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Ridicolo sforzo da parte dei mullah e di al-Maliki di accusare PMOI per la frode elettorale in Iraq

ImageCNRI – Mentre le forze irachene nazionaliste della lista elettorale al-Iraqiya sono in testa nel ballottaggio elettorale, il regime iraniano e l’establishment di Nouri al-Maliki hanno improvvisamente affermato che i risultati delle elezioni sono stati manipolati dall’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (OMPI) a favore della lista al Iraqiya, quindi dovrebbe esserci un riconteggio completo di tutti i voti alla mano. In precedenza, hanno anche incolpato il PMOI per le rivelazioni del Parlamento europeo sulla frode elettorale irachena. Ironia della sorte, il regime e il gruppo di al-Maliki hanno finora insistito sulla trasparenza delle elezioni in Iraq e di non avere commesso nessuna frode.

Nel frattempo, il sito khabaronline, affiliato al regime iraniano, ha riferito oggi che "la madre Ayad Alawi è una libanese e non un iracheno, pertanto, lui non può diventare il Primo Ministro dell'Iraq".

In un rapporto della notte scorsa, l’Afaq TV di al-Maliki ha affermato: "La società internazionale delle Nazioni Unite incaricata di preparare un programma informatico per il conteggio delle schede elettorali è affiliata all’Organizzazione terroristica del Mojahedin del Popolo … che ha collegato le banche dati della Commissione elettorale a Baghdad. Questo consente all'azienda di monitorare e controllare le banche dati da una postazione remota. " Allo stesso tempo, il regime clericale ha costruito un falso rapporto tramite i propri agenti all’interno della 9° Brigata Badr del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie islamiche – Passdaran (IRGC) affermando: "Siamo estremamente preoccupati per le notizie che denotano che il PMOI, il quale ha fornito il sistema di comunicazione e informatico alla Commissione elettorale irachena, ha avuto l'opportunità di avere un tale impatto negativo sui risultati contro le liste elettorali che ha chiesto la sua espulsione dall'Iraq ". (Aknews curda, 22 marzo)

Successivamente, i siti web affiliati ai mullah come Kowthar e Burathanews.com (apparteneva ad un agente del regime), Nahrainnet.net (di proprietà di Mowaffaq al-Rubaie, l'ex Consigliere per la Sicurezza Nazionale del regime), siti web legati ad al-Maliki (compresi Doroob.com, al-Moshqef, Qanoon, al-Badil, al Manbar-Iraqi e aljewar.org) e decine di altri siti del regime hanno riferito la ridicola storia.

Chiaramente, lo scopo della diffusione di tali menzogne su ordine del Supremo Leader dei mullah è quello di spiegare e giustificare la sconfitta di al-Maliki, vendicarsi dei residenti di Ashraf e spianare la strada per la ripetizione di crimini contro l'umanità sul posto, soprattutto quando la Commissione elettorale irachena ha respinto l'appello di al-Maliki per un riconteggio dei voti.

La Resistenza Iraniana chiede al Segretario Generale delle Nazioni Unite e al suo rappresentante speciale per l'Iraq, così come ai funzionari americani, alle forze militari degli Stati Uniti, all’Unione europea, al Parlamento europeo e alle organizzazioni internazionali dei diritti umani, in particolare alla Missione Conoscitiva delle Nazioni Unite a Ginevra di perseguire campagna di disinformazione contro i residenti di Campo Ashraf e dei responsabili della campagna.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
22 marzo 2010

 

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