lunedì, Novembre 28, 2022

Iran: 59a notte di rivolta

Proteste e canti notturni a Teheran e in diverse città
La notte di domenica 13 novembre, cinquantanovesima notte della rivolta, diverse aree di Teheran e numerose città del Paese hanno assistito a proteste al calare del sole. A Teheran, nei quartieri Tavanir, Jordan, Gandhi, Abbaspour St., Ekbatan, Shahre-Ziba, e all’esterno dell’ospedale “Day” e del distretto di Monirieh, la gente ha cantato “Morte a Khamenei, alla povertà, alla corruzione e ai prezzi alti; Avanti verso la caduta”, “Morte al governo assassino di bambini”. In alcune aree, le forze di repressione hanno sparato gas lacrimogeni contro i manifestanti. Nel distretto di Shahre-Ziba, dei giovani coraggiosi si sono scontrati con le forze di sicurezza al grido di “Nel sanguinoso mese di Aban, Khamenei sarà rovesciato” e “Nel luminoso mese di Aban, la dittatura sarà rovesciata”. [Aban è l’attuale mese iraniano].
Nella città di Ray – provincia centrale – dei coraggiosi giovani hanno dato fuoco a un grande cartellone con l’immagine di Khamenei. In vari quartieri della città di Karaj, tra cui piazza Qa’em, Golshahr e Mehrshahr, la gente ha protestato scandendo slogan: “Khamenei, lo Zahak! Ti seppelliremo” [Zahak è una figura malvagia della mitologia persiana], “IRGC, Basij, siete il nostro ISIS”, “Morte al dittatore” e “Io sono la nobildonna”. A Birjand, nel nord-est dell’Iran, le proteste sono proseguite di notte da Piazza Madre all’Università di Medicina. A Urmia e Bukan, nell’Iran occidentale, dei gruppi di giovani ribelli hanno attuato un blocco stradale accendendo dei fuochi. A Kerman, nell’Iran centro-meridionale, i giovani hanno dato fuoco alla statua di Qasem Soleimani.
A Sanandaj, nell’Iran occidentale, un grande cartello con lo slogan: “Khamenei! Saluta la tua fine!” è stato appeso a un ponte situato presso la scuola di scienze mediche. A Piranshahr, nell’Iran occidentale, alcuni giovani hanno dato fuoco a una base dei Basij e ad Astara, nell’Iran nord-occidentale, è stato dato alle fiamme anche un grande striscione di Khamenei. Ad Arak, nell’Iran centrale, la gente del posto ha cantato “Morte a Khamenei” e “Morte al dittatore” dai loro edifici.
I pensionati delle acciaierie di Isfahan hanno protestato domenica 13 novembre al grido di “Solo scendendo in piazza potremo ottenere i nostri diritti”. “A Teheran, presso il santuario di Abdul Azim, il poster di Khamenei è stato incendiato.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

14 novembre 2022

FOLLOW NCRI

70,088FansLike
1,632FollowersFollow
40,393FollowersFollow