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Iran: tortura dei prigionieri della rivolta nella prigione di Teheran, ripetizione dei crimini commessi nella prigione di Kahrizak nel 2009

Appello urgente alla liberazione dei prigionieri politici e degli arrestati durante la rivolta, visita della delegazione internazionale alle carceri iraniane

Dall’inizio della rivolta nazionale in Iran, la magistratura ha trasferito almeno 2.000 detenuti alla 6a Brigata del Penitenziario della Grande Teheran. Molti di loro riportano ferite gravi a causa di gravi percosse da parte degli agenti o di essere stati colpiti da proiettili di pallini e necessitano di cure urgenti e specializzate; ma non solo non vengono curati, ma affrontano torture e le loro vite sono in serio pericolo.
Il grande penitenziario di Teheran o Fashafouyeh è una delle prigioni più famose e più grandi, che copre un’area di 110 ettari e si trova a 32 chilometri a sud di Teheran. Questa prigione è priva di strutture sanitarie e di vita minime. Il regime trasferisce i prigionieri politici in questa prigione per perseguitarli. All’arrivo, il prigioniero viene duramente picchiato e umiliato. I prigionieri che sono malati in questa prigione sono destinati a una morte graduale.
La Resistenza iraniana chiede ancora una volta alle Nazioni Unite, al Consiglio per i diritti umani, all’Alto Commissario per i diritti umani e alle organizzazioni per i diritti umani di intraprendere azioni immediate per garantire il rilascio dei prigionieri e sottolinea la necessità di istituire una missione internazionale di visita le carceri e incontrare i prigionieri, in particolare i prigionieri politici.

Segretariato del Consiglio Nazioanle della Resistenza Iraniana
12 Ottobre 2022

 

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