l’ umanita’ e per questo devono essere al piu’ presto messi all’ ordine del giono del Consiglio di sicurezza dell’ ONU" ha concluso la Signora Rajavi.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
23 Agosto 2005
